La complessità del senso
22 08 2017

50° Festival dei Popoli

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Il Festival dei Popoli compie cinquant’anni. L’istituzione è unica a livello mondiale
per la sua primogenitura come manifestazione specificatamente dedicata al cinema documentario 
e per il patrimonio costituito dall’Archivio, che ospita ormai oltre 15.000 titoli. 

 

 

 La Selezione Ufficiale, dedicata alla più recente produzione internazionale, comprende:

– Concorso internazionale, lungometraggi: 18 film inediti per il Premio al Miglior Documentario, il Premio alla Migliore Regia, il Premio Fondazione Ente dello Spettacolo alla Distribuzione, la targa “Gian Paolo Paoli” per il Miglior Film Etno-Anropologico e il Premio del Pubblico.
– Concorso internazionale, cortometraggi: 18 film inediti che concorrono per il Premio Lorenzo de’ Medici e per il premio del Pubblico.
– Stile libero: sezione non competitiva dedicata ad omaggi ed eventi speciali. Nello spirito della tradizione del festival, una particolare attenzione è dedicata ai documentari musicali.

Le altre sezioni del Festival:

– The Feeling of Being There. 1958-1965: sette anni di cinema documentario. La fine degli anni ’50 ha rappresentato un momento di grande creatività, di spinte all’innovazione, di energie e speranze che univano teoria e prassi. Ricordare quel periodo non è tanto un puro e semplice «amarcord» quanto una rivendicazione delle radici, di un cinema sotto il cui segno il Festival è nato e che ancora oggi conserva tutta la sua carica vitale. A rappresentarlo oggi saranno scelti non solo i titoli che col passare degli anni sono diventati i «cult movie» del genere, ma anche quelli dimenticati o poco visti, alcuni dei quali provenienti dall’archivio del Festival dei Popoli, dove sono stati conservati e restaurati, e che speriamo entusiasmino gli spettatori così come hanno fatto con noi.

– Thomas Heise: materiali del tempo. Prima personale in Italia dedicata al cineasta tedesco che con maggior cura e determinazione ha documentato il passaggio di consegne dalla Germania della RDT alla caduta del muro e alla successiva riunificazione. Nato nel 1955, il regista è stato per anni oggetto di violenta censura da parte degli organismi cinematografici ufficiali. Solo negli ultimi anni è stato possibile vedere i suoi primi lavori e ricostituirli su altri formati dopo che i negativi originali erano stati distrutti. Il regista berlinese, ospite del Festival, terrà un workshop dedicato al documentario militante.

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Condivisione e attività permanente. Per tutto il 2009 il Festival dei Popoli si è impegnato a 360° in un’attività permanente con lo scopo di diffondere e difendere una forma di cinema che ha fatto dell’etica dell’informazione e della riflessione sui rapporti fra l’io e il mondo il suo segno distintivo. In tal senso sono state avviate iniziative nell’ambito di altre manifestazioni toscane come Play Arezzo, la mostra Realtà manipolate, la Festa della Creatività, Lo Schermo dell’Arte; italiane come Noir in Festival di Courmayeur e Fata Morgana di Cosenza; estere come il New York Documentary Film Festival. Inoltre il Festival dei Popoli si propone di mettere in atto o favorire tutte le iniziative volte a fare di Firenze e della Toscana un polo produttivo, attirando progetti, offrendo consulenze, organizzando atelier di scrittura o master del documentario di creazione. E soprattutto intende legare al festival delle forme di mercato che diano ai film presentati più possibilità di essere acquistati e distribuiti (il Premio alla Distribuzione della Fondazione Ente dello Spettacolo ci sembra un utile, importante, primo passo in questa direzione).

Il passato. Per celebrare il cinquantenario abbiamo scelto di compiere una rilettura degli anni in cui il Festival si è formato (la fine degli anni 50, l’inizio dei 60) e del cinema che quel periodo ha prodotto, dove si fiancheggiavano il documentario classico, il nuovo cinema «diretto», la sperimentazione, la contaminazione fra realtà e finzione. Lo sguardo retrospettivo non si fermerà tuttavia qui, proseguendo con la personale dei film di Thomas Heise, il cineasta tedesco che, con maggior cura e determinazione, ha documentato il passaggio di consegne dalla Germania della RDT alla caduta del muro e alla successiva riunificazione. Autore di una filmografia nella quale confluiscono analisi politica, autobiografia, indagine sociologica, sperimentazione e studio ambientale, il regista è stato per anni oggetto di violenta censura da parte degli organismi cinematografici ufficiali; e solo negli ultimi anni è stato possibile vedere i suoi primi lavori e ricostituirli su altri formati dopo che i negativi originali erano stati distrutti.

Il presente. La Selezione Ufficiale è centrata su due sezioni competitive (Lunghi e Corti) e una di fuori concorso (Stile libero). Qui per noi è stata decisiva la volontà di informare; e di farlo con opere che permettono riflessioni più approfondite di un reportage, in quanto i film presentati non si piegano alla logica del format ma lasciano agli spazi e ai corpi filmati il tempo di mostrare le loro verità più profonde. Nel concorso si segnalano opere che affrontano i temi caldi del momento, come la situazione iraniana o quella palestinese, l’antisemitismo e il razzismo in genere, il degrado irrimediabile dell’ambiente, la fine del lavoro manuale, la follia del genere umano; ma anche realtà più intime o eccentriche, come l’universo muto di una scimmia, il confronto fra due esuli, i dubbi di una giovane donna in cerca del suo posto nel mondo, la vita fuori dal tempo di una cittadina nordafricana. E in generale si segnala soprattutto la crescita qualitativa del cinema documentario italiano, presente con ben sette titoli. I motivi di interesse del Fuori Concorso stanno invece nell’evento speciale dedicato agli arbitri internazionali di calcio, nell’omaggio al cineasta operaio Alvaro Bizzarri, nell’esplorazione dell’ambigua osmosi fra reale e virtuale, nei sei film trascinanti che mostrano i legami fra la musica e l’ambiente che la produce.

Il futuro. Qui il Festival appoggia una serie di iniziative, convinto che in esse ci siano le risorse per sviluppare, a livello regionale, nazionale e internazionale, dei progetti cinematografici di qualità nell’ambito del documentario.

Fra tali iniziative c’è il Premio Solinas, che dallo scorso anno si è dotato di un premio per due progetti documentari, bandendo un concorso nazionale. Quest’anno i vincitori del Solinas Doc saranno presentati a Firenze in occasione di una cerimonia in cui, in un ideale passaggio di testimone, un maestro del cinema italiano consegnerà il premio ai giovani cineasti.

Il Direttore, Luciano Barisone

 

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1 novembre 2009