La complessità del senso
15 11 2018

Hiv, Nobel a Montagnier

 Nobel 2008 per la Medicina a Montagnier, Barré Sinoussi e Zurhausen
 

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Il Nobel per la Medicina 2008 è stato assegnato a Luc Montagnier, Francoise Barré Sinoussi e Harold zur Hausen. Quest’anno sono state premiate con il Nobel le scoperte dei virus responsabili di vere epidemie, come l’Hiv (Human Immunodeficiency Virus) che causa l’Aids, isolato dai francesi Luc Montagnier e Francoise Barré-Sinoussi; e l’Hpv (Human Papilloma Virus), isolato dal tedesco Harald zur Hausen e riconosciuto come causa di uno dei più diffusi tumori che colpiscono le donne, il cancro della cervice uterina. I francesi Francoise Barré-Sinoussi e Luc Montagnier hanno isolato il virus Hiv nel 1982, identificandone la produzione nei linfociti prelevati nei linfonodi di pazienti nei quali l’infezione era all’esordio e nel sangue di pazienti agli ultimi stadi della malattia. I due ricercatori sono stati i primi a riconoscere in questo retrovirus il primo dei lentivirus umani, dopo averne analizzato le caratteristiche morfologiche e le proprietà biochimiche e immunologiche. Barré-Sinoussi e Montagnier scoprirono inoltre che il virus Hiv riduceva l’efficacia del sistema immunitario poiché, riproducendosi in modo massiccio, danneggiava le cellule sentinella delle difese immunitarie, i linfociti. La scoperta ha aperto la strada sia alla comprensione della malattia, sia alla possibilità di mettere a punto cure antiretrovirali.

Anche l’altra scoperta premiata oggi con il Nobel, quella del Papilloma virus, è stata un’apripista nella storia della medicina. Si tratta infatti di uno dei primi virus riconosciuti come responsabili dei tumori. Ma identificarlo come tale non è stato affatto scontato: negli anni ’70, per il tedesco Harald zur Hausen ha significato andare contro i dogmi. Mai, fino ad allora, un virus era stato identificato come causa di un tumore. Lo studioso ha scoperto che il materiale genetico del Papilloma virus puo’ trovarsi in uno stato latente e che la sua presenza può essere comunque riconosciuta per mezzo di un test. Harald zur Hausen ha scoperto inoltre che il Papilloma virus è in realtà una grande famiglia di virus, composta da numerose varianti, solo alcune delle quali possono scatenare il cancro. Le sue ricerche hanno permesso di ricostruire la storia naturale dell’infezione, di comprendere il meccanismo con cui l’Hpv scatena il tumore e ha permesso di mettere a punto vaccini in grado di proteggere dall’infezione.

La dotazione finanziaria del premio Nobel per la Medicina – 10 milioni di corone svedesi (oltre un milione di euro) – sarà divisa a metà in base ai due virus la cui scoperta è stata ricompensata. Metà, quindi, andrà ai francesi Luc Montagnier e Francoise Barré-Sinoussi, scopritori dell’Hiv, agente causale dell’Aids; l’altra metà al tedesco Harald zur Hausen, cui si deve l’identificazione del Papilloma Virus (Hpv), all’origine del cancro del collo dell’utero. Per quanto riguarda l’Hiv, “la scoperta è stata un prerequisito per l’effettiva comprensione della biologia della malattia e il suo trattamento antiretrovirale”, afferma il comitato Nobel nella motivazione del premio. Quanto all’altra scoperta, gli accademici del Karolinska Institute hanno premiato zur Hausen per essere “andato contro il dogma corrente” stabilendo che il Papilloma Virus è all’origine del cancro della cervice uterina, il secondo tumore più diffuso tra le donne. “La scoperta ha portato alla caratterizzazione della storia naturale dell’infezione da Hpv, alla comprensione del meccanismo della carcinogenesi Hpv-indotta ed allo sviluppo di vaccini profilattici contro il contagio da Hpv”, precisa la motivazione.

Ferdinando Aiuti: E le ricerche di Robert Gallo?
L’immunologo Ferdinando Aiuti commenta l’assegnazione del prestigioso riconoscimento. «Alla base degli studi di Montagner – ricorda Aiuti – ci sono le ricerche di Gallo e tutte le tecniche da lui messe a punto. Ci sono rimasto molto male che l’abbiano dato solo a uno». Aiuti comunque si dice «felice per Montagnier, che oltre a essere uno scienziato di grande fama, ha pensato in questi anni anche all’aspetto sociale, sanitario e di prevenzione dell’Hiv. Sono contento anche perché grazie a questo Nobel si tornerà a parlare di Aids, visto che ultimamente i media non se ne occupavano più molto». 

Fonte: Ansa 6 ottobre 2008

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6 ottobre 2008