La complessità del senso
23 08 2017

Pesaro 2010, Cinema russo

 

 

cinema_pesaro10logo

 

 

.

I PREMI

.

 

CONCORSO PESARO NUOVO CINEMA  2010 – PREMIO LINO MICCICHÈ

Giuria composta dall’attrice Ksenia Rappoport, dal regista Marco Risi
e dal giornalista, critico cinematografico e conservatore della Cineteca Nazionale Enrico Magrelli.

.

EIGHTEEN di JANG KUN-JAE
(Corea del Sud, 2009)

cinema_eighteen

La motivazione
Con il suo debutto nel lungometraggio il giovane regista coreano Jang Kun-jae trasforma una pagina privata della sua formazione sentimentale in un racconto fresco, piacevole e sincero fino alla spudoratezza. Il dolore, la malinconia, l’impotenza di una piccola catastrofe amorosa è narrata con la vertigine affettuosa di un tempo svanito ma non cancellato dalla sua memoria. Per i due protagonisti della storia, interpretata con trasporto e misura dai due attori, avere 18 anni è la più lacerante delle stagioni della vita. Il primo atto di un passato che non vuole passare. Un passato dal quale ci si può allontanare grazie alla terapia del cinema.

.

PREMIO PESARO CINEMA GIOVANE

Giuria composta da studenti e neo laureati dell’Università di Urbino “Carlo Bo”.

.

KISLOROD / OXYGEN di Ivan Vyrypayev
(Russia, 2009)

La motivazione

Nel film prendono vita, con un ritmo vivace ed a tratti alienante, punti di vista opposti ed allo stesso tempo convergenti di un uomo ed una donna, che cercano di dare ossigeno, senso alle proprie esistenze. La novità è palpabile nel convulso esercizio stilistico che tiene sulle spine lo spettatore, grazie ad un’eccellente fotografia, ad effetti di alto livello creativo, alla musica immaginifica che accompagna tutto il film, enfatizzando il contenuto ricco di spunti di riflessione sulla società post-moderna. Violentemente esplicito, quasi sovversivo, Oxygen parte da religiosi precetti universali per stravolgerli e rivisitarli, attraverso un’ottima interpretazione del cast, nel sapiente collage di attualità trasversale e stereotipi della cultura e della società russa.

MENZIONE SPECIALE

MIYOKO di Yoshifumi Tsubota
(Giappone 2009)

La motivazione
Per aver rappresentato, con maestria narrativa e grafica, la labilità del confine tra realtà e fantasia e per aver proposto, con acutezza estetica ed una poesia dal sapore orientale, il rapporto ossessivo tra l’artista ed il suo oggetto del desiderio. Affascinante e toccante, infine, è la sensibilità con cui viene messo in scena il convulso tentativo, da parte dell’artista Abe, di cristallizzare il tempo su autobiografici fumetti.

.

PREMIO AMNESTY ITALIA 2010, CINEMA E DIRITTI UMANI

Giuria composta da Isabella Aguilar, Alberto Negri, Riccardo Noury e Daniele Vicari e presieduta da Serafino Murri

.

PLENNYY / CAPTIVE di Aleksey Uchitel
(Russia, 2008)

La motivazione
Per la singolare capacità espressiva con cui ha saputo raccontare il conflitto della Cecenia mettendo a nudo il pretestuoso infantilismo del pregiudizio etnico-religioso, ponendo l’accento sull’insensata e purtroppo necessaria brutalità della guerra, e soprattutto, per aver descritto con grande forza drammatica e introspettiva la condizione della prigionia in tutta la sua disumana assurdità.

ex-aequo

BUDRUS di Julia Bacha
(Israele, Palestina, Usa, 2009)

La morivazione
Per aver raccontato con coraggio e obiettività l’esemplare battaglia congiunta degli attivisti palestinesi e israeliani contro la costruzione del Muro nei Territori Palestinesi Occupati, fornendo un ritratto umano e profondo dei protagonisti, e descrivendo le ragioni delle parti in causa a tutto tondo e senza pregiudizi, contribuendo in tal modo a una prospettiva di speranza nella risoluzione del conflitto.

.

CONCORSO VIDEO L’ATTIMO FUGGENTE 2010

Riservato agli studenti di tutte le scuole marchigiane (per video a tema libero della durata massima di 3 minuti).

Giuria composta dai giornalisti Alberto Pancrazi (RAI), Paolo Angeletti (“Il Resto del Carlino”), Claudio Salvi (“Il Messaggero”), Mauro Rossi (“Il Pesaro”), da Gualtiero De Santi (critico cinematografico, saggista e docente universitario) e da Fiorangelo Pucci  (direttore del “Fano International Film Festival”).

.

Primo  premio (assegnato all’unanimità)
OGNI COSA È ILLUMINATA di Alessandra Bucchi, dell’Istituto d’Arte Scuola del Libro di Urbino

Secondo premio
LA RICERCA DELLA SERENITÀ di Diego Capomagi, dell’Accademia di Belle Arti di Macerata

Terzo premio
SACRA CONVERSAZIONE N. 1 – 5 VIZI CAPITALI di Giovanni Piscaglia, di Pesaro, studente dell’Istituto Europeo di Design

.

.

PREMIO DEL PUBBLICO

Riservato alla sezione “Cinema in Piazza”

TRAVELLING WITH PETS di Vera Storozheva
(Russia, 2007)
Votato dagli spettatori delle proiezioni in Piazza del Popolo

.

.

___________________

.

EVENTO SPECIALE
DEDICATO A CARLO LIZZANI

cinema_carlolizzani

Retrospettiva completa
Libro monografico
Mostra fotografica
Videointervista a cura di Vito Zagarrio
Tavola rotonda
Anteprima assoluta el nuovo film
Il mio Novecento
Opera di montaggio con cui Lizzani ripercorre
il ricco repertorio di temi, generi e modelli produttivi
con cui ha raccontato l’Italia.

___________________

 

CINEMA RUSSO CONTEMPORANEO
La retrospettiva è l’occasione per scoprire una cinematografia incredibilmente vivace e innovativa che dal 2003 – anno in cui Il ritorno vinse il Leone d’Oro a Venezia e Roads to Koktebel fece conoscere il talento di Boris Khlebnikov e Aleksey Popogrebsky – a oggi ha prodotto decine di film capaci di riflettere una situazione politica del tutto mutata e di offrire uno sguardo inedito e illuminante su un paese geograficamente sterminato e caratterizzato, da un punto di vista sociale, da mille contraddizioni. Le stesse che hanno stimolato la creatività di un nutrito gruppo di giovani autori. La retrospettiva russa, composta da oltre venti lungometraggi, propone dunque le opere più significative prodotte nel nuovo millennio con un percorso che si snoda anche attraverso gli “Sguardi femminili” (in collaborazione con la Fondazione russa per la cultura e la Direzione dei programmi internazionali) portati da Larisa Sadilova, Renata Litvinova, Katiya Shagalova, Lidiya Bobrova, Marina Razbezhkina, Vera Storozheva. Oltre a quello, che arriva da “dentro lo schermo”, di Ksenia Rappoport, protagonista di Yuri’s Day di Kirill Serebrennikov ma anche giurata del festival. Un’altra traccia da seguire con attenzione è quella dell’Omaggio Koktebel, grazie al quale il pubblico potrà apprezzare la produzione completa (7 film fino a oggi) della società indipendente di cinema art-house fondata dal produttore Roman Borisevich con i due registi Boris Khlebnikov e Aleksey Popogrebsky. Quest’ultimo porterà in piazza il film trionfatore all’ultima Berlinale con l’Orso d’Argento per la coppia di attori protagonisti e quello per la direzione della fotografia: How I Ended This Summer. Come di consueto, accanto ai lungometraggi sarà proposto un programma di videoarte russa – curato da Antonio Geusa – e tre programmi dedicati a Cine Fantom, il movimento nato a Mosca nel 1986 (ancora all’alba della Perestrojka), come una sorta di samizdat non per la carta ma per lo schermo che dava voce, e immagini, al dissenso di artisti e filmmaker che cercavano strade espressive alternative fuori dai canoni del cinema ufficiale sovietico. La selezione di Cine Fantom – a cura del critico Olaf Möller – è totalmente inedita per l’Italia, e arriva a Pesaro per anticipare le celebrazioni del 25° anniversario della nascita del movimento. Infine un evento speciale: la proiezione notturna a Palazzo Gradari de Il banchetto di Trimalcione, opera glamour e piccante ispirata al “Satyricon” di Petronio e firmata dal collettivo AES + F.

CONCORSO E CINEMA IN PIAZZA
Sono sei i film in competizione, una selezione rappresentativa di luoghi del mondo – geograficamente e cinematograficamente – agli antipodi tra loro, come Messico e Giappone, Argentina e Corea del Sud, o ancora Russia e Germania. Fresco di partecipazione al Festival di Berlino, il tedesco The Robber, di Benjamin Heisenberg è un thriller adrenalinico che racconta la storia (vera) del ladro-maratoneta Pump Gun Ronnie, mentre l’opera prima del messicano Alejandro Gerber Bicecci Vaho è un ritratto sociale di un angolo dimenticato di Città del Messico visto attraverso gli occhi di tre ragazzini. Sono esordienti anche il sud-coreano Jang Kun-jae, che con il suo Eighteen ha vinto il Vancouver International Film Festival, e l’argentina Clara Picasso, che con El pasante ha raccontato una storia in bilico tra mistero e sentimento ambientata all’interno di un hotel. La Russia è presente in concorso con il film Oxygen, opera sperimentale che fonde la musica pop con il linguaggio teatrale e il videoclip; mentre dal Giappone arriva il biopic sul Manga Artist Abe Shinichi dal titolo Miyoko, un’opera licenziosa, catalogata su alcuni siti giapponesi come un soft porno. I sei film saranno giudicati da una giuria composta dal giornalista e critico cinematografico Enrico Magrelli, dal regista Marco Risi e dall’attrice Ksenia Rappoport, protagonista anche di un film della retrospettiva russa che sarà proposto in Piazza (Yuri’s Day di Kirill Serebrennikov).

Il Cinema in Piazza proporrà una selezione dei titoli presenti nelle sezioni principali del festival adatti per un pubblico meno specializzato ma altrettanto curioso. Tra le anteprime italiane saranno proiettate a Piazza del Popolo.

BANDE À PART
La sezione non competitiva Band à Part propone quest’anno titoli all’insegna della sperimentazione, dell’impegno sociale e dell’analisi politica. Il documentario (già di culto) Budrus di Julia Balcha, presentato con successo al Sundance, al London International Film Festival e a Dubai, evoca l’emozionante storia di Ayed Morrar, il leader della comunità locale del villaggio che dà il titolo al film, che ha compiuto il miracolo di mettere insieme palestinesi di tutte le fazioni e israeliani nella missione di salvare la cittadina dalla devastazione che sarebbe derivata dalla costruzione della Barriera di Separazione Israeliana. Insieme alla figlia 15enne, Morrar ha dato vita a un movimento che sta assumendo un’importanza sempre maggiore nei Territori Palestinesi Occupati. Tilda Swinton, protagonista di Cycling the Frame e The Invisible Frame, ci accompagna in due viaggi in bicicletta – fatti a distanza di circa 20 anni l’uno dall’altro – lungo i territori poco conosciuti che costeggiano quello che era il Muro di Berlino, per la regia di Cynthia Beatt, mentre Jean-Gabriel Périot monta sulle note di “This is Not a Love Song” le immagini di repertorio di vari pestaggi di civili ad opera della polizia con L’art délicat de la matraque. Nella “Bande à Part” ci sono poi due italiani: Daniele Vicari e Andrea De Sica (nipote di Vittorio), autori di Foschia Pesci Africa Sonno Nausea Fantasia, ispirato alle sei parole del celebre brano di Paolo Conte associate alle storie di sei ragazzi liguri alle prese con la precarietà e le incertezze della vita. I linguaggi e i meccanismi narrativi più insoliti e innovativi si ritrovano poi in film come Symbol di Hitoshi Matsumoto, dal tono comico, surreale e inquietante, su un uomo che si risveglia in una stanza bianca vestito da clown; nel “musical silenzioso” di Pablo Stoll Hiroshima e nella raccolta di corti su un viandante invisibile The Travelogues di Dustin Thompson. E poi ancora il regista lituano Sharunas Bartas con Eastern Drift, tra sentimenti forti e mafia russa, Daniel Schmid – Le chat qui pense degli svizzeri Pascal Hoffman e Benny Jaberg, in cui prende vita, tra realtà e finzione, il mondo poetico di Schmid, e il coreano I Came from Busan, il cui regista Jeon Soo-il ha vinto, con tutti i suoi film, premi nei maggiori festival internazionali.

LA SIGLA DI PAOLO GIOLI
Dopo il ricco e articolato omaggio che la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro ha dedicato, lo scorso anno, al fotografo, filmmaker e sperimentatore visuale Paolo Gioli, l’artista ha regalato al festival la sigla della sua 46/a edizione. Un video della durata di un minuto in cui Gioli condensa alcune delle immagini più significative di molte sue opere, tra cui Traumatografo e Hilarisdoppio, sulla falsariga della grande retrospettiva di questa edizione sul cinema russo contemporaneo.

IN RICORDO DI LINO MICCICHÈ
Al fondatore della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, scomparso nel 2004, il festival dedica un volume edito da Marsilio dal titolo “Patrie visioni – Saggi sul cinema italiano 1930-1980) a cura di Giorgio Tinazzi e Bruno Torri in cui, attraverso i saggi di Lino Miccichè, si ripercorre mezzo secolo di cinema italiano. L’iniziativa è promossa insieme al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e la 25a Settimana Internazionale della Critica (1-11 settembre 2010).

 

__________

.

La preinaugurazione si è svolta

domenica 20 giugno 2010
Due film in Piazza del Popolo

Valentina Postika in attesa di partire
di Caterina Carone
miglior documentario all’ultimo Festival di Torino.
Mostar, storia della città divisa
di Predrag Delibasic
La storia del capoluogo dell’Herzegovina
devastato dalla guerra del 1992-1995.

 

 

 

 

Print Friendly

27 giugno 2010