La complessità del senso
17 12 2017

Pesaro, Focus sul Cile

24-30 giugno 2013


Pippo Delbono Amore carne

Fondata nel 1965 da Lino Miccichè e Bruno Torri, la Mostra di Pesaro conferma la sua vocazione per il Nuovo Cinema. Diretta dal 2000 da Giovanni Spagnoletti, dedica quest’anno la sezione Focus al cinema cileno e in particolare a una personale di Sebastián Lelio. L’Evento Speciale, a cura di Adriano Aprà, intitolato “Fuori forma”, riguarda la Via Sperimentale del cinema italiano del nuovo millennio.

«[…] Basti pensare al fresco Nastro d’argento di Costanza Quatriglio per il suo documentario, Terramatta (2012); o al David di Donatello per il miglior cortometraggio lo scorso anno all’animazione di Simone Massi (del quale sarà proiettato La memoria dei cani, 2006), altri ancora sono riusciti ad avere una qualche forma di visibilità in festival o in sala, come Michelangelo Frammartino, Alina Marazzi, Pietro Marcello (Il silenzio di Pelešjan, 2011), Pippo Delbono (Amore carne, 2011), Davide Manuli (Beket, 2008), ma molti – la maggior parte – sono sfuggiti a una vera forma di distribuzione. L’Evento Speciale di quest’anno si propone quindi di mappare il nuovo immaginario del cinema italiano, attraverso una eterogenea selezione di circa quaranta opere che, pur diversissime tra loro, sono contraddistinte da una notevole forza innovatrice o, comunque, avanguardistica, come l’incursione nei manicomi attraverso i ritratti fotografici di Giovanni Baresi con Identità (non più) nascoste (2004), il mesh-updisturbante di Danilo Torre con Magic Fantasy Light (2008), il viaggio nel “Purgatorio delle ciminiere”, un’area dismessa, emblema di un Sud mai redento di Antonello Matarazzo con Miserere (2004), lo studio dello spazio naturale fra documento scientifico e astrazione liricadi Mirco Santi con Lido (2000-2003), il progetto “scolastico” e cross-mediale di Andrea Caccia con Vedozero (2010). Due lavori si presentano come diari intimi e personali delle registe: J’attends une femme di Chiara Malta (2010) sorta di video-lettera alla figlia, realizzata con materiali d’archivio e Home di Virginia Eleuteri Serpieri (2007) che crea con il cinema uno spazio dove rivivere i propri ricordi. Non mancano ovviamente opere d’animazione, dalla più tradizionale a quella digitale, rappresentata tra gli altri da La Piccola Russia (2004) di Gianluigi Toccafondo, La memoria dei cani (2006) di Simone Massi, Percorso #0008-0209 (2009) di Igor Imhoff e Corpus No.Body (2010) del collettivo Basmati. Sono presenti anche altri progetti collettivi come gli ZimmerFrei con Panaroma_Roma (2004) inedita panoramica di Piazza del Popolo a 360° e i Flatform con Movimenti di un tempo impossibile (2011), un unico piano sequenza dove si mescolano elementi molto diversi fra loro. Tra gli oltre quaranta artisti presentati ci saranno anche: Luca Acito e Sebastiano Montresor, Edison Studio/Silvia Di Domenico, Giulio Latini, Luca Ferro, Sara Pozzoli, Simone Cangelosi, Augusto Contento, Daniela De Felice, Felice D’Agostino, Arturo Lavorato, Debora Vrizzi, Mauro Santini, Niba, Matteo Giacchella, Virgilio Villoresi, Alessandro Bavari, Giacomo Nanni, Antonio Bigini, Claudio Giapponesi, Paolo Simoni, CaneCapoVolto, Zapruder (David Zamagni, Nadia Ranocchi), Manuele Bossolasco, Real101 (Andrea Gallo), Alessandro Amaducci, Emanuele Becheri, Luca Manes e Ganga (Francesco Cabras,Alberto Molinari)».

Per il Concorso, la Mostra di Pesaro offre una ricognizione a 360 gradi sulle migliori opere prime o seconde di registi, generalmente giovani, che altrimenti non avrebbero modo di arrivare in Italia.

«Emerge fortemente quest’anno la presenza di donne registe, ben quattro, a sottolineare uno sdoganamento sempre più consistente negli ultimi anni. Apre il Concorso la regista e sceneggiatrice slovacca Mira Fornay che presenta My Dog Killer, già premiato a Rotterdam. Un intenso dramma filmato con notevole realismo sul razzismo e sui conflitti etnici e, soprattutto, sulle scelte sbagliate; quelle di un ragazzo abbandonato dalla famiglia, il cui unico amico è il cane Killer, e che finisce col frequentare skinhead, in cerca di un senso d’appartenenza. Arriva invece dalla Romania Alexandra Gulea, documentarista che porta la sua prima opera di finzione dal titolo Matei Child Minder, ambientata in una zona mineraria del suo paese e incentrato sul piccolo Matei che vive col nonno e vuole scappare di casa, mentre i genitori lavorano in Italia. Il film coglie il giovane protagonista in un momento fondamentale per la sua maturazione, quando le illusioni si dovranno scontrare con la durezza della realtà. Halley, una storia gotica ambientata ai giorni nostri diretta dal messicano Sebastián Hoffman, con Beto, lo zombie umano che si va spegnendo. Nel corpo in disfacimento rimane una mente lucida. Kayan, l’esordio nel lungometraggio della regista di origine iraniana Maryam Najafi, è un potente ritratto femminile, incentrato su una donna proprietaria di un ristorante dove si riunisce la comunità libanese di Vancouver. La dura quotidianità e i piccoli grandi ostacoli che si presentano nella sua vita, contribuiscono a far emergere le problematiche di una comunità costretta a relazionarsi con un contesto culturale alieno. Non poteva mancare l’Italia, rappresentata quest’anno da ben due opere, a cominciare dalla seconda regia di Stefano Tummolini, L’estate sta finendo, che racconta un“tranquillo week-end di paura” di un gruppo di ragazzi (tutti interpretati da promettenti giovani) in una casa al mare, dove un incidente imprevisto trasformerà la loro vacanza in un incubo. Pesaro presenterà anche l’esordio di Fabiana Sargentini, Non lo so ancora: scritto a quattro mani con uno dei più amati critici cinematografici italiani, Morando Morandini, attraverso una storia liberamente ispirata alla loro “amicizia a prima vista”: una mattina di fine estate una giovane donna (Donatella Finocchiaro) incontra casualmente un uomo di oltre ottant’anni (Giulio Brogi). E passano “una giornata particolare” insieme, dopo la quale la vita di entrambi non sarà più la stessa. L’ultimo film in Concorso non poteva che provenire dal Paese protagonista di questa edizione, il Cile, rappresentato da La chupilca del diablo di Ignacio Rodriguez. Un uomo, giunto alla fine dei suoi giorni, tenta di riconciliarsi con la famiglia dopo una vita passata in solitudine (anche a causa delle sue simpatie per la dittatura), cercando al tempo stesso di salvare la sua piccola distilleria di liquori».

23 giugno 2013

 

 

I PREMI

 

Concorso e Giuria Giovane
Matei Copil Miner / Matei Child Miner
di Alexandra Gulea (Romania/Germania/Francia)
“Un’opera  prima che rivela uno sguardo potente e libero, capace
di indagare il rapporto tra habitat e vicende personali
con leggerezza e profondità. Una drammaturgia matura e sensibile”.
– Menzione speciale Concorso: La chupilca del diablo di Ignacio Rodriguez (Cile)
– Menzione speciale Giuria Giovane: Kayan di Maryam Najafi (Iran)
Cinema e diritti umani (Amnesty International)
Nostalgia de la luz di Patricio Guzmán (Cile, 2013)
“Più che un documentario, può essere definito un viaggio, dove i piedi del visitatore percorrono il terreno scricchiolante del deserto e lo sguardo è diretto alle stelle, con estatico incanto”.
Cinemarche Giovani 2013
Ciao, Janine di Francesca Antolini, Armencea Corina e Paolo Verzolini (studenti del Liceo Artistico Mengaroni di Pesaro)
– Menzioni speciali: Alto tradimento di Giacomo Alessandrini e Interferenze di Marco Romano.
Print Friendly

29 giugno 2013