La complessità del senso
22 06 2017

Locarno, Vince She, a Chinese cinesi regista e attrice

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CONCORSO INTERNAZIONALE

Pardo d’oro
She, a Chinese di Xiaolu Guo, Regno Unito / Germania / Francia

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Huang Lu e Xiaolu Guo, attrice e regista di She, a Chinese

 

Premio speciale della giuria
Buben.Baraban di Alexei Mizgirev, Russia

Premio per la miglior regia
Alexei Mizgirev per Buben.Baraban, Russia

Pardo per la migliore interpretazione femminile
Lotte Verbeek per Nothing Personal di Urszula Antoniak, Paesi Bassi / Irlanda

Pardo per la migliore interpretazione maschile
Antonis Kafetzopoulos per Akadimia platonos di Filippos Tsitos, Grecia / Germania

CONCORSO CINEASTI DEL PRESENTE

Pardo d’oro – Cineasti del presente Città di Locarno
The Anchorage di C.W. Winter e Anders Edström, Stati Uniti / Svezia

Premio speciale della giuria Ciné Cinéma Cineasti del presente
Piombo fuso di Stefano Savona, Italia

PARDO PER LA MIGLIORE OPERA PRIMA

Nothing Personal di Urszula Antoniak, Paesi Bassi / Irlanda

PARDI DI DOMANI

Concorso internazionale

Pardino d’oro per il miglior cortometraggio
Believe di Paul Wright, Regno Unito (Scozia)

Pardino d’argento
Variaciok di Krisztina Esztergályos, Ungheria

Premio Film e Video per il sottotitolaggio
No Country For Chicken di Huang Huang, Cina

Menzione speciale
Edgar di Fabian Busch, Germania

Concorso nazionale

Pardino d’oro per il miglior cortometraggio svizzero
Las Pelotas di Chris Niemeyer, Svizzera

Pardino d’argento
Nachtspaziergang di Christof Wagner, Svizzera

Premio Action Light per la miglior speranza svizzera
Connie di Judith Kurmann, Svizzera

PREMIO “CINEMA E GIOVENTU’ 2009” – Pardi di domani

Miglior cortometraggio concorso internazionale: Tuneles En El Rio di Igor Galuk, Argentina
Menzione speciale: Gjemsel di Aleksandra Niemczyk, Norvegia
Miglior cortometraggio concorso nazionale: Kitsch Panorama di Gilles Monnat, Svizzera

PREMIO GIURIA DEI GIOVANI

Urszula Antoniak per Nothing Personal, Paesi Bassi/Irlanda
Bernard Émond per La Donation, Canada
Filippos Tsitos per Akadimia Platonos, Grecia / Germania

Premio “L’ambiente è qualità di vita”
La Donation di Bernard Edmond, Canada
Menzione speciale: Buben.Baraban di Alexei Mizgirev, Russia

PRIX DU PUBLIC UBS

Giulias Verschwinden di Christoph Schaub, Svizzera

VARIETY PIAZZA GRANDE AWARD

Same Same But Different di Detlev Buck, Germania

PREMIO NETPAC
Per la promozione del cinema asiatico

Sham Moh (At the End of Daybreak) di Yuhang Ho, Malesia / Hong Kong / Corea del Sud

Mezione speciale: Ye Dian (One Night in Supermarket) di Qing Yang, Cina

PREMIO FIPRESCI

Nothing Personal di Urszula Antoniak, Paesi Bassi / Irlanda

PREMIO DELLA GIURIA ECUMENICA

Akadimia Platonos di Filippos Tsitos, Grecia / Germania

Menzione speciale: Nothing Personal di Urszula Antoniak, Paesi Bassi / Irlanda

PREMIO FICC/IFFS
(Cineclub)

La Donation di Bernard Émond, Canada

PREMIO ARTE & ESSAI CICAE

Nothing Personal di Urszula Antoniak, Paesi Bassi / Irlanda

SETTIMANA DELLA CRITICA

Pianomania di Robert Cibis e Lilian Franck, Austria / Germania

 

 

 

Piazza Grande

Erano 13 i lungometraggi scelti per il cartellone 2009 della Piazza Grande, di cui 10 prime mondiali. Quest’anno spazio privilegiato all’animazione e al Giappone, Manga Impact oblige. Il resto della selezione aveva una forte impronta europea, con tre produzioni maggioritarie tedesche, tre svizzere e due francesi. Il 5 agosto ha inaugurato il programma 2009 della Piazza, una commedia romantica americana, 500 Days of Summer di Marc Webb, con Zooey Deschanel e Joseph Gordon-Levitt. Stati Uniti sul megaschermo qualche giorno dopo con My Sister’s Keeper di Nick Cassavetes (Le pagine della nostra vita) con Cameron Diaz e Jason Patric, un intreccio di emozioni e drammi famigliari. Un avvincente viaggio musicale sulle orme della cultura mongola, guidato dalla celebre cantante Urna, ha concluso la manifestazione con The Two Horses of Genghis Khan di Byambasuren Davaa (La storia del cammello che piange).

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Piazza Grande, a Locarno, non è soltanto una sezione del festival, è il festival nella più grande sala di proiezione all’aperto d’Europa. La cabina di proiezione, Black Box3, è a 80 metri dallo schermo di 26×14 metri. Gli spettatori, quest’anno, sono stati in tutto più di 50 mila. In quel cubo magico in fondo alla piazza, un uomo appassionato di cinema proietta film ormai da 30 anni. Mario Pini, il proiezionista “storico” di Locarno,  racconta la sua esperienza.

Come si diventa proiezionista?
Bisogna avere la passione per il cinema. Se non lo fai davanti all’obiettivo, lo fai dietro. Cominciai per hobby quando avevo 18 anni, un po’ sulla suggestione tipo “Nuovo cinema Paradiso”. Lavoravo in una vecchia sala di Locarno che oggi non esiste più, il cinema Pax. Poi è stata la volta del Festival internazionale. E sono qui da una vita.

Quali sono le difficoltà che incontra?
Se si ha una buona preparazione tecnica, non ci sono problemi. Qualche seccatura può venire da registi un po’ rompiscatole, quando vengono a chiederti «più luce, più suono» e immagini più grandi, anche a scapito del formato. Ma io non posso tirare fuori quello che non c’è. Devo aggiungere che queste pressioni vengono di solito dai meno bravi.

Le nuove tecnologie cambiano il suo mestiere?
In senso stretto, il digitale non crea problemi. Tuttavia, c’è il rischio che questo possa portare alla fine del nostro lavoro. Un domani basterà che qualcuno prema un bottone per far partire il Dvd e il nostro ruolo non servirà più. Siamo quasi una razza in via di estinzione. Circa il formato, il 35 esiste ancora, mentre il 16 è ormai sparito.

Quali sono le differenze tra le proiezioni in piazza e quelle in sala?
In piazza devo fare un po’ la regia di tutto, dalle luci ai video proiettati sui palazzi, dal suono alla proiezione vera e propria. Tecnicamente, invece, i proiettori sono identici. Quella attuale è la terza cabina in piazza utilizzata per il Festival. La prima era molto semplice, quasi due gusci messi insieme e un amplificatore mono. La successiva ci ha regalato l’aria condizionata, mentre quella odierna, inaugurata due anni fa, ha una tecnologia molto avanzata, con due video proiettori e un server per l’alta definizione. (Intervista di Giovanni Casa)

 

Storie europee

Les derniers jours du monde, ultima commedia dei cineasti francesi Arnaud e Jean-Marie Larrieu (Incontri d’amore), è un’odissea amorosa su uno sfondo apocalittico che confronta con ironia Mathieu Amalric alla fine del mondo. Il regista svizzero Christoph Schaub (Happy New Year) predilige un tono malinconico per Giulias Verschwinden, commedia corale sulla vecchiaia e sulla giovinezza, ispirata a una sceneggiatura originale dello scrittore Martin Suter (Un amico perfetto). Totale cambio di scena per l’altro film elvetico della selezione, La valle delle ombre (The Valley), primo lungometraggio di finzione di Mihály Györik. Magia e superstizione sono gli ingredienti di questo racconto cupo e inquietante girato fra le montagne della Svizzera italiana, con Teco Celio e Jean-François Balmer. Sul fronte germanofono, Unter Bauern – Retter in der Nacht di Ludi Boeken racconta la storia vera di una famiglia di ebrei rimasti nascosti per quasi tre anni presso una famiglia di contadini in Vestfalia, in piena seconda guerra mondiale. Infine, il cineasta catalano Marc Recha (Dies d’Agost) è tornato a Locarno per ricevere per la prima volta gli onori della Piazza Grande con Petit Indi, «romanzo di formazione» con Sergi Lopez e Eduardo Noriega.

Una Piazza animata

In omaggio al progetto Manga Impact, l’animazione giapponese ha fatto il suo ingresso in Piazza grande con tutti gli onori del caso. Tre gli appuntamenti per scoprire le diverse sfaccettature di questa immensa produzione e assistere a veri e propri eventi in prima fila. Spettacolo garantito con la presentazione, in prima mondiale, di un film atteso da tutti i fan del genere: Redline di Takeshi Koike, animazione concitata e virtuosa di una corsa automobilistica apocalittica. Il menu della «notte manga» ha proposto, tra gli altri titoli Mobile Suit Gundam I (1981), adattamento cinematografico, mai distribuito in Europa, di una mitica serie televisiva che ha rivoluzionato il genere «robot».  Ultimo evento d’eccezione, genere animali e umani: Isao Takahata (Una tomba per le lucciole), fondatore con Hayao Miyazaki del celebre Studio Ghibli, ha presentato la proiezione del suo capolavoro Pom Poko(1994), campione d’incassi all’epoca in Giappone. 

 

Il Concorso internazionale

18 i film proposti dal Concorso internazionale, provenienti da 15 paesi. Sulla scia delle edizioni precedenti, la selezione 2009 era contrassegnata dalla scoperta e dalla novità, annoverando 14 prime mondiali e 4 prime internazionali, fra cui 7 opere prime. E per la prima volta, un film d’animazione giapponese ha partecipato al Concorso: la favola futurista di Mamoru Hosoda Summer Wars.

Esilio e radici

I temi dell’esilio e delle radici hanno dominato la selezione di quest’anno. She, a Chinese, il secondo atteso film della regista e scrittrice Xiaolu Guo (How is Your Fish Today), percorre il periplo di una giovane cinese che abbandona la sua provincia alla volta della Gran Bretagna, dove l’attende una vita di sradicamento. In Akadimia Platonos di Filippos Tsitos, commedia sull’attuale Grecia multiculturale, un ateniese nazionalista vede vacillare le proprie certezze nello scoprire le sue radici albanesi. Mentre Frontier Blues di Babak Jalali, nuova promessa del cinema iraniano, descrive con ironia e poesia la vita quotidiana fuori dal mondo di un paesino alla frontiera con il Turkmenistan.

Solitudini

Ma la selezione 2009 era anche dominata dall’intimità di relazioni familiari dolorose, personaggi solitari o rapporti di coppia complessi. Shirley Adams del sudafricano Oliver Hermanus narra la disperazione quotidiana di una madre e del proprio figlio invalido. L’Insurgée del francese Laurent Perreau mette a confronto un’adolescente ribelle e un nonno tormentato (Michel Piccoli); duegenerazioni e due solitudini si trovano anche in Nothing Personal dell’olandese Urszula Antoniak, mentre La Invencion de la carne dell’argentino Santiago Loza (Extraño) intesse un racconto onirico e angosciante sul rapporto incerto tra un uomo e una donna.

Ritorni

Grazie alla selezione 2009 si sono avute notizie recenti di tre autori cari al Festival di Locarno. In Wakaranai del giapponese Masahiro Kobayashi, Pardo d’oro 2007 con Ai no yokan, un adolescente deve confrontarsi con i temi della perdita e della solitudine; il canadese Bernard Emond (La Neuvaine, Contre toute espérance) conclude la sua trilogia sulle virtù teologali con La Donation, mentre il francese Eugène Green (Le Pont des arts) compone con A Religiosa Portuguesa un inno al fado e a Lisbona, città in cui il film è stato interamente girato.

 

Il Concorso Cineasti del presente

La selezione 2009 vantava 9 prime mondiali e 8 prime internazionali, di cui 6 opere prime. Fedele allo spirito di ricerca della sezione, la selezione ha offerto l’avvincente resoconto di un cinema che si muove, esplora, inventa e osa. Forte la presenza latino-americana e scandinava, e di nuovi talenti giapponesi, turchi e senegalesi.

Sguardi documentari

La striscia di Gaza al quotidiano, lo scorso gennaio, durante gli attacchi israeliani: è il tema di Piombo Fuso di Stefano Savona (Primavera in Kurdistan), un documento al flusso dei notiziari televisivi. In October Country, il giovane fotografo Donald Mosher affianca il regista Michael Palmieri nelle riprese, durante un intero anno, della vita quotidiana della sua famiglia; povertà, violenza, ferite intime sono i temi centrali di questa dolorosa rappresentazione della classe operaia americana. Cambio scena radicale con Greetings From the Woods di Mikel Cee Karlsson. Frutto di quattro anni di riprese, questo film intenso ci immerge nell’atmosfera e la realtà sociale di un paesello nel cuore della foresta svedese. Il documentarista svizzero Richard Dindo (Ni olvido ni perdon, Genet à Chatila) ci offre il suo primo film «americano», The Marsdreamers
ritratto spiritoso di alcuni utopisti di un nuovo genere, convinti della pressante necessità di conquistare Marte.

Nuovi talenti, nuove forme, nuovi racconti

La selezione 2009 ha puntato i riflettori sui registi emergenti argentini e brasiliani. Alejo Mogouillansky crea, con Castro, un’esaltante fantasia sui temi della ricerca, del ritmo e del movimento, mentre con Todos Mienten Matias Piñeiro si cimenta in un abile divertissement sul racconto e la parola. Lo stesso spirito ludico abita A Fuga da mulher gorila, road movie musicale girato in otto giorni e opera prima autoprodotta di due autori brasiliani di 28 anni Felipe Bragança e Marina Meliande. Segno incoraggiante dal continente africano, la produzione francese Un transport en commun di Dyana Gaye reinventa un viaggio in taxi-brousse da Dakar a Saint-Louis, durante il quale i passeggeri raccontano se stessi… cantando; proprio come in Sogno il mondo il venerdì di Pasquale Marrazzo, film corale e musicale che incrocia, a Milano, i destini di sei
personaggi in cerca di un futuro migliore. Per il suo primo lungometraggio da regista, la giovane attrice francese Valérie Donzelli opta invece per una commedia sentimentale personale e ironica ne La Reine des pommes. Del britannico Andrew Kötting, nella coproduzione franco-svizzera Ivul, la favola eccentrica sulla disgregazione di una famiglia.

 

 

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15 agosto 2009