La complessità del senso
14 11 2018

Torino, Glbt Film Festival

DA SODOMA A HOLLYWOOD

Torino, 15 – 22 aprile 2010

 

 BILANCIO POSITIVO CON UN INCREMENTO AL BOTTEGHINO 

I OLTRE IL 15% RISPETTO ALLA SCORSA EDIZIONE 

 LA PRESENZA DI CIRCA 40MILA SPETTATORI  

IL SUD AMERICA PLURIPREMIATO

 

Un aumento del 15% degli incassi rispetto alla trascorsa edizione, oltre 40mila spettatori, circa 45mila le pagine del sito www.tglff.com visitate, con 5000 utenti unici provenienti da 84 nazioni diverse. Questi i dati della 25° edizione del “Torino GLBT Film Festival – Da Sodoma a Hollywood”, diretto da Giovanni Minerba.

Anche i Social Network hanno registrato un grande successo: Facebook ufficiale conta oltre 3.400 amici, mentre la fan page, creata all’inizio del Festival, ha raggiunto solo nei primi due giorni 2.000 contatti. Tra gli amici del Festival che hanno postato i loro commenti anche alcuni volti noti come Peter Cameron, Fabio Canino e Ferzan Ozpetek. 

Bilancio quindi positivo per l’edizione 2010 del festival torinese, che ha visto come protagonisti oltre agli scrittori Peter Cameron e Ivan Cotroneo e al regista israeliano Eytan Fox (che ha presentato in anteprima mondiale e con grande successo Mary Lou), anche Claudia Cardinale, che ha inaugurato la manifestazione, James Ivory che ha ricevuto il Premio alla Carriera “Dorian Gray” e Patty Pravo, madrina della serata di premiazione.

Il Festival ha cercato di conciliare l’esigenze del pubblico con un’offerta variegata di film, pellicole aperte alla sperimentazione e classiche nella narrazione e con uno sguardo particolare all’impegno sociale e alla tematica dell’affettività. E inoltre ha focalizzato la sua attenzione su alcuni temi dibattuti dalle comunità gay internazionale quali la religione, l’omofobia, il rapporto tra genitori e figli, il senso di appartenenza e di solidarietà della grande famiglia Glbt di tutto il mondo.

Il Sud America è il paese pluripremiato di questa edizione aggiudicandosi quattro premi sui sette complessivi del Festival.

La giuria del concorso lungometraggi, composta da Peter Cameron, Ivan Cotroneo, Eytan Fox, Patricia Rozema e Cesare Petrillo ha assegnato il Premio Ottavio Mai al miglior lungometraggio (5.000 euro) all’argentina Lucía Puenzo per El Niño Pez e il Premio Speciale della Giuria a El cuarto de Leo (Leo’s Room) dell’uruguaiano Enrique Buchichio presente a Torino. Il film fa parte della linea Queer Frame della casa di produzione e distribuzione Atlantide Enterteinment che ha anche chiuso l’accordo con MK2 per “El Niño Pez” (The Fish Child).

Ancora all’Argentina il Premio Miglior Documentario (2500 euro con un contributo del Coordinamento Torino Pride) per Adopción di David Lipszyck. Al Belgio invece il Premio Miglior Cortometraggio (1500 euro) per Vivre ancore un peu… di David Lambert. Anche il Pubblico premia il Sud America preferendo tra i documentari in concorso Dzi Croquettes dei brasiliani Raphael Alvarez e Tatiana Issa. All’Italia e La Capretta di Chagall della torinese Silvia Novelli va il Premio del Pubblico riservato ai cortometraggi, mentre tra i lungometraggi gli spettatori hanno preferito Children of God di Kareem Mortimer.

 

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22 aprile 2010