La complessità del senso
09 05 2026

Zalone per chi?

 
Cado dalle nubi   Che bella giornata

Il successo travolgente al box office italiano di film come Cado dalle nubi – 2009, esordio da regista dello sceneggiatore Gennaro Nunziante e primo film dell’attore televisivo Checco Zalone – e come Che bella giornata – 2011, secondo film della coppia – costringe a farsi domande che in altri contesti sarebbero non diciamo superflue ma proprio un po’ stupidine. Dicono che Zalone sia popolare, spiritoso e non volgare. Entrare nel significato delle tre parole sarebbe così difficile che forse è meglio lasciar perdere. C’era una volta Totò, qualcuno dice ancora che quei “filmetti” sarebbero stati niente senza di lui. E certo. Poi venne Alberto Sordi, in sostanza l’impulso a ridere veniva sempre attraverso il riferimento a figure della vita quotidiana riconoscibili. È il grande problema del rispecchiamento. La differenza sta nell’intensità e nell’economia, nel particolare che contiene, per via del linguaggio e dell’espressione, molti altri particolari impliciti e diviene sintesi. Né Totò, né Sordi sono semplici. Allora la domanda stupidina è: Zalone per chi? Il personaggio dei suoi film ha l’aria di volersi sostituire a quelli dei cosiddetti cinepanettoni. Sostituzione per sottrazione. Quasi che il De Sica delaurentisiano, ultima schiuma dell’onda lunga risalente al sommo padre, si debba considerare troppo artistico. Sottrazione per un’esigenza insopprimibile di “immediatezza”. Si sa che quello dell’immediatezza è il più usuale degli equivoci. Il consenso verso una battuta o una situazione comica, il più vasto, tanto da sfiorare il totale, sfiora anche il generico, il denominatore comune va per la discesa fino a toccare quasi il piano zero della “lettura”: si verifica niente di più, o quasi, che la reazione istintiva, irriflessiva a un impulso “risaputo”. Quanto più ci sembrerà di capire, di cogliere il significato e il senso del film, tanto meno saremo stati impegnati a cercarlo, giacché infatti esso era – per così dire – lì davanti ai nostri occhi. Ma allora, visto il successo, siamo tutti un po’ Zalone? Qualcuno ancora no, in attesa che passi la bella giornata. E ritorni la possibilità di un punto di vista.

Franco Pecori

20 Gennaio 2011