EFA 2026, Ritorno al Sentimento
Sentimental Value


In disaccordo con Cannes 2025 – Palma a Yek tasadef sadeh (Un semplice incidente) dell’iraniano Jafar Panahi -, Ritorno al Sentimento. Agli European Film Awards (EFA, gli “Oscar” di Berlino, 17 gennaio 2026), trionfo assoluto di Affeksjonsverdi (Sentimental Value), del danese Joachim Trier (norvegese da regista), premiato sei volte: Miglior regia (Joachim Trier), Miglior attrice (Renate Reinsve), Miglior attore (Stellan Skarsgård), Miglior sceneggiatura (Eskil Vogt e Joachim Trier) e Miglior colonna sonora originale (Hania Rani).
“C’è da domandarsi il perché di uno strano successo al botteghino di film che sembrano fare apertamente discorsi rivoluzionari”, scrivemmo nel marzo 1973, sul n. 232 di Filmcritica, a proposito del successo di pubblico de L’americano di Costa-Gavras. Si discuteva, allora, del problema, teoretico, del “linguaggio politico” nel e del cinema. Ora, dopo mezzo secolo, il pieno totale del Sentimento sembra rovesciare il tema: in un momento di profonda crisi strategica, politica, economica, culturale, quale il “Vecchio Continente” sta vivendo (aggressioni armate, massacri, stragi, soprusi, esplicita gestione mercantile della nuova società tecnologica), colpisce la scelta netta ed esclusiva verso un’opera fondata sul valore del sentimento nei rapporti umani. Una famiglia vive una profonda crisi interna dovuta all’egoismo e all'”assenza” del padre-regista cinematografico, il quale, “tornando in sé”, vuole utilizzare la propria vicenda personale per un ultimo film autobiografico. Noi che, negli anni Sessanta, ci siamo fatti insegnare dai francesi della Nouvelle Vague a “leggere” il Neorealismo non più secondo gretta referenzialità; noi che, oltre mezzo secolo dopo, con dolce e angosciosa coscienza, abbiamo dato insieme a Godard l’Adieu au langage, non vogliamo essere noi, nella partita espressiva, a spedire la palla in corner. Sì, c’è ancora domani, purché visto dall’oggi.
FP
18 Gennaio 2026