La complessità del senso
18 11 2018

Cinema Pasolini a New York

MoMA DI NEW YORK E ISTITUTO LUCE CINECITTÀ
CELEBRANO LA FIGURA E L’OPERA
DI PIER PAOLO PASOLINI
CON UNA RETROSPETTIVA COMPLETA
DEI SUOI LAVORI CINEMATOGRAFICI

 

Dal 13 dicembre 2012 al 5 gennaio 2013 al MoMA di New York

Istituto Luce Cinecittà, The Museum of Modern Art e il Fondo Pier Paolo Pasolini/Cineteca di Bologna presentano Pier Paolo Pasolini, una retrospettiva completa che celebra la produzione cinematografica del regista. I film sono presentati in copie nuove, realizzate da Istituto Luce Cinecittà in due anni di lavoro. Alcune di esse sono state recentemente restaurate dalla Cineteca di Bologna. L’evento è organizzato da Jytte Jensen, Responsabile della sezione Cinema del MoMA, e da Camilla Cormanni e Paola Ruggiero, Istituto Luce Cinecittà, con Roberto Chiesi, Fondo Pier Paolo Pasolini – Cineteca di Bologna e Graziella Chiarcossi.

 

Le opere cinematografiche di Pasolini (Bologna, 1922 – 1975) corrispondono approssimativamente a quattro periodi della vita socialmente e politicamente impegnata dell’artista. Il primo, “Il cinema popolare nazionale”, comincia con il suo primo film, Accattone (1961), che immediatamente lo segnala come regista dal prodigioso talento. Caratterizzano questa fase, che culminerà con il Il Vangelo secondo Matteo (1964),  lavori come Mamma Roma (1962) e una serie di divertenti film a episodi – tra i quali Uccellini e uccellacci (1966) e La terra vista dalla luna (1966) – che contengono un ritratto di persone che vivono ai margini della società. La fase centrale della produzione di Pasolini è spesso definita come “Il cinema impopolare”, nella quale le sue critiche verso la borghesia conducono all’appassionata immediatezza di film come Teorema (1968), Porcile (1969) e Medea (1969). “La trilogia della vita” – Il Decameron (1971), I racconti di Canterbury (1972) e Il fiore delle mille e una notte (1974) – realizzata tra il 1970 e il 1974, è una reinterpretazione di racconti e favole tradizionali interpretati in chiave moderna. L’ultima fase, spesso definita come “L’abiura della trilogia della vita”, è rappresentata dall’ultimo disperato film del regista, Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975),  bloccato per anni dalla censura.

 

Affiancano la retrospettiva una serie di eventi. Il 12 dicembre a Casa Italiana Zerilli-Marimò – New York University si svolgerà una tavola rotonda sulla sua eredità artistica coordinata da Antonio Monda,  mentre il 13 dicembre l’Istituto Italiano di Cultura diretto da Riccardo Viale ospiterà un seminario dal titolo “Pasolini: uno scrittore per il nuovo millennio”, con un gruppo di esperti moderati da Fabio Finotti, professore ordinario presso la University of Pennsylvania (Philadelphia, USA), e la presentazione del libro “Pier Paolo Pasolini, il mio cinema”, un’antologia che include interviste, storie, annotazioni, testi preliminari, soggetti e sceneggiature recuperati dagli archivi di Pasolini, a cura della sua unica erede, Graziella Chiarcossi, con la collaborazione di Roberto Chiesi (Fondo Pasolini – Cineteca di Bologna) e pubblicato da Cineteca di Bologna e Istituto Luce Cinecittà. Il 14 dicembre, una serata con letture di brani e poesie da parte di famosi attori italiani e americani supervisionata da Dante Ferretti, (che iniziò la sua carriera di scenografo proprio con Pasolini), sul talento del Pasolini saggista, poeta e autore. Dal 15 dicembre, la galleria Location One ospiterà una mostra di oltre 40 disegni e dipinti di Pasolini, raramente esposti prima d’ora,  provenienti dal Fondo Pier Paolo Pasolini e custoditi presso l’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti” del Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux di Firenze. Il 16 dicembre, MoMA PS1 ospiterà un programma di performance di artisti contemporanei ispirate a Pasolini, curata dal direttore Klaus Biesenbach. MoMA PS1 mostrerà inoltre Salò e le 120 giornate di Sodoma, Teorema e Medea attraverso istallazioni cinematografiche permanenti durante tutto il corso della retrospettiva.
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12 dicembre 2012