La complessità del senso
16 11 2018

Fuorinorma, Un altro cinema è possibile

NASCE FUORINORMA

UN ALTRO CINEMA È POSSIBILE

LA VIA NEOSPERIMENTALE DEL CINEMA ITALIANO

Per cominciare: a Roma,  dal 26 ottobre 2017

 

Roma, 13 ottobre 2017. Un altro cinema è possibile, un cinema italiano che abbia finalmente il coraggio di osare, di andare oltre. Questo lo spirito che anima Fuorinorma, l’innovativo progetto festivaliero, presentato a Roma al Cinema dei Piccoli, da Adriano Aprà. Con lui,  un gruppo di autori –  Silvano Agosti, Giuseppe M. Gaudino, Antonello Faretta, Luigi Faccini, Claudio Sestieri, Salvatore Maira, Pasquale Misuraca, Gianfranco Giagni, Marco De angelis, Federico Francioni, Virginia Eleuteri- che si augurano di “diventare movimento”.

Fuorinorma vuole essere un “Festival espanso” proposto e coordinato da Adriano Aprà assieme alle sale, le istituzioni (hanno già dato il loro patrocinio la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, dove tutto nacque, il Centro Sperimentale di Cinematografia, il Comune di Roma/Casa del Cinema e Macro, Cinecittà-Istituto Luce,  il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani) e gli studiosi che sin da ora lo hanno condiviso o che vi aderiranno.

Sostiene Aprà: «Questo progetto nasce dalla consapevolezza che negli ultimi anni si è manifestata in Italia una tendenza neosperimentale, sia nel cinema di finzione che in quello documentario, verso un rinnovamento delle forme espressive che finalmente allinea il cinema italiano con le ricerche più avanzate in campo mondiale. Nello stesso tempo sono nate a Roma e in tutta Italia sale alternative interessate a proiettare opere spesso emarginate dal sistema industriale. Abbiamo quindi pensato di promuovere una selezione ragionata di queste opere, troppo spesso poco viste, riunendo (per ora) alcune sale romane e proponendo loro di proiettarle sotto l’etichetta proposta».

Il festival debutterà il 26 ottobre all’Off/Off Theatre in via Giulia con il film Per amor vostro di Giuseppe Gaudino. Dal 6 novembre proseguirà in altre sale indipendenti romane: dapprima con i primi 20 film, successivamente con gli altri. Queste le sale romane che hanno condiviso il progetto: Off/Off Theatre (che presenterà per primo tutti i primi 20 film a cominciare dal 26 ottobre, da martedì a sabato di ogni settimana alle ore 17), Apollo 11, Azzurro Scipioni, Biblioteche di Roma (7 sale), La Camera Verde, Casa del Cinema, Cinema dei Piccoli, Detour, Kino, Macro, Palladium, Teatro dei Dioscuri, Teatro Tor Bella Monaca, Trevi.

Ciascuna sala presenterà circa 6 film a scelta in modo che ogni film abbia almeno 6 passaggi.

 

I primi 20 film

– Per amor vostro di Giuseppe Gaudino (2015), con una straordinaria Valeria Golino, vincitrice della Coppa Volpi alla 72. Mostra di Venezia.
– Terra di Marco De Angelis e Antonio Di Trapani (2015), la brillante distopia fantascientifica, vincitore della Mostra di Pesaro.
Ofelia non annega (2016) di Francesca Fini, opera sperimentale che mescola la performance dell’autrice al repertorio concedendo un’inedita struttura narrativa al film.
Puccini e la fanciulla di Paolo Benvenuti (2008), che richiama l’estetica moderna del Rossellini televisivo e di Straub-Huillet.
Sangue di Pippo Delbono (2013), religioso e a tratti straziante. 
– Spira mirabilis di Martina Parenti e Massimo D’Anolfi (2016), presentato alla scorsa edizione della Mostra di Venezia.
Bellas mariposas di Salvatore Mereu (2012), meta-cinematografico.
– Flòr da Baixa di Mauro Santini (2006), viaggio circolare che parte da Lisbona per cogliere frammenti di quotidianità alla ricerca di qualcosa di indefinito e inafferrabile. 
– Tramas di Augusto Contento (2007), musical thriller raccontato in forma documentaristica, girato a São Paulo, Brasile.
– Valzer di Salvatore Maira (2007), girato in un unico piano sequenza di 90 minuti nell’hotel NH Santo Stefano di Torino.
– Storia di una donna amata e di un assassino gentile di Luigi M. Faccini (2007-2009), un viaggio a ritroso nel tempo che, come dice l’autore, non insegue la nostalgia e non si rifugia nella malinconia.
– La bocca del lupo di Pietro Marcello (2009): Genova. Un ex carcerato si racconta, inframezzato da film di famiglia e repertorio che ampliano la vicenda privata. La sua storia d’amore con Mary, un transessuale.
– Terramatta di Costanza Quatriglio (2012): «Vincenzo Rabito, dopo una vita da analfabeta, ha inventato una lingua e lasciato un’autobiografia di oltre mille pagine». Repertorio dalla Prima guerra mondiale al secondo dopoguerra sulla lettura di alcune pagine fittamente dattiloscritte.
– Su Re di Giovanni Columbu, 2012: la frantumazione del racconto (l’Ultima Cena, il Getsemani, il Bacio, il Processo, la Via Crucis, la Crocifissione, mescolati fra loro) fa del film una serie di tessere di un mosaico. In sardo con sottotitoli.
– Il viaggio della signorina Vila di Elisabetta Sgarbi (2012): in viaggio – accompagnati da un personaggio femminile quasi invisibile – nella Trieste multietnica, storica e odierna: viaggio insieme poetico e didattico.
– Abacuc di Luca Ferri, (2014): Abacuc è una marionetta senza spettatore, recita l’ultima pièce possibile.
– Montedoro di Antonello Faretta (2015), un film dove realtà e mito si confondono, è una vicenda dello spirito per abbandonare l’abbandono, un racconto del Mediterraneo, quando si trasforma in roccia, sale, polvere e fuoco.
– N-CAPACE di Eleonora Danco (2014), fra Terracina e Roma, l’autrice intervista giovani e vecchi, alternando le interviste con sue performance.
– Lepanto – Último cangaceiro di Enrico Masi (2016), storie che si intrecciano, si echeggiano, si fondono in modo misterioso.
– La natura delle cose di Laura Viezzoli, (2016), un’immersione emotiva e filosofica in quel prezioso periodo di vita che è il fine vita.

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Ma il festival è solo un punto di partenza.
Lo scopo vero è quello di trasformare una tendenza in movimento.
È stato lanciato per tutto questo un forum:

http://www.fuorinorma.it/forum/

e fondata l’Associazione culturale Fuorinorma.

Il progetto non si limita a Roma. Si pensa già (stando anche ad alcuni segnali favorevoli) di proporlo in altre città italiane e all’estero (festival, cineteche, istituti italiani di cultura, ecc.)

 

E  ci  sono altri film pronti per un Fuorinorma 2:

Il peggio di noi (2006, 88′) di Corso Salani, Tre donne morali (2006, 86′) di Marcello Garofalo, Il sol dell’avvenire (2008, 77′) di Gianfranco Pannone, Morire di lavoro (2008, 88′) di Daniele Segre, In amabile azzurro (2009, 98′) di Felice D’Agostino e Arturo Lavorato, Radio Singer (2009, 53′) di Pietro Balla, Archipels nitrate (2009, 62′) di Claudio Pazienza, La vita al tempo della morte (2009, 82′) di Andrea Caccia, El impenetrable (2012, 95′) di Daniele Incalcaterra e Fausta Quattrini, Formato ridotto. Libere riscritture del cinema amatoriale (2012, 51′) di Home Movies (Antonio Bigini, Claudio Giapponesi, Paolo Simoni), Tutto parla di te (2012, 78′) di Alina Marazzi, God Save the Green (2012, 73′) di Michele Mellara e Alessandro Rossi, Arianna (2012, 66′) di Alessandro Scippa, Il treno va a Mosca (2013, 66′) di Federico Ferrone e Michele Manzolini, Patria (2014, 87′) di Felice Farina, Habitat: note personali (2014, 56′) di Emiliano Dante, My Sister Is a Painter (2014, 37′) di Virginia Eleuteri Serpieri, Gesù è morto per i peccati degli altri(2014, 91′) di Maria Arena, Memorie – In viaggio verso Auschwitz (2014, 77′) di Danilo Monte, Belluscone. Una storia siciliana (2014, 89′) di Franco Maresco, Senza di voi (2015, 53′) di Chiara Cremaschi, Ananke (2015, 69′) di Claudio Romano, I ricordi del fiume (2015, 96′) di Gianluca e Massimiliano De Serio, Love Is All. Piergiorgio Welby. Autoritratto (2015, 59′) di Francesco Andreotti e Livia Giunti, Filmstudio, mon amour (2015, 69′) di Toni D’Angelo, Che cos’è l’amore (2015, 64′) di Fabio Martina, La ragazza Carla (2015, 59′) di Alberto Saibene, Il Negozio (2016, 78′) di Pasquale Misuraca, Festa (2016, 40′) di Franco Piavoli, Mancanza-Purgatorio (2016, 84′) di Stefano Odoardi, Ab urbe coacta (2016, 74′) di Mauro Ruvolo, Sassi nello stagno (2016, 88′) di Luca Gorreri, Le scandalose (2016, 58′) di Gianfranco Giagni, The Good Intentions (2016, 84′) di Beatrice Segalini e Alexander Schlehuber, Il fascino dell’impossibile (2016, 60′) di Silvano Agosti, The First Shot (2016-2017, 76′) di Federico Francioni e Yan Cheng, Dusk Chorus (2016-2017, 62′) di Nika Šaravanja e Alessandro D’Emilia, Jointly Sleeping in Our Own Beds (2017, 63′) di Saverio Cappiello, Storie del dormiveglia (2017, 67′) di Luca Magi, Cinema Grattacielo (2017, 98′) di Marco Bertozzi.

 

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13 ottobre 2017