La complessità del senso
17 11 2019

MIAC, Museo Italiano Audiovisivo e Cinema

A Cinecittà, dal dicembre prossimo

Negli Studi di Cinecittà, nasce il sito che racconta storia, evoluzioni, prospettive dell’arte delle immagini in movimento lungo gli ultimi 120 anni, verso il futuro: il Cinema, la Televisione, gli Archivi, le nuove tecnologie digitali in una dimensione multimediale, espositiva, esperienziale. Un luogo per ritrovare o scoprire l’immaginario collettivo.

Centinaia di film e filmati d’archivio (dagli immensi fondi dell’Istituto Luce, delle Teche Rai, degli archivi partner), documenti, fotografie, interviste, sigle, backstage, grafiche, radio… Un patrimonio materiale e immateriale di civiltà visiva, attraverso installazioni interattive, videoarte, linguaggi transmediali.

La linea si sviluppa su 12 gli ambienti principali, negli spazi degli ex laboratori di sviluppo e stampa di Cinecittà. Luce, suono, forma e materia sono gli elementi che compongono la grammatica delle 12 installazioni create dagli artisti di “None collective”. Alle esperienze immersive delle installazioni, in ogni sala si affiancano gli approfondimenti dedicati a radio e televisione. 

Il racconto non è didascalico, non procede per cronologia, ma si sviluppa per aree tematiche trasversali. La scelta dei titoli, del montaggio, degli accostamenti con le installazioni, crea connessioni, metafore, provocazioni, allusioni, pur nel rispetto documentale e storico.

Una spina dorsale

– La Timeline: una parete di oltre trenta metri, tra grafica e realtà aumentata, con date ed eventi della storia dell’audiovisivo in Italia, dal pre-cinema a oggi.

– Il Nastro trasportatore: il rullo originale di oltre 40 metri che per decenni ha trasportato le pellicole per le lavorazioni. Oggi fa viaggiare i pensieri scritti dai visitatori su schermi luminosi, trasformandoli in piccoli biglietti stampati.

Gli ambienti
Sale tematiche, su un’area di 1650 metri quadri

– Botteghino. Foyer, il primo spazio dove viene accolto il visitatore.
– Sala Emozioni. Proiezioni su schermi di volti di spettatori.

– Sala Attori e Attrici. Divi e divine in tre cornici di 100 lampadine.

– Sala Storia. Zapping sull’identità degli italiani.

– Sala Lingua. L’audiovisivo come elemento fondamentale nell’unificazione linguistica dell’Italia.
– Sala Potere. Prevaricazione, o ironia resistente.
 
– Sala Paesaggio. Eros. Commedia. Cibo.

– Sala Musica. Dal primo film sonoro, La canzone dell’amore (1930), ai geni italiani della musica per film: Morricone, Rota, Trovajoli, Piovani…
– Sala Maestri. Visti al lavoro, in backstage, pause, e in memorabili premiazioni.

– Sala Futuro. Scie luminose dialogano con una colonna video al centro.

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MIAC nasce come struttura in divenire, start up capace di crescere modificandosi nel tempo. Ospiterà anche mostre temporanee, installazioni, proiezioni, incontri. Prevista una bibliomediateca a uso di visitatori e studenti, per approfondire ricerche nell’immenso tesoro dell’Archivio Luce. E ci saranno una sala cinema per proiezioni, e uno spazio conferenze. Un prezioso punto di conoscenza sarà poi lo Spazio Lettura Tullio Kezich, che vivrà della biblioteca personale del grande critico cinematografico, con un fondo librario di oltre 5.000 volumi consegnati al MIAC da Alessandra Levantesi Kezich. Complementare al MIAC sarà una serie di attività di formazione rivolte ai giovani, declinate in formato Erasmus, con scambi e residenze internazionali, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e altre istituzioni di settore. E nell’ambito del Museo sarà promosso un Laboratorio di Conservazione e Restauro, specializzato nel restauro analogico della pellicola.
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Voluto e finanziato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, il MIAC è realizzato da Istituto Luce-Cinecittà, in partnership con Rai Teche e CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia, in collaborazione con Cineteca di Bologna, AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Museo Nazionale del Cinema di Torino, Fondazione Cineteca Italiana,Cineteca del Friuli, Mediaset, con il Patrocinio di SIAE. Un’unione ricercata e trovata di grandi marchi della nostra memoria e dell’immaginario, che insieme rappresentano un patrimonio di archivi visivi di livello mondiale.

La cura del MIAC è affidata a Gianni Canova, storico del cinema, docente universitario, Gabriele D’Autilia, storico della fotografia, docente universitario di studi visuali, Enrico Menduni, storico dei mass media, docente universitario, Roland Sejko regista.

L’allestimento è ideato, progettato e curato da NONE collective. Il progetto edilizio è curato dall’architetto Francesco Karrer.

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29 ottobre 2019