La complessità del senso
19 12 2018

Stockhausen e l’acustica

 

Pioniere della musica elettronica, Karlheinz Stockhausen (Kerpen-Mödrath 22 agosto 1928 – Kürten-Kettenberg 5 dicembre 2007) spezzò l’equivoco che la musica fosse esclusivamente l’insieme dei suoni generati da determinati strumenti, musicali appunto. In filosofia, niente di speciale. Ma straordinario sì. Semplicemente riconosciuti i suoni come manufatti, prodotti storici, la musica elettronica e poi ogni altra organizzazione di materiali sonori – costruiti o anche solamente registrati – ha allargato il piacere dell’acustica ad una dimensione estetica più complessiva.

Sarà il caso di riconsiderare soprattutto in questa prospettiva il valore del musicista tedesco che viene considerato uno dei più significativi del XX secolo. Sarà il caso oggi che, per esempio, il jazz, musica che ha molto stentato ad affermarsi nei suoi esiti più evoluti al di là di una ristretta cerchia di “appassionati”, viene propinato ormai sotto le più svariate forme – spesso non solo lontane dalle origini ma perfino estranee allo spirito – senza minimamente accennare al valore dell’improvvisazione. E l’improvvisazione è sostanza e tema fondamentale del jazz. Improvvisazione, elettronica. Si sorvola, o si fa finta di niente, perché gli “intenditori” non amano certi problemi.

Quindi al grande Stockhausen diciamo, come a Pavarotti abbiamo detto Salutaci Sachmo Armstrong: «Salutaci Mozart».

Franco Pecori

    
musica_stockhausen_mozart.jpg   
Ciao Stockhausen, salutaci Mozart

 

videointervista su youtube

Print Friendly

7 dicembre 2007