La complessità del senso
19 08 2017

Roma, IrishFilmFesta

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Grazie alle pertinenti scelte di Susanna Pellis, direttore artistico del Festival, per il secondo anno
di seguito Alphapictures, in collaborazione con il Roma Film Festival, l’Ambasciata Irlandese e
Culture Ireland è orgogliosa di presentare l’Irish Film Festa 2008 che anche quest’anno ha
l’intento di portare in Italia il cinema irlandese, ancora scarsamente conosciuto e distribuito in
modo discontinuo. Il festival si propone come appuntamento annuale per la presentazione di nuovi
film, ma anche per il recupero di titoli classici; ed è l’occasione, attraverso e a partire dal cinema,
di affrontare i vari aspetti della vita culturale e sociale irlandese.
In programma, 10 film irlandesi in versione originale sottotitolata, incontri con i protagonisti, una
tavola rotonda sul cinema irlandese, dibattiti ed eventi speciali.
Coloro che hanno avuto modo di seguire l’Irish Film Festa qui alla Casa del Cinema l’anno
scorso, noteranno una caratteristica differente nella scelta di quest’anno. Un’attenzione particolare
al documentario, appassionanti storie che raccontano la realtà attraverso gli occhi degli irlandesi e
film narrativi che ricercano una visione dinamica della società irlandese contemporanea: il Nord e
il Sud. L’isola in questo caso è vista come un tutt’uno, con tutte le sue profonde contraddizioni.
Noi ci auguriamo che voi amiate questi dieci gioielli nascosti come li amiamo noi.
Vi aspettiamo alla Casa del Cinema per incontrare i registi, gli sceneggiatori e i produttori che
presentano i loro film.

– Anthony Souter e Francesca Prandi –

Come tutti i piccoli festival, IRISHFILMFESTA è tenuto in piedi dalla
passione e con la fatica dei suoi promotori (Anthony Souter, Francesca
Prandi, Susanna Pellis). Passione e fatica che però non sarebbero state
sufficienti senza l’appoggio di Adriano Pintaldi (Roma Film Festival),
che ci ospita per il secondo anno; senza la collaborazione di Sunniva
O’Flynn e Aoife Coughlan (Irish Film Institute); senza la partecipazione
e l’entusiasmo dei protagonisti irlandesi invitati a Roma. Proprio la
grande disponibilità degli autori e dei produttori irlandesi consente
alla selezione di essere di tutto rispetto: i titoli che arrivano a Roma
sono non solo inediti in Italia, soprattutto formano una rassegna molto
rappresentativa della varietà e dell’originalità di cui il cinema irlandese
degli ultimissimi anni si sta mostrando capace. A conferma di questa

varietà, nel programma non ci sono solo lungometraggi di finzione, ma
un eguale numero di documentari d’autore, e un cortometraggio premio Oscar.
Un appuntamento da non perdere è con il nuovo film di Lenny Abrahamson, Garage (2007):
pellicola asciutta nello stile ma di grande intensità, che racconta una storia vera e conferma
tutto il talento del suo giovane autore. Vera è anche la vicenda di H3 (Les Blair, 2001), sugli
scioperi della fame degli anni Ottanta, che portarono alla morte Bobby Sands e altri nove
repubblicani irlandesi nel carcere di Long Kesh, in Irlanda del Nord: il film è stato sceneggiato
da uno degli Hunger Strikers di quegli anni, Laurence McKeown, ospite del festival.
Decisamente spiazzanti, per temi e ambientazioni, gli altri due lungometraggi in programma:
The Front Line (2006), opera seconda di David Gleeson, su un rifugiato congolese che cerca
di rifarsi una vita a Dublino; e Small Engine Repair (Niall Heery, 2006), un film sull’amicizia
maschile e sulla musica country che si direbbe girato nel nord dell’America invece che nel
nord dell’Irlanda.
La sezione Irish Doc propone innanzitutto un titolo storico: il rivoluzionario Rocky Road to
Dublin
di Peter Lennon, del 1968. Un film di cui in Irlanda è stata impedita la visione per
decenni e che torna ora, in versione restaurata, senza aver perso la propria carica eversiva.
Gli altri documentari sono tutti recentissimi: Saviours (di Liam Nolan e Ross Whitaker, 2008) su
tre pugili dilettanti della palestra St. Saviours di Dublino; Chippers (di Nino Tropiano, 2008), su
una comunità di italiani emigrati dalla provincia di Frosinone che sono riusciti a conquistare il
monopolio del Fish & Chips a Dublino.
Chiusura di lusso con l’anteprima del documentario Gabriel Byrne – Stories from Home (2008),
che sarà accompagnato dal regista Pat Collins. Una biografia d’attore che è al tempo stesso
una raccolta di film e una sorprendente confessione intima, e dove la vita personale del
famoso interprete dublinese affianca e incrocia continuamente quella dei suoi personaggi.
Opera d’autore e testimonianza inedita, Stories from Home riunisce, e in un certo senso
suggella, le due anime del festival, quella finzionale e quella documentaristica; e intanto
insiste sul cinema irlandese come cinema di attori.
Di questa giovane cinematografia e dei suoi grandissimi interpreti io sono alla continua
scoperta, con un piacere che in occasione di IrishFilmFesta vi invito a condividere.

– Susanna Pellis –

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8 dicembre 2008