La complessità del senso
17 12 2017

Pesaro, Nuovo cinema tedesco

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 44. Mostra del Nuovo Cinema

21 – 29 giugno 2008

 

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«Pesaro, un luogo dello spirito», diceva Pier Paolo Pasolini. Sono passati tanti anni, ma la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, fondata nel 1965 da Lino Micciché e Bruno Torri e diretta dal 2000 da Giovanni Spagnoletti, continua a guidare gli spettatori in territori inediti, spesso inesplorati: luoghi dello spirito, appunto. Da scoprire (o riscoprire), viaggiando in direzione ostinata e contraria rispetto ai festival, sempre più numerosi, che si propongono soltanto come vetrine per i titoli di prossima uscita: non così a Pesaro, che pure in questa 44. edizione può contare su almeno due film di sicuro avvenire nelle sale (Un conte de Noël e Eldorado, entrambi premiati a Cannes). Perché l’ambizione è soprattutto un’altra, iscritta nel DNA della Mostra. Un patrimonio genetico fatto di ricerca e di cultura, che ogni anno si rinnova per proporre al suo pubblico uno sguardo diverso sulla produzione internazionale: un viaggio nel cinema di oggi, per (pre)vedere il cinema di domani.
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L’OSPITE D’ONORE DEL FESTIVAL È IL CINEMA TEDESCO CONTEMPORANEO, CON LA NUOVA “SCUOLA BERLINESE”, PROTAGONISTA NEGLI ULTIMI ANNI DI UNA CELEBRATISSIMA RINASCITA: LUNGOMETRAGGI, MEDI E DOCUMENTARI, PER SCOPRIRE UNA GERMANIA INEDITA.

Altro che Germania in autunno: il cinema tedesco sta vivendo nelle ultime stagioni una nuova primavera, una fioritura di talenti come non si vedeva dai tempi di Fassbinder, Herzog, Wenders. Lo dimostrano i numerosi riconoscimenti internazionali (compresi tre Oscar conquistati in pochi anni), oltre al crescente numero di titoli che trova la via delle sale persino in un mercato poco accogliente come il nostro. Ma tanto c’è ancora da scoprire, e a colmare molte lacune giunge la rassegna principale della Mostra di quest’anno con la collaborazione di German Films: una panoramica sul cinema tedesco contemporaneo, dal 2000 ad oggi, attraverso le opere di autori conosciuti (Philip Gröning, L’amour, l’argent, l’amour) e di vecchie conoscenze del Festival (Romuald Karmakar o Valeska Grisebach, che proprio a Pesaro ha vinto il Premio Lino Micciché con Desiderio); ma anche attraverso una Scuola – la Berliner Schule – che con i suoi esponenti (la stessa Grisebach, e poi Christian Petzold, Angela Schanelec, Maria Speth e altri) ha imposto uno sguardo autorial-fenomenologico tra i più interessanti, non soltanto in Germania.

Come da tradizione, la retrospettiva è corredata da un volume di documentazione pubblicato da Marsilio, dal titolo Oltre il muro. Il cinema tedesco contemporaneo, e da una tavola rotonda animata da autori e critici del cinema tedesco.

IL CONCORSO, IL CUI PREMIO È DEDICATO ALLA MEMORIA DI LINO MICCICHÈ, FONDATORE E STORICO DIRETTORE DEL FESTIVAL, PRESENTA OTTO OPERE DA TUTTO IL MONDO, CON UNA PARTICOLARE ATTENZIONE VERSO LE CINEMATOGRAFIE DELL’ESTREMO ORIENTE (GIAPPONE, FILIPPINE, MALESIA).

Anche quest’anno sono otto i film in gara nel Concorso Pesaro Nuovo Cinema – Premio Lino Miccichè, la sezione competitiva (seimila Euro) istituita quattro anni fa: a decretare il vincitore è una giuria composta dall’attrice Valentina Carnelutti (in sala con Tutta la vita davanti, Sfiorarsi e Jimmy della collina), dalla giornalista e critica cinematografica francese dei Cahiers du cinéma Elisabeth Lequeret, e dalla regista Anna Negri (autrice quest’anno di Riprendimi, selezionato al Sundance).

Anche un italiano, in concorso: si tratta de La terramadre di Nello La Marca, storia siciliana di ordinaria emigrazione (e di altrettanto ordinaria immigrazione), applaudita al Forum dell’ultima Berlinale. Molto presenti, anche quest’anno, le cinematografie dell’estremo oriente: dal malese Flower in the pocket al filippino Balikbayan Box, passando per il giapponese Asyl – Park and Love Hotel.

Il Cinema in Piazza per il secondo anno mantiene il suo carattere trasversale, proponendo titoli provenienti dalle principali sezioni del Festival: un modo per dimostrare come le diverse declinazioni del Nuovo Cinema possano aprirsi al grande pubblico. Che in Piazza del Popolo (storico centro della vita civile pesarese) potrà vedere anche due dei film più amati – e premiati – dell’ultimo Festival di Cannes: Un conte de Noël di Arnaud Desplechin, con un cast all-star dominato da Catherine Deneuve; ed Eldorado di Bouli Lanners, atipico road(buddy)movie a bordo di una vecchia Chevrolet. E poi il nuovo cortometraggio di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, Nell’al di là, e il “capolavoro” Opera di Dario Argento.

L’EVENTO SPECIALE, ORGANIZZATO CON FONDAZIONE CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA, È DEDICATO AL TALENTO VISIONARIO DI DARIO ARGENTO, MAESTRO ITALIANO DEL BRIVIDO, OMAGGIATO CON LA RETROSPETTIVA COMPLETA DEI FILM, LA PUBBLICAZIONE DI DUE VOLUMI MONOGRAFICI, E LA TRADIZIONALE TAVOLA ROTONDA.

A cura di Vito Zagarrio, l’Evento speciale di quest’anno (organizzato con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia) è dedicato a Dario Argento: un’occasione preziosa per ripercorrere l’intera carriera del maestro del brivido (viene anche proposto C’era una volta il West di Sergio Leone con la sceneggiatura di Dario Argento all’interno della Notte Bianca organizzata la notte del 21 giugno dal Comune di Pesaro). Una filmografia fatta di titoli celebri (su tutti, Profondo rosso), ma anche di capitoli meno conosciuti (l’escursione fuori dal genere di Le cinque giornate). E poi mediometraggi, episodi, tv-movies, tutti nel segno di una visionarietà che ha fatto del regista romano un modello in grado di influenzare, ancora oggi, i cineasti di tutto il mondo.

La retrospettiva intende risarcire la ricezione, talvolta frettolosa, di film come La sindrome di Stendhal o il recentissimo La terza madre, proponendo – anche con gli interventi di numerosi studiosi, raccolti nel volume Argento vivo. Il cinema di Dario Argento tra genere e autorialità, edito per l’occasione da Marsilio – nuove chiavi di lettura ad opere divenute nel tempo dei classici del cinema italiano. Grazie alla decisiva collaborazione della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, la retrospettiva è completata dalla pubblicazione di un ricco volume fotografico con le schede di tutti i film del cineasta romano, a cura di Domenico Monetti e Luca Pallanch, dal suggestivo titolo: Tagli. Il cinema di Dario Argento. Inoltre la mattina del 28 giugno si terrà la tradizionale tavola rotonda alla presenza di Dario Argento che arriverà direttamente da Torino dove avrà appena battuto l’ultimo ciak del suo nuovo lavoro: Sangue. Un incontro, coordinato da Bruno Torri, con Argento, affiancato dai suoi abituali collaboratori come il fratello Claudio Argento, Claudio Simonetti, Sergio Stivaletti, Franco Ferrini e Walter Fasano, e con piscoanalisti, criminologi e con il pubblico. La città di Pesaro infine, la sera del 28 giugno in piazza del Popolo, prima della proiezione di Opera, rende omaggio al cineasta consegnandogli la targa del Comune e imprimendo in una mattonella il calco delle sue mani a testimonianza di un passaggio che resterà visibile nel selciato del lungomare.

LA NEONATA SEZIONE BANDE À PART INDAGA – SPESSO MUOVENDOSI AL CONFINE TRA FICTION E DOCUMENTARIO – I NUOVI TERRITORI DELLA SPERIMENTAZIONE, DANDO CONTO ANCHE DELLE OPERE PIÙ RECENTI DI AUTORI DAL LINGUAGGIO SEMPRE PERSONALE.

La novità di quest’anno prende il nome (e lo spirito) da un classico di Jean-Luc Godard: Bande à part è la nuova sezione della Mostra, destinata ad accogliere le opere più singolari, uniche, irriducibili alle categorie comuni. Uno spazio libero, dedicato all’unicità di ciascuna opera, dove trovano spazio film di fiction e documentari, reperti dal passato (L’ora dei forni di Fernando Solanas, alla presenza dell’autore a quarant’anni dalla prima mondiale) e proposte che appartengono già al futuro; immagini che parlano di oggi (Anna: Seven Years on the Frontline, sulla giornalista russa Anna Politkovskaya) e atmosfere senza tempo. E soprattutto tanti autori che hanno scritto la storia del cinema, a cominciare da due straordinarie cineaste russe, Kira Muratova (col suo Two in One) e la storica sceneggiatrice di Sokurov, Svetlana Proskurina (The Best of Times).

NELL’ANNIVERSARIO DEL 1968, LA MOSTRA RIPROPONE, ALLA PRESENZA DELL’AUTORE FERNANDO SOLANAS, IL CAPOSALDO DEL CINEMA POLITICO LA HORA DE LOS HORNOS, CHE PROPRIO A PESARO HA AVUTO LA SUA ANTEPRIMA MONDIALE, 40 ANNI FA.

ANCORA POLITICA CON L’OMAGGIO AL FILMMAKER AMIR MUHAMMAD E AL SUO SGUARDO LIBERO – E TALVOLTA CENSURATO – SULLA STORIA DELLA SUA TERRA, LA MALESIA.
 

Di questo filmmaker della Malesia osteggiato dalle autorità, talvolta censurato per la sua ostinata ricerca della verità, arrivano a Pesaro tutte le opere girate fino ad oggi (in prima mondiale il suo ultimo film, un horror Susuk firmato insieme a Naeim Ghalili), per la prima volta riunite in un solo Festival: il modo migliore per conoscere non soltanto l’impegno, ma anche lo spiccato umorismo di un autore che si è imposto negli ultimi anni come protagonista del cinema del suo paese. Uno stile inconfondibile, che all’oggettività della non-fiction alterna squarci kitsch e grotteschi da musical, in una congerie di stili per cui è attesa una specifica tavola rotonda.

RILANCIANDO L’ATTENZIONE PLURIENNALE VERSO IL CINEMA ISPANICO, PESARO OSPITA PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA UNA VETRINA DEDICATA AL PROGETTO CINE EN COSTRUCCIÓN: CINQUE LUNGOMETRAGGI LATINOAMERICANI INEDITI IN ITALIA, PER SCOPRIRE I TALENTI DI DOMANI.

Attenta da sempre, e in particolare nelle ultime edizioni, al cinema di lingua spagnola, la Mostra propone per la prima volta in Italia – in accordo con il Festival di San Sebastián ed i Rencontres Cinémas d’Amérique Latine di Toulouse, una finestra informativa (cinque i titoli selezionati) su Cine en Construcción, l’iniziativa che dal 2002 ha permesso a molti film latinoamericani di concludere la postproduzione e vedere finalmente la luce: come successo, per esempio, al messicano Familia Tortuga, che proprio a Pesaro vinse l’anno scorso il Premio Lino Miccichè.
 
GIUNGE ALLA SECONDA EDIZIONE IL PREMIO AMNESTY INTERNATIONAL, CHE SEGNALA IL CINEMA PIU’ ATTENTO ALLA DIFESA E ALLA PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI NEL MONDO.

Istituito nel 2007, il Premio Amnesty Italia 2008 – Cinema e Diritti Umani segna anche quest’anno (nel 60. anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani) il film che meglio ha saputo coniugare i molteplici temi relativi ai diritti umani. A sceglierlo (tra i titoli presentati nelle sezioni Pesaro Nuovo Cinema, Bande à Part, Il Cinema tedesco contemporaneo e Omaggio a Amir Muhammad) è la Giuria presieduta da Roberto Citran, composta da Giovanni Albanese, Riccardo Noury, Angelo Pasquini e Amanda Sandrelli.

SI CONFERMA ANCHE LO SPAZIO ANTICONVENZIONALE DEL DOPOFESTIVAL, UN’INCURSIONE NELLE NUOVE FRONTIERE DELL’AUDIOVISIVO, TRA CINEMA E ARTE.

Giunto alla seconda edizione, il Dopofestival torna a proporre (come sempre around Midnight, nel cortile di Palazzo Gradari) i nomi più interessanti della (video)arte contemporanea: opere di confine, che innestano il cinema in forme espressive sempre nuove, firmate da autori esposti nelle Gallerie di tutto il mondo.

L’ATTIMO FUGGENTE

Internazionale, ma anche radicata nel territorio: la Mostra di Pesaro rivolge tutti gli anni un’attenzione speciale agli autori delle Marche, e al vivaio di filmmakers provenienti dalle scuole elementari, medie, superiori e dalle Università della Regione. Tutti chiamati a realizzare un cortometraggio a tema libero, della durata massima di 3 minuti: il lavoro vincitore viene proiettato nella serata conclusiva del Festival.

PESARO ONLINE

Pesaro sbarca su Youtube con una vera e propria web-tv dove ogni giorno è possibile vivere online l’edizione 2008: contributi video con interviste agli autori ospiti del Festival, trailer dei film presentati. Il tutto aggiornato in tempo reale.
 

CONCORSO PESARO NUOVO CINEMA

Premio Lino Miccichè

BALIKBAYAN BOX

Mes De Guzman – Filippine, Paesi Bassi, Svizzera 2008. 113′

MAMI TE AMO

Elisa Eliash – Cile 2008. 80′

ASYL – PARK AND LOVE HOTEL

Izuru Kumasaka – Giappone 2007. 111′

LA TERRAMADRE

Nello La Marca  – Italia 2008. 120′

ELDORADO

Bouli Lanners – Belgio, Francia 2008. 85′

VASERMIL

Mushon Salmona – Israele 2007. 90′

FLOWER IN THE POCKET

Liew Seng Tat – Malaysia 2007. 97′

NIRVANA

Igor Voloshin – Russia 2008. 89′

  

 

 

 

I PREMI 

 

 

 

CONCORSO PESARO NUOVO CINEMA – PREMIO LINO MICCICHÈ: FLOWER IN THE POCKET di LIEW SENG TAT (Malesia)

MOTIVAZIONE: Un film d’esordio coraggioso che riesce a toccare con precisione e la leggerezza temi a volte crudeli. Il mondo dell’infanzia è affrontato senza compiacenza.

Sinossi

Li Ahn e Li Ohm sono due bambini che vivono abbandonati a loro stessi. Sui è un padre malato di lavoro che, da quando è morta sua moglie, spende tutto il suo tempo a riparare manichini nella sua bottega. Mentre lui si chiude nel suo mondo, ogni giorno i due fratelli si svegliano, si vestono e corrono a scuola. Nei loro percorsi incontrano amici, fanno scherzi, giocano, sono coinvolti in risse, e poi tornano di nuovo a casa. Il ritrovamento di un piccolo cane cambia improvvisamente la situazione. Piccoli disastri e drammi che costringeranno il padre a interessarsi ai suoi due figlioli.

Crediti:

sceneggiatura/screenplay Liew Seng Tat

fotografia/cinematography Albert Hue See Leong

montaggio/editing Liew Seng Tat

musica/music Arif Rafhan Othman

suono/sound Ong Cheng Lam

scenografia/art direction Gan Siong King

costumi/costumes Wong Tay Sy

interpreti/cast Wong Zi Jiang, Lim Ming Wei

Amira Nasuha Binti Shahiran, James Lee

formato/format mini dv, colore

durata/running time 97’

anno/year Malesia 2007

produttore/producer Yen San Michelle Lo

produzione/production Da Huang Pictures

vendite internazionali/world sales Da Huang Pictures

Liew Seng Tat (1979) nel 2003 ha vinto con Bread Skin with Strawberry Jam il premio come miglior cortometraggio al Malaysian Video Awards. E con Not Cool si è ripetuto l’anno seguente. Flower in the Pocket, il suo esordio alla regia di un lungometraggio, ha vinto il Festival di Rotterdam.

MENZIONE SPECIALE: ELDORADO di BOULI LANNERS (Francia)

MOTIVAZIONE: Una commedia “decalée”, ai margini, piena d’emozione e sobrietà, recitata da un gruppo d’attori formidabili.

Sinossi

Yvan, un collerico quarantenne che commercia in auto d’epoca, sorprende il giovane Elie mentre sta per derubarlo. Tuttavia, viene colto da uno strano affetto nei suoi confronti e accetta di riaccompagnarlo a casa dei suoi genitori con la sua vecchia Chevrolet. Comincia così uno strano viaggio attraverso un paese magnifico. 

Bouli Lanners (1965, Belgio) è diventato popolare su Canal+ Belgio in una commedia dal titolo Snuls. Ha diretto e interpretato numerosi film di produzione belga e francese. Nel 2005 ha realizzato il suo primo lungometraggio, Ultranova, selezionato e premiato alla Berlinale.

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PREMIO DEL PUBBLICO: UN CONTE DE NOËL di ARNAUD DESPLECHIN (francia)

Sinossi

Abel e Junon hanno due figli: Joseph e Elizabeth. Joseph soffre di una rara malattia genetica e ha bisogno di un trapianto di midollo osseo, ma né Elizabeth né i suoi genitori sono compatibili. Abel e Junon decidono quindi di avere un terzo bambino nella speranza di salvare Joseph, ma nemmeno il piccolo Henri puó aiutare suo fratello che muore all’età di sette anni. Da allora la famiglia Vuillard non si è più ripresa. È passato molto tempo, ma le relazioni di famiglia sono più tese che mai, in particolare tra Elizabeth, capo famiglia autoritaria, e Henri, divenuto un uomo cinico ed emarginato, diviso tra alcool e donne. Dopo una violenta lite, Elizabeth allontana il fratello e gli proibisce di frequentare suo figlio Paul, un adolescente inquieto e affetto da seri problemi psicologici.

Crediti

sceneggiatura/screenplay A. Desplechin, E. Bourdieu

fotografia/cinematography Eric Gautier

interpreti/cast Catherine Deneuve, Anne Consigny

Jean-Paul Roussillon, Mathieu Amalric

Melvil Poupaud, Hippolyte Girardot

Emmanuelle Devos, Chiara Mastroianni
Arnaud Desplechin (1960, Roubaix) ha studiato cinema a Parigi presso l’Idhec, esordendo come direttore della fotografia nel cortometraggio, Comme les doigts de la main (1984, Eric Rochant). Dopo aver collaborato alla sceneggiatura di Un monde sans pitié (1989, Eric Rochant), nel 1991 ha esordito alla regia con La vie des morts. Lo scorso anno ha presentato a Venezia il documentario L’Aimée. La Mostra di Pesaro gli ha dedicato una retrospettiva nel 2004.

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PREMIO “PESARO CINEMA GIOVANE”: ELDORADO di BOULI LANNERS (Francia)

Nuovo premio istituito quest’anno e assegnato da una giuria composta da undici studenti del  corso di Laurea Specialistica in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni, Facoltà di Sociologia dell’Università degli studi di Urbino Carlo Bo.

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PREMIO AMNESTY ITALIA 2008, CINEMA E DIRITTI UMANI: NO LONDON TODAY (documentario, Francia)
Sinossi

Un documentario per raccontare la storia di coloro che arrivano a Calais per poter entrare, a qualunque costo, in Inghilterra. La regista ha deciso di mostrare tutta la complessità delle relazioni che ha instaurato con questi uomini: come donna, come occidentale, come “privilegiata”, come cineasta. No London Today è un’immersione nel mondo di cinque giovani rifugiati: Chafik, Aron, Abraham, Henok e Ermias che attendono a Calais di passare illegalmente il confine.

Delphine Deloget (1975, Pampoil) si è laureata in antropologia visuale a Paris 8. Documentarista e montatrice, indaga e racconta le culture meno conosciute. In Qui se souvient de Minik?, ha ripreso la storia di un giovane inuit sradicato con la forza dall’esploratore Robert Peary nel 1897.

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CONCORSO VIDEO L’ATTIMO FUGGENTE 2008

Riservato agli studenti di tutte le scuole marchigiane, per video a tema libero della durata massima di 3 minuti.
 

Primo Premio:

BLUE UP di Marco Di Battista, dell’Accademia di Belle Arti di Macerata

Secondo Premio:

LOV-GENERESCION di Stefano Teodori, dell’Accademia di Belle Arti di Macerata

Terzo Premio:

L’ABECEDARIO di Luca Di Sciullo, dell’Istituto d’Arte “Scuola del Libro” di Urbino.
 

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28 giugno 2008