La complessità del senso
28 06 2017

Festival dei Popoli, Palmares

  Il giro del mondo in 119 documentari

Firenze 16 – 22 novembre 2007

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 PALMARES 2007

Vincono Harat dell’iraniana Sepideh Farsi e Casa Mia di Debora Scaperotta:

lo sguardo intimo e collettivo di adolescenti

dall’Iran oltre le frontiere afghane fino alla periferia di Bucarest

 

CONCORSO INTERNAZIONALE
 

La Giuria del Concorso Internazionale – composta da Michel Trégan (Francia), Sergei Dvortsevoy (regista, Russia) e Alessandro Rossetto (regista, Italia) – ha assegnato il Premio Jean Rouch (Euro 5.000), istituito grazie alla collaborazione con il CICT UNESCO, Consiglio internazionale del Cinema e della televisione, come miglior documentario a

HARAT
di Sepideh Farsi (Francia/Iran)

“racconto di un viaggio a ricostruzione della storia di tre generazioni sviluppata in maniera completa e partecipata, dove il calore della vita familiare si fonde con la durezza della vita di una frontiera di guerra”.

 

“Harat” è la storia di Sepideh – la regista stessa – e Darya. Madre e figlia. Una giovane cineasta affermata e una bambina che ha già le idee chiare su come girare un film. Insieme intraprendono un lungo viaggio per incontrare i membri della loro numerosa famiglia: da Parigi all’Iran e più avanti ancora, oltre le frontiere dell’Afghanistan. In aereo, poi in treno, poi in auto, senza mai abbandonare i loro strumenti del mestiere: due videocamere, una delle quali dalle dimensioni talmente ridotte da passere inosservata. Incontreranno paesaggi, villaggi, voci e volti per troppo tempo separati dalla distanza o da destini differenti. Tempo di viaggio, tempo del racconto: di notte Sepideh trasforma la loro storia in ninna-nanna per la figlia. Le complesse ramificazioni di un albero genealogico riunite in un delicato album di famiglia.

 

La Targa “Giampaolo Paoli” per il Miglior Film etno-antropologico è stata assegnata a

WORLDSTAR
di Nataša Von Kopp (Repubblica Ceca)

“per esprimere il proprio apprezzamento ad un film il cui linguaggio cinematografico ha saputo rendere il ritratto di un artista fuori dal comune”.

 

Il film racconta un caso emblematico delle dinamiche del sistema dell’arte contemporanea: la “scoperta” da parte di una celebre galleria di Berlino dell’opera fotografica di Miroslav Tichy, che ha trascorso tutta la sua vita appartato e solitario in una cittadina della Repubblica Ceca lontana dalle rotte del mercato dell’arte: un successo a cui l’artista ottantenne resta completamente sordo, chiuso nel suo mondo di immaginazione, anarchia e solitudine che il film di Nataša von Kopp riesce a rivelare con estrema sensibilità e delicatezza.

 

La Giuria Internazionale ha inoltre assegnato una menzione speciale a

DON’T ASK WHO I AM
di Zheng Yi (Cina)

“per l’intenzione di affrontare temi universali attraverso una figura molto particolare”.

 

Cina: antica nazione civile con una lunga storia e una cultura variegata, in cui la transessualità è un tema nuovo e molto sentito. Ci sono ormai più di un migliaio di transessuali sul miliardo e trecento milioni di cinesi. Vivono ai margini della società e trascurati. Il film documenta la condizione di vita del primo transessuale che da uomo è diventato donna. Il documentario ne mostra la fragilità e la difficoltà ad affrontare il mondo.

 

CONCORSO ITALIANO
 

La Giuria del Concorso Italiano – composta da Gabriele D’Autilia, Eric Lyman e Chiara Ugolini –  ha assegnato il primo premio (Euro 2.500) al miglior documentario italiano a

CASA MIA
di Debora Scaperotta

“Perché attraverso le immagini del reale riesce efficacemente a portare lo spettatore in un luogo lontano per spazio e contesto, evitando una facile retorica ed un finale consolatorio”.

 

Bucarest, in un appartamento di periferia vivono quattro adolescenti. Come molti ragazzi rumeni hanno vissuto d’elemosina, rifugiandosi nel sottosuolo della città, sniffando colla. Gestione delle spese, pulizie domestiche, igiene personale sono solo alcuni dei compiti nuovi di cui devono rendere conto a Mihail, operatore della Fondazione Parada fondata dal clown Miloud Oukili. Lo sguardo è concentrato su Alex e Petronel: domande scomode sollecitano squarci sul loro passato, evocando rancori e speranze. Mentre le immagini seguono i protagonisti nel nuovo regime di convivenza, le fotografie di Ettore Malanca congelano istanti di vita di piccoli clochard rumeni.

 

 

La Giuria italiana ha inoltre assegnato una menzione speciale a

I PROMESSI SPOSI
di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti

“Un film divertente che parte da un’idea originale sposando un tono leggero ad un tema sociale. Una narrazione semplice ma mai banale che sfrutta la figura del prete protagonista alternandola ad una sorta di “candid camera” per raccontare la società multietnica italiana in continuo cambiamento”.

 

Il film racconta le pratiche pre-matrimoniali, ovvero I Promessi Sposi del ventunesimo secolo, alle prese con burocrazia e precetti religiosi. I casi e le istanze di una realtà multiculturale e complessa, confusa e disorientata tra leggi dello Stato e dogmi della Chiesa.

 

 

PREMIO LORENZO DE’ MEDICI
 

Il Premio Lorenzo de’ Medici (Euro 1.000) assegnato da una giuria di cinque studenti dell’Istituto Lorenzo De’ Medici ha decretato miglior documentario tra quelli del Concorso Internazionale a

UKU UKAI
di Audrius Stonys (Lituania)

“avvolge lo spettatore in un’interazione armonica e ritmica di immagine e suono. Questa esperienza è al tempo stesso intensamente personale e totalmente universale e sincronizza la dicotomia di emozioni nella vita e nel corpo”.

 

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Dalla New Orleans post-Katrina all’Africa dei più giovani, dalla Cuba di oggi alla realtà toscana degli anni Settanta, dalla rampante modernizzazione cinese al popolo rom d’Italia e dell’est europeo. Il 48. Festival dei Popoli, rassegna internazionale del film documentario ha colto ancora una volta la più stringente attualità, raccontando storie vicine e lontane con occhi liberi e indipendenti, attraverso una selezione di 119 documentari tra corti, medi e lungometraggi.

In programma il Concorso Internazionale e Concorso Italiano – sezioni competitive che presentano le ultime tendenze del documentario per stile, linguaggio e contenuti.  Confermate le sezioni tradizionali: Il Presente Documentato, film, inchieste e reportage firmati da autori di fama internazionale; Filmare la Musica, dedicata al veicolo comunicativo che, più degli altri, riesce ad oltrepassare confini geografici e barriere culturali; Lo Schermo dell’Arte (presso Cango Cantieri Goldonetta il 27 e 28 novembre) che ritrae i protagonisti dell’arte contemporanea con opere recenti e rarità; Spazio architettura immagine, sezione incentrata sull’architettura e su tematiche urbanistiche.

Le sezioni novità di quest’anno: Il vero costo del prodotto, sezione che, seguendo il ciclo di produzione, indaga sullo sfruttamento intensivo dell’ambiente e sugli squilibri causati all’ecosistema; Cuban Stories, una selezione di documentari dedicati alla Cuba di ieri e di oggi; La storia raccontata, sezione che rende conto dell’uso delle testimonianze e dei materiali amatoriali nella trasmissione della storia in alcune opere d’autore; Un decennio di Passioni, a cura della Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, che raccoglie documentari riguardanti il territorio toscano, i movimenti di piazza e il femminismo negli anni 70, con un ospite d’eccezione, Marco Bellocchio; Nuovi sguardi – Africa, riservata alle recenti produzioni di giovani talenti africani; Danza.doc, il cui sguardo è rivolto alla danza contemporanea e ad alcune delle sue maggiori protagoniste.

 

 

Concorso internazionale

Tra gli oltre 900 titoli della produzione dell’ultimo anno arrivati da circa 60 paesi, sono stati selezionati 12 documentari (di 9 paesi) particolarmente significativi per le nuove tendenze del cinema contemporaneo. Tutti i film in anteprima nazionale.

Tra i documentari, due titoli in prima mondiale: 33 Days di Mai Masri, ambientato nel luglio 2006, quando Israele scatena un attacco missilistico contro il Libano dopo che due soldati sono stati fatti prigionieri da Hezbollah e Don’t ask who I am in cui si raccontano le difficoltà di Liu Xuanyi, cinese che da poco ha completato il passaggio da uomo a donna. Tra gli autori che hanno scelto il nostro festival per la prima italiana del loro film, Nicolas Philibert, autore di Essere e avere, che con Retour en Normandie costruisce un film enigmatico e intrigante raccontando con registri diversi un caso di pluriomicidio.

 

Concorso italiano

Tra i tanti fili rossi che attraversano la sezione, composta da 9 titoli, Via San Dionigi 93 (prima italiana) è un ravvicinato ritratto della vita che scorre all’interno di un campo abusivo abitato da oltre duecento rom nella periferia di Milano, mentre Casa mia esplora la realtà di Bucarest entrando in un appartamento di periferia abitato da quattro adolescenti. In contrapposizione, l’Italia che a quel mondo si rapporta con difficoltà, viene efficacemente descritta ne I promessi sposi, sulle pratiche prematrimoniali italiane tra uffici e chiesa, e ne La vita come viaggio aziendale, sui viaggi premio delle aziende.

Il vero costo del prodotto

L’analisi del ciclo di vita di un prodotto, dall’estrazione delle materie prime al coinvolgimento di manodopera nel corso del processo produttivo, fino al suo smaltimento, diventa il filo rosso per una sezione che indaga sullo sfruttamento intensivo dell’ambiente e sugli squilibri causati all’ecosistema. Alcune proiezioni si avvalgono delle introduzioni di esperti di Legambiente Toscana. Tra i 9 titoli che ripercorrono il ciclo produttivo, King Corn (prima europea) indaga sui retroscena della più diffusa coltivazione degli Stati Uniti: il mais. Il documentario ci porta alla scoperta di un enorme giro d’affari e di una mentalità che va contro qualsiasi logica ambientale.

Cuban Stories

In occasione del convegno – presso il Dipartimento di Studi Storici e Geografici  (Via San Gallo) – dal titolo “Cuba, isola strategica: nuove prospettive storiche, politiche e culturali” e in collaborazione con lo stesso dipartimento, una selezione di documentari dedicati a Cuba. Inoltre il Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio ha proposto una serie di corti realizzati da giovani artisti cubani e da studenti dell’Università fiorentina. Sabato 17 novembre al Gambrinus, una rarità: Cuban Story, del 1959, in cui il divo di Hollywood Errol Flynn introduce e commenta l’ascesa di Fidel Castro.

La Storia raccontata

Questa sezione, che si avvale della consulenza di Pierre Sorlin, rende conto dell’uso delle testimonianze e dei materiali amatoriali nella trasmissione della storia in alcune opere d’autore. Lunedì 19 novembre si è svolta una tavola rotonda composta da cineasti, storici ed esperti.  Nella stessa giornata è stato proiettato Uomini, anni, vita di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi sul genocidio degli Armeni.

Il Presente documentato

La sezione offre una scelta di film realizzati da documentaristi e giornalisti di fama internazionale, per dare voce al reportage nella sua accezione più alta. Tra i titoli: Cocalero, ritratto-reportage di Evo Morales, dal 2005 primo presidente indio della Bolivia, e della foglia di coca, coltura combattuta con metodi discutibili dagli USA, ma per molti contadini unica fonte di reddito; Min datter terroristen, ambientato in Sri Lanka: Dharsika è una Tigre Tamil, una ragazza soldato del gruppo che da anni controlla vaste zone del paese in opposizione al governo di Colombo. E’ la vita di una Tigre: niente famiglia, niente affetti, solo la speranza di una tomba nel cimitero dei martiri.

Un decennio di passioni: gli anni ’70 nelle immagini in movimento dell’Aamod

Sezione a cura della Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, in collaborazione con l’Associazione Storie in Movimento. Una selezione fra i documenti conservati e prodotti dall’Archivio audiovisivo, che include alcuni inediti riguardanti il territorio toscano e la violenza di piazza. Dal movimento femminista e il cinema dei primi anni ’70 di Bellocchio (presente al Festival) un viaggio tra immagini e suoni, alla presenza di protagonisti, storici e autori chiamati a ragionare e discutere di un decennio decisivo nella storia del nostro paese.

Nuovi sguardi – Africa

Sezione dedicata alle nuove promesse in collaborazione con gli États Généraux du Film Documentaire di Lussas ci occuperemo delle produzioni documentaristiche di studenti africani realizzate nel corso degli atelier di GSARA/Filmer à Tout Prix (Bruxelles) e dei seminari di scrittura Africadoc (Dakar Images/Ardèche Images).

Lo Schermo dell’Arte

In collaborazione con CANGO – Cantieri Goldonetta, il 27 e il 28 novembre è stato presentato un ampio programma composto da film sull’arte contemporanea.

Spazio Architettura Immagine

Sezione organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio dell’Università di Firenze incentrata sull’architettura e su tematiche urbanistiche. Tra gli ospiti, Ugo La Pietra, architetto e designer, presente venerdì 16 alla proiezione del documentario di Matteo Giacomelli a lui dedicato.

Filmare la musica

Tra le proposte di quest’anno emergono grandi nomi: Sonic Youth, Mouse on Mars, Yo la Tengo, Mogwai, Tortoise, Matt Elliott, Velvet Underground, Nick Cave, David Bowie. Grande serata lunedì 19 al Gambrinus, con un affresco dedicato Festival di Glastonbury da Julien Temple che da sempre ha raccontato magistralmente l’universo musicale.

Danza.doc

Uno sguardo rivolto alla danza contemporanea e a due delle sue maggiori protagoniste: Pina Bausch e Sally Gross. Affiancate a loro le ipnotiche evoluzioni della danza tradizionale indiana.

Eventi speciali

Due gli eventi speciali di particolare rilievo: la prima nazionale di Shake the devil off di Peter Entell, ritratto della New Orleans post Katrina attraverso il racconto della resistenza pacifica ma agguerrita a suon di musica di una chiesetta a rischio chiusura.

La musica è protagonista anche de L’orchestra di Piazza Vittorio: i diari del ritorno: dopo la storia dell’Orchestra di Piazza Vittorio, raccontata dal documentario che la sta portando in giro per il mondo, il regista Agostino Ferrente e il direttore d’orchestra Mario Tronco hanno promosso la realizzazione dei ritratti dei singoli musicisti nei loro paesi d’origine. I documentaristi Alessandro Rossetto (presente al festival in qualità di giurato) e Leonardo di Costanzo, altro grande nome del documentario, hanno raccolto la sfida per dare il via alla collezione di corti.

Il Festival dei Popoli è realizzato con il contributo di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, Regione Toscana, Mediateca Regionale Toscana, Comune di Firenze – Assessorato alla Cultura, Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Con la collaborazione di: Istituto Francese di Firenze, Cango – Cantieri Goldonetta, La Feltrinelli, Stensen Cinema, Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio, Dipartimento di Studi Storici e Geografici dell’Università di Firenze.

Sale principali:

Cinema Gambrinus – Via Brunelleschi 1, 50121 Firenze

Auditorium Stensen  – Viale Don Minzoni, 25/G – Firenze

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19 novembre 2007