La complessità del senso
20 11 2018

Gruppo Romano Free Jazz

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Mario Schiano Gianfranco Schiaffini Franco Pecori Marcello Melis. Gruppo Romano Free Jazz -Roma, Folk Studio 1966

 

 

Il pezzo che adesso produrremo s’intitola Tendenziale n.6. Significa, intanto, che il pezzo fa parte di una serie: non prestabilita e chiusa, ma aperta e progressiva; una serie che cresce col crescere dei nostri concerti.

La musica del Gruppo Romano Free Jazz è completamente improvvisata, libera da accordi prestabiliti, sia a livello tematico, sia armonico, sia ritmico. Non esistono strumenti solisti né di accompagnamento. Tutti suonano sullo stesso piano.

Dall’improvvisazione così concepita risulterà un’ipotesi operativa, caratterizzata da una certa simpatia tra moduli espressivi; simpatia dovuta anche all’intersecarsi delle nostre particolari storie di uomini. Da tali fasce modulari si attuano, per analogia o per contrasto, prospettive sonore sempre diverse.

Utilizziamo il termine free anche come confronto con la tradizione musicale fondata sul concetto classico di armonia. Non perché pensiamo che nel campo della ricerca armonica tutto sia stato detto; ma perché non condividiamo un certo mondo delle “certezze”, fondato più che altro sulle abitudini.

All’orecchio assuefatto ad un ascolto pigro, abitudinario, la nostra musica potrà dare l’impressione del “disordine” gratuito. Ma il confronto è proprio con quella che può sembrare un’altra arbitrarietà, dell’Opera d’Arte “eterna”, “universale”, “intangibile”.

In quanto italiani, abbiamo scelto il jazz ben sapendo che si tratta di una musica importata. L’adesione, ideale, ad un piano espressivo così lontano dalla nostra tradizione dipende anche dal giudizio su certi fenomeni storici. Il jazzista di oggi, che intende proporre la propria cultura come tale, suona una musica rivelatrice di situazioni che tutti dobbiamo conoscere. Anche noi, bianchi, europei, italiani.

 


Franco Pecori Prima del concerto: Tendenziale n.6, Folkstudio, Roma 6.11.1966


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6 novembre 1966