La complessità del senso
19 11 2018

30 giugno 2010, Eclipse

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Robert Pattinson e Kristen Stewart, Eclipse nelle sale dal 30 giugno

I protagonisti sostengono che Twilight non è un fenomeno soltanto giovanilistico. Taylor Lautner, attore diciottenne (il licantropo), dice che pure gli adulti possono venirne presi. E infatti Kristen Stewart, attrice ventenne, mentre era sul red carpet di Roma per presentare Eclipse, il numero 3 della serie della luce incerta, lei che ama i vampiri buoni anche se attempatelli  (Robert Pattinson, attore trentaquattrenne), già pensava di darsi a Jack Kerouac, di cui ha sentito dire un gran bene da un regista (Walter Salles) che vuole fare di On the road un film. Sono giovani misteriosi. Non si vergognano di essere romantici. Chissà cosa significa per loro. Fatto sta che sono vampiri e licantropi, ma di queste condizioni non ne parlano tanto – diciamo fuori dal film, nelle interviste e nelle conferenze stampa, da attori. Hanno bisogno di una luce dentro che renda passabile il mondo reale altrimenti invivibile. E vanno a cercarla, la luce, laddove il succhiasangue può essere anche buono o comunque può offrire a una ragazza perbene (però “fica”) una compagnia onesta, un futuro di sincerità e protezione. Soldi niente, niente ricchezza né ruberie. Di cose sporche non se ne parla. Solo un pizzico di look nella penombra del vivere e non vivere. Ma non lo aveva già fatto Antonioni un film sull’eclisse? No, che centra! Qui siamo alla capanna intima, alla tenda appartata, al farsi da parte in un inferno obbligatorio invece di rischiare i pericoli d’un paradiso con troppa luce. E poi, Antonioni era di una noia…

Franco Pecori

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18 giugno 2010