La complessità del senso
18 12 2017

Bellaria – Anteprimadoc

 

Si svolgerà a Bellaria Igea Marina (RN) dal 2 al 6 giugno 2009
la ventisettesima edizione del Bellaria Film Festival Anteprimadoc,
diretto per il quarto anno da Fabrizio Grosoli.
Il festival si incentra sul documentario italiano ed internazionale
ed è un appuntamento sempre più importante per chiunque ami il “cinema della realtà”,
cinema che va assumendo crescente rilievo nella produzione e nella distribuzione su grande e piccolo schermo. 

 

Il concorso dei 150 secondi a tema fisso dallo scorso anno viene presentato in una nuova veste: è stata allungata la durata fino a 600 secondi e si è adeguato alla natura della rassegna: partecipano a Cortodoc i film documentari in pellicola o in video, narrativi o di creazione, della durata massima di 10 minuti.

Dopo avere esplorato nelle ultime edizioni la filmografia e la personalità di Donn Alan Pennebaker e di Peter Whitehead, il viaggio del Bellaria Film Festival e di Biografilm Festival tra le star della macchina da presa che abbiano raccontato in modo unico la musica renderà omaggio a JULIEN TEMPLE, che sarà presente in entrambe le kermesse cinematografiche.

Nell’ampia selezione dei documentari musicali del regista di Absolute Beginners, sarà proposto in prima assoluta LIBERTY OF NORTON FOLGATE con i MADNESS (nel giugno 2008 Temple ha filmato 3 concerti della leggendaria band di musica ska, i Madness, all’Hackney Empire). Londinese, classe 1953, Temple si avvicina negli anni ’70 alla scena punk -che saprà ritrarre come nessun altro- grazie anche all’amicizia con i Sex Pistols cui dedicherà sia “La grande truffa del rock’n’roll” (1980) che “Oscenità e furore”, vent’anni dopo;  a partire dagli anni ’80 Temple sarà regista dei più importanti video musicali dell’epoca (David Bowie, Depeche Mode, Judas Priest, Rolling Stones). E’ del febbraio 2008 il documentario dedicato a Joe Strummer, leader carismatico dei Clash (“Joe Strummer, il futuro non è scritto”) con interviste a Bono, Johnny Depp, Jim Jarmusch.

Arricchiranno il programma 2009 il nuovo cinema indipendente cubano, sorprendente e trasgressivo, omaggi a Ed Pincus, al grande giornalista d’indagine Donal MacIntyre, Paolo Pietrangeli, Florestano Vancini, Demetrio Stratos.

CUBA 50: IL FUTURO E’ OGGI è il titolo della selezione del cinema indipendente cubano realizzato negli ultimi anni. Il cinema nell’isola è stato, dal 1959, un prodotto unicamente della cinematografia di Stato: i 19 film che verranno presentati a Bellaria sono diretti da cineasti giovani, talvolta giovanissimi, emersi dal festival che si tiene da qualche anno a L’Avana, la Muestra de Nuevos Realizadores. Opere critiche, che trattano temi espliciti e che riprendono problemi della società cubana che fino ad ora erano stati tabù, come la discriminazione, omosessualità, l’emigrazione dei giovani, il travestitismo, la censura… Tra questi film, BRETON ES UN BEBÉ di Arturo Sotto (anche scrittore, attore, compositore, fotografo di cinema) dove un gruppo di registi dell’ICAIC fa un viaggio per tutta Cuba alla ricerca di quello che viene chiamato “reale meraviglioso” (il titolo del documentario ironizza su quello che gli europei hanno chiamato surrealismo) e gioca con l’insolito, fotografando la Cuba più profonda, un’isola immersa in carenze materiali che persiste nel conservare il suo spirito di sopravvivenza. Ne EL BOSQUE DE SHERWOOD del trentenne Jorge de Leon Amador un bimbo racconta fuori campo la storia di Robin Hood e della foresta di Sherwood, mentre a questi testi si associano immagini della vita notturna scandalosa e trasgressiva di una parte della città. In EL FUTURO ES HOY di Sandra Gomez (di cui si è visto a Locarno Las camas solas), montato dallo svizzero Rolando Colla, sette personaggi esprimono le loro idee in merito alla vita a L’Avana. Interessante anche TACONES CERCANOS di Jessica Rodriguez, dove un travestito habanero si dibatte tra il mondo estetico e ideale delle sue aspirazioni e la crudeltà che gli riserva la  vita quotidiana. A Bellaria saranno ospiti alcuni dei registi e la direttrice della rassegna cubana.  “CUBA 50: IL FUTURO E’ OGGI” è realizzato in collaborazione con ARCI UCCA, che si impegnerà a far circolare i film, sottotitolati in italiano, per tutto il 2009.

DONAL MACINTYRE: CITTA’ VIOLENTE è l’inchiesta in 10 puntate sul pericoloso mondo della malavita di alcune delle più pericolose citta’ del mondo, del famoso reporter che ha sconvolto il mondo della moda. La puntata dedicata a Napoli sarà proiettata in anteprima esclusiva al Bellaria Film Festival. A settembre Donal MacIntyre presenterà l’intera inchiesta su Discovery Channel (Sky, canale 401 e 420). Donal MacIntyre e’ il reporter inglese che ha condotto inchieste internazionali esplosive per la serie “MacIntyre undercover” in onda su BBC1, infiltrandosi negli ambienti che indagava sotto nome e professione falsi, con microtelecamere e microregistratori nascosti. Questa nuova serie investiga nella criminalità di varie città del mondo (tra cui Città del Capo, Praga, Napoli, Odessa, Gerusalemme, Miami e Washington) con l’audace spirito giornalistico che caratterizza MacIntyre.

Il tradizionale compleanno non ricorda i 30 anni di un’opera di successo, ma anzi recupera il film “maledetto” (di cui per esempio non è mai esistita un’edizione home video) di un autore singolare come PAOLO PIETRANGELI che magari è ricordato oggi solo come cantautore (prima) e regista televisivo (dopo) e che invece firmò con I giorni cantati un film disarmonico ma disperatamente vitale con il torto di fare i conti troppo in anticipo per i tempi con la cultura ufficiale della sinistra. I GIORNI CANTATI vanta nel cast Mariangela Melato protagonista e insieme a lei Francesco Guccini, Ivan Della Mea, Giovanna Marini, Roberto Benigni, Franco Bianchi, Anna Nogara, Susanna Javicoli. Qui Paolo Pietrangeli (autore di brani cult del periodo di protesta come “Contessa”) al suo secondo film da regista dopo “Porci con le ali” e sceneggiato con Giovanna Marini e Francesco Massaro. I GIORNI CANTATI racconta di Marco, un cantautore politico della generazione del ’68, che rivive durante un tentato suicidio i dati salienti della sua crisi esistenziale: la fine del rapporto con la moglie, stanca delle sue continue fughe, e il distacco doloroso dal gruppo dei ricercatori etnomusicali di cui fa parte. Nell’appartamento vicino al suo vivono tre adolescenti: Marco, dopo averli spiati da un buco nel muro, cerca tra di loro un nuovo stimolo di vita e di creatività. Ben presto, però, si trova costretto a riconoscere l’impossibilità di comunicazione reciproca e la differenza nelle concezioni della vita…

Passando da una ricognizione sull’emergenza della narrazione personale e (auto)biografica nel documentario contemporaneo attuata negli anni scorsi, ad una serie di opere che esemplificano alcune caratteristiche storico-formali della scrittura diaristica e autobiografica nel cinema, la sezione DIARY & FAMILY MOVIES vuole quest’anno inaugurare un percorso di approfondimento delle radici e dell’evoluzione di quello che abbiamo individuato come Cinema Privato.

DIARIES 1971-1976 (1980, 200′), film quasi invisibile di ED PINCUS, costituisce uno dei primi momenti di saldatura tra i percorsi autobiografici già sperimentati dall’avanguardia e la tradizione documentaria moderna. In Diaries, il desiderio di portare lo sguardo leggero (per l’epoca) del direct cinema  dentro il corpo vivente della propria vita e delle proprie relazioni interpersonali, fornisce fondamentali (e per certi aspetti già allora definitive) indicazioni sulle possibilità, le contraddizioni, i limiti di un approccio diaristico nel cinema documentario. A questo momento retrospettivo fa da specchio la presentazione di un work in progress del progetto VEDOZERO di ANDREA CACCIA, che ha invece l’ambizione di portare attraverso la formazione ad uno sguardo (auto)riflessivo, l’eredità di questa tradizione sommersa a giovanissimi studenti, mettendoli in condizione di trovare la propria voce con un uso critico e personale di quello strumento potenzialmente straordinario e leggerissimo che è il videotelefonino. L’occasione per riflettere sulle abissali differenze tra due epoche, due tecniche, due forme di pratica audiovisiva autobiografica.

Anche le opere di MICHAEL PILZ, A PRIMA VISTA (2008, 91′) e di MICHELANGELO BUFFA, NEL GIARDINO TERRESTRE, pur nelle differenze di approccio, costituiscono un’apertura su ulteriori possibili percorsi di un cinema autobiografico, dove lo sguardo retrospettivo sulla propria vita assembla e ordina frammenti filmati del passato, siano essi puramente personali, diaristici, familiari, o parte di progetti professionali.

Diary & family movies anche quest’anno è organizzata in collaborazione con cinemaprivato.it e con l’associazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia.

E’ mancato il 18 settembre scorso, FLORESTANO VANCINI lasciando un grande patrimonio visivo. Il BFF lo ricorda come grande documentarista, proponendone cinque film degli anni ’50: TEATRO MINIMO, UOMINI SOLI, TRE CANNE UN SOLDO, DELTA PADANO, TRAGHETTI ALLA FOCE. Verrà proiettato anche UN METRO SOTTO I PESCI di Rossi e Mellara, documentario sul delta del Po con un’intervista inedita. All’incontro per ricordare il regista ferrarese saranno presenti, oltre a Rossi, Mellara e Paolo Micalizzi, la figlia di Vancini, Gloria, e Renzo Ragazzi, documentarista e suo collaboratore.

E’ di IGORT, celebre illustratore, l’immagine 2009 del Bellaria Film Festival-Anteprima doc 2009. Negli ultimi anni l’immagine che ha caratterizzato la rassegna è stata curata da Bruno Bozzetto, Gianluigi Toccafondo, Lorenzo Mattotti. Le prime storie di Igort (Igor Tuvei, nato a Cagliari nel ’58) furono pubblicate sulla rivista “Il pinguino”, da lui fondata, alla quale parteciparono anche Giorgio Carpinteri e Mattotti. Nel corso degli anni Ottanta i suoi fumetti sono appars sulle pagine delle più prestigiose riviste internazionali (“Linus”, “Alter”, “Frigidaire”, “Metal Hurlant”, “Vanity”). Igort è considerato uno dei più raffinati autori dell’avanguardia fumettistica. Nel 1983, insieme a Brolli, Carpinteri, Iori, Kramsky e Mattotti ha fondato “Valvoline”; poi ha fondato numerose riviste fra cui “Dolce vita”, “Fuego”, “Due”, “Black”. I suoi lavori sono famosi anche in America e Giappone; dagli anni Novanta pubblica regolarmente in Giappone la serie Amore, ambientata in Sicilia, e Yuri, entrambe edite dalla casa editrice Kodansha. Ha collaborato col musicista Ryuichi Sakamoto. Sono più di 20 le sue opere tra cui un “Pinocchio illustrato” per Feltrinelli (1993). I suoi disegni sono diventati tessuti, abiti, tappeti, serigrafie, sculture, giocattoli. Nel 2000 ha fondato la casa editrice Coconino Press, che dirige. Il suo romanzo a fumetti: “5 è il numero perfetto” è pubblicato in 15 paesi e sta per diventare un film. 

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16 maggio 2009