Magna Graecia 2025

Soverato (CZ) 26 luglio – 2 agosto
Direttore artistico: Gianvito Casadonte
OPERE PRIME E SECONDE ITALIANE
Giuria: Nicola Guaglianone (Presidente), Giorgia Farina, Ester Pantano, Gianni Canova, Alessio Lapice.
Migliore Opera Prima e Seconda Italiana
Familia di Francesco Costabile

Per la capacità di raccontare una storia con rigore e intensità, senza mai cedere alla retorica. Un film che scava nel cuore oscuro della famiglia, con uno sguardo lucido e necessario, sorretto da interpretazioni potenti e da una regia che dà forma alla tensione quotidiana con pudore e precisione.
Anche Migliore Attrice Barbara Ronchi

Per la forza silenziosa con cui incarna una madre segnata dalla violenza ma ancora capace di proteggere e sperare. Ronchi dà vita a una donna che vive ogni gesto con esitazione e coraggio, consegnandoci una fragilità che diventa resistenza. La sua interpretazione è un dolore muto che esplode nel cuore dello spettatore, incollandosi alla memoria.
Miglior Attore
Yuri Tuci per La vita da grandi

Per aver portato sullo schermo un ragazzo autistico con autenticità e forza emotiva, senza mai forzare l’emozione. Con uno sguardo, una pausa, un silenzio, Yuri racconta molto più di quel che dice. La sua interpretazione arriva dritta al cuore e non si dimentica.
Migliore Regia
Gianluca Jodice per La Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta

Per aver raccontato la fine di Maria Antonietta con uno sguardo personale, rigoroso e mai scontato. Jodice usa la regia per costruire un film che cambia stile visivo man mano che tutto intorno si sgretola: ordine, potere, identità. Con scelte precise – dai movimenti di macchina all’uso dello spazio – trasforma una storia storica in qualcosa di attuale e intimo. Non cerca l’effetto, ma la verità. La sua regia non guida solo il film, ma lo plasma. Ed è questo che fa la differenza.
Migliore Sceneggiatura
Valerio Mastandrea e Enrico Audenino per Nonostante

Per aver scritto una storia che osa: sospesa tra vita e morte, reale e surreale, affronta il dolore con ironia e leggerezza, senza perdere mai profondità. Una sceneggiatura che parla dell’amore, della memoria e di ciò che resta, nonostante tutto.
DOCUMENTARI
Giuria: Francesco Frangipane (Presidente), i giovani dell’associazione Jump e Spazioscenico
Miglior documentario
No more trouble: Cosa rimane di una tempesta di Tommaso Romanelli

Un documentario che ha il merito di non indagare sulle cause o sulle responsabilità di un evento tragico, ma di restituirci l’amore e la passione di un uomo per il mare e la navigazione. Ma soprattutto l’amore e la passione di un figlio, che cerca, in un viaggio intimo e profondo, di ricostruire la figura di un padre che non ha mai conosciuto. E il regista Tommaso Romanelli, mantenendo uno sguardo lucido ed oggettivo, senza giudizio né retorica, lo fa con un garbo e una grazia fuori dal comune.
OPERE PRIME E SECONDE INTERNAZIONALI
Giuria: Ivan Carlei (Presidente) insieme a Domenico Vacca e Rocio Munoz Morales
Il Mohicano di Frédéric Farrucci

Farrucci riesce abilmente a coniugare la forza del Western e la tensione del Noir tra atmosfere e crudo realismo, che restituiscono un racconto visivo essenziale, autentico e suggestivo. Un film commovente e toccante che ha il merito di trasformare una vicenda locale in una tragedia universale ponendoci davanti a riflessioni estremamente attuali sulla conservazione della terra, sui legami collettivi, sulla forza del dissenso.
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Il MGFF 2025, ha proposto eventi e proiezioni cinematografiche nell’ambito dei concorsi dedicati alle sezioni di opere prime e seconde italiane e documentari, curate da Antonio Capellupo, e delle opere prime internazionali, curate da Silvia Bizio, anche responsabile dei talent internazionali. La novità di quest’anno è stata l’aggiunta di una sezione diretta da Jacopo Curcio e Luca Capacchione, in collaborazione con il Picentia Short Film Festival, che ha proposto una selezione dei migliori esordi nel cortometraggio.
3 Agosto 2025