La complessità del senso
20 11 2018

Africa, Asia, America Latina

 

20° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina

Milano 15-21  marzo 2010

 

L’unico festival in Italia interamente dedicato
alla conoscenza della cinematografia, delle realtà e delle culture
dei paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina.

 

Serata inaugurale – Lunedì 15 marzo, ore 20.30 – Auditorium San Fedele
Presentazione del festival e proiezione in anteprima del film Precious del regista afro-americano Lee Daniels vincitore di due premi Oscar.
Precede una performance della Compagnia Alma Rosé, da Il Canto per la città, di Elena Lolli e Manuel Ferreira (Premio Milano per il Teatro).

 

Il programma del Festival prevede le ormai consuete due sezioni competitive – Concorsi Finestre sul Mondo – aperte ai lungometraggi di fiction e ai documentari di Africa, Asia e America Latina.

Tra i film del Concorso Finestre sul Mondo, da Haiti l’ultimo film di Raoul Peck, Moloch Tropical, lettura creola del Moloch di Sokurov, un’acuta e inquietante rappresentazione della follia del potere assoluto; l’anteprima di Adieu Gary di Nassim Amaouche, vincitore del Gran Prix de la critique Cannes 2009; dal Bangladesh il regista esordiente Mostofa Sarwar Farooki con il film Third Person Singular Number, la franco-coreana Ounie Lecomte con Une vie toute neuve, toccante ed intenso racconto della vita in un orfanotrofio in Corea; l’ultimo film del maestro del cinema indiano Buddhadeb Dasgupta, Janala; due documentari in prima europea: Zahra di Mohammad Bakri (tra l’altro attore conosciuto in Private di S. Costanzo) e Un conte de faits del regista tunisino Hichem Ben Ammar; dal festival di Berlino Congo in Four Acts, documentario a più mani di giovani registi congolesi e dalla Cambogia, il pluri-premiato Enemies of the People di Thet Sambath e Rob Lemkin.

E due concorsi riservati esclusivamente all’Africa: Concorso per il Miglior Film Africano e Concorso per i Migliori Cortometraggi di Fiction e Documentari unificati quest’anno in un’unica sezione.

Novità di quest’anno:

In collaborazione con l’International Film Festival di Rotterdam il Festival presenta in prima nazionale italiana la sezione Forget Africa. E’ la prima volta che un festival internazionale del calibro di Rotterdam dedica all’Africa un focus così ricco e innovativo. La nuovissima serie è costituita da film commissionati dal Festival di Rotterdam e girati nel continente da registi asiatici e occidentali in collaborazione con registi locali. Ai registi, che non erano mai stati prima sul continente, è stato chiesto semplicemente di viaggiare ciascuno per una paese africano a sua scelta e girare un film.

Il focus speciale  “Forget Africa” include  quindi opere del filmmaker filippino Khavn De la Cruz (Camerun), della regista malese Tan Chui Mui (Sudafrica), delle registe americane Kimi Takesue (Uganda) e Deborah Stratman (Malawi), della filmmaker indo – americana Pia Sawhney (Ruanda), del filmmaker tedesco Uli Schuppel e dell’artista di Singapore Sherman Ong (Tanzania), della filmmaker filippina residente in Pechino Joanna Vasquez Arong e dell’artista/regista tailandese Jakarawal Nilthamrong (Zambia), del filmmaker indonesiano Edwin (Kenya), dell’americano Kevin Jerome Everson (Angola) e dell’artista austriaca Ella Raidel (Mozambico).

 

Africa nel pallone: Cinema e Calcio in Africa in attesa dei mondiali

Con i Mondiali del 2010, per la prima volta la Coppa del Mondo è ospitata da un paese africano, il Sudafrica. Il Festival ha così deciso di dedicare una finestra a quei film e video che negli ultimi anni hanno trattato gli aspetti più appassionati e contradditori del fenomeno calcistico in Africa. Tra i titoli: un classico della cinematografia africana, Le ballon d’or (Il Pallone d’Oro) del guineiano Cheick Doukouré che narra la storia del piccolo Bandian il quale sogna un vero pallone di cuoio; due recentissimi film sudafricani: Streetball di Demetrius Wren sulla storia di sette ragazzi di strada che vengono selezionati per giocare nella Homeless World Cup 2008 e More Than Just a Game di Junaid Ahmed che, alternando interviste, immagini di archivio e fiction, narra la vera storia di cinque attivisti politici rinchiusi nel famoso carcere di Robben Island dal regime dell’apartheid, i quali riuscirono a resistere per lunghi anni di prigionia creando una squadra di calcio con cui poter sfogare la loro passione e incanalare le loro energie.

Denso di critica è Fahrenheit 2010 di Craig Tanner, coproduzione Sudafrica/Australia: in attesa dei Mondiali, mentre in Sudafrica l’eccitazione aumenta, molte sono le domande che sorgono sui retroscena e il significato di questo grande avvenimento mediatico in un paese ancora attraversato da profonde contraddizioni.

 

Tavola rotonda

Giovedì 18 marzo, ore 17.00 – Spazio Oberdan

Primo Mondiale in Africa: racconti di calcio.

 Un’occasione per conoscere meglio il calcio africano in compagnia di: Anthony Suze (ex-detenuto politico di Robben Island, leader della Makana Football Association e protagonista di More Than Just a Game), Filippo Maria Ricci (giornalista della Gazzetta dello sport e autore del libro Scusate il ritardo), Michael Smith (produttore del film Streetball), Emanuela Citterio (giornalista Afronline) e Claudio Agostoni (giornalista di Radio Popolare). Coordina gli ospiti Dario Viganò (presidente Ente dello spettacolo).

 

Il Fuoriconcorso presenta in prima nazionale alcuni documentari di successo internazionale. Tra i titoli: Which Way Home della statunitense Rebecca Cammisa, candidato all’Oscar come miglior documentario, sulle migliaia di  bambini che cercano di passare clandestinamente il confine Messico-Usa per raggiungere i genitori emigrati o nella speranza di trovare una famiglia che li adotti; il pluripremiato Mugabe and the White African dei britannici Lucy Bailey e Andrew Thompson, intima e sconvolgente cronaca della resistenza di una famiglia di agricoltori bianchi dello Zimbabwe, vittime del terrore instaurato dal presidente Mugabe; Pramont: une deuxième chance, l’ultimo documentario della regista Carole Roussopoulos, recentemente scomparsa, con la co-regia di Marco Ranocchi. 

Il fuoriconcorso dedica anche un’attenzione particolare ai registi italiani con la sezione Extr’A presentando opere rivolte ai tre continenti che trattano problematiche relative all’immigrazione in Italia. Tra i titoli: Piombo fuso di Stefano Savona, racconto per immagini della vita quotidiana a Gaza durante gli ultimi giorni dell’Operazione “Piombo Fuso”, Il Colore delle Parole di Marco Simon Puccioni e i due ultimi documentari dei registi africani residenti in Italia: C.A.R.A. Italia di Ymer Dagmawi e La trappola di Lemnaouer Ahmine.

Il FCAAAL partecipa alla campagna lanciata da laFeltrinelli (casa editrice e librerie) con la sezione Razzismo Brutta Storia di film ispirati appunto al razzismo (in collaborazione con Arci). Questa nuova collaborazione ha dato vita al Premio “Il Razzismo è una brutta storia”,  che sarà consegnato al miglior film che affronta il tema. Il 19 marzo, presso laFeltrinelli Libri e Musica, Piazza Piemonte 2, ore 18.30, due dei registi selezionati e Anthony Suze (ex-detenuto politico di Robben Island e protagonista di More Than Just a Game) incontrano il pubblico. Partecipa Simonetta Agnello Hornby. 

Alla programmazione nelle sale cinematografiche si affiancano gli eventi del Festival Center, Casello ovest di Porta Venezia (Casa del pane). Aperto da martedì 16 a domenica 21 marzo dal mattino fino alle 20.30. Uno spazio d’incontro/bar per gli ospiti del Festival e gli spettatori che accoglie varie iniziative: mostre e attività multi-disciplinari ispirate alle culture dei  tre continenti.

Tutte le attività per il pubblico saranno gratuite.

I film del Festival anche quest’anno circuiteranno su tutto il territorio italiano toccando altre città italiane.

Print Friendly

11 marzo 2010