La complessità del senso
22 09 2021

LIBRI Bruno Tommaso, La scuola che sognavo

Bruno Tommaso, La scuola che sognavo.
La musica come bene comune, il jazz come dialogo.
Scritto con Alfredo Gasponi. Prefazione di Stefano Zenni.
Edi-Pan, Roma, 2020.

Di un libro come questo di Bruno Tommaso, contrabbassista e compositore, arrangiatore e direttore d’orchesta, jazzista nato a Roma il 20 novembre 1946, se ne potrebbe scriverne un altro e un altro… Dal concetto stesso di scuola a quello di musica e specialmente di jazz, direzioni diverse indicano mondi alternativi, anche contrastanti, eppure immersi nella storia, segnati da una coscienza del linguaggio, del sogno di una vita costruttiva, riflessiva, creativa, vissuta da un musicista e insegnante, la cui attività – possiamo leggere qui ma sappiamo anche per conoscenza diretta – resta lezione e risultato estetico (da molto si sa che per estetica non è più da intendersi “Filosofia del Bello”). Direi che certi insegnanti, ma direi gli insegnanti, non si farebbe male a frequentarli di più, stando loro accanto, approfittando dei segnali teorici e operativi che lasciano attorno, insieme a fatti concreti, indicazioni di ricerca non secondarie. Il linguaggio che Tommaso usa qui, scrittura di battute e sottintesi ironici eppure espliciti nella responsabilità che comportano, ha il carattere, il pregio rarissimo di coniugare in una sintassi svelta il “non-scritto” e la sapienza della riflessione esperta di lavoro sul campo, nonché il sogno di un mondo nuovo, che produca musica nuova.

La musica come scuola di vita. E come espressione, come arte, certo. Come bene comune, dice il sottotitolo del libro. Musicista di livello assoluto, Tommaso ci porta fin dalla copertina nel discorso generale, speciale e non specialistico, implicativo e dialettico, discorso-memoria che segna l’intuizione e poi la sapienza di una forma tra le forme, nel vissuto di una Fabula che ci comprende, ci definisce come Storia e ci fa sentire vivi a ragion veduta. Diverse le forme della musica, il jazz connaturato al dialogo dell’esistere in società. Bene comune, produzione/ascolto di intervallo/nota ancor prima – e necessariamente – dello spartito. Musica ma musiche dialoganti tra loro. Il jazz nuova strada, di radice antica e diremmo primordiale, per il senso di un rubare il tempo che non esiste, come a un certo punto ci avrebbe detto Einstain.

Decine e decine di esempi da seguire, tratti dal vissuto piacevole e sofferto, di un musicista provocatorio (parola santa) fin da ragazzo e ancor oggi nel proporre, come se niente fosse, questioni decisive per una scelta di campo culturale, per un mondo così e/o così, da ridefinire sempre, fuori dall’universale, nella scelta di linguaggio operativo. Nel 1969 e nel 2019, da Giorgio Gaslini a Mario Schiano, da Martin Joseph a Massimo Urbani, da Antenore Tecardi a Enrico Pieranunzi, dalla musica vocale del Rinascimento (Gruppo Musica Insieme), a Jelly Roll Morton, a Giancarlo Schiaffini (Nuove Forme Sonore), ad Alex von Schippenbach. Non si pensi a una sorta di opportunismo della ricerca. Cresce invece l’irrequietezza della Prova, come e perché viverla, come poi trasmetterla agli studenti con una scuola liberata dal pregiudizio, dalla standardizzazione dei generi. Basti dire composizione/improvvisazione. Come prendere “appunti”. Nascono l’Università del Jazz a Siena e la Marche Jazz Orchestra. Che i giovani e i nuovi si esprimano! Il momento storico della “conquista” del Conservatorio, il Jazz a Santa Cecilia. Il momento di non-ritorno della Scuola Popolare di Musica (non di musica popolare!) di Testaccio, a Roma. E Steve Lacy. E le musiche per clavicembalo.. E all’indietro, già molto avanti, l’improvvisazione sullo scorrimento – spalle allo schermo del Filmstudio – del cinema muto napoletano. Il Folkstudio si può insegnare? Insegnare il jazz? La musica? Intervallo/nota, appunti sullo spartito, suoni e rumori, un sogno di civiltà insieme ai giovani. In una società non bloccata, si capisce. E un libro leggero, ironico, da portarsi dietro viaggiando, sognando una scuola.

Franco Pecori

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22 agosto 2021