La complessità del senso
17 11 2018

Miniritratti, Duke Ellington

jazz_ellington.jpg Musica a venire

                  
«Creatore dello stile jazzistico orchestrale», dicono le enciclopedie. Non è poco, se pensiamo che il jazz, nel suo momento nascente e nel periodo classico è stato percepito soprattutto come luogo delle individualità espressive. Ellington, Edward Kennedy (Washington 29 aprile 1899 – New York 24 maggio 1974), ma tutti lo  chiamarono sempre Duke, in questo senso deve ancora venire. Nonostante il successo delle varie forme di fusion, la basilarità del jazz in tutto lo sviluppo della musica contemporanea ha tuttora bisogno di un riferimento così sostanzioso per la propria stessa conferma.

  
L’orchestra come strumento espressivo                                      
Il concerto del 1943 alla Carnegie Hall è una tappa fondamentale nell’evoluzione della musica moderna. Lo dice già il titolo della suite presentata da Ellington: Black, Brown and Beige, antirazzista non solo nell’enunciazione, ma rispecchiante il profondo senso della  fusione delle culture, senso prodotto appunto da quella composizione. Non ignaro di Debussy e Ravel, il Duca utilizzò sempre l’orchestra come strumento specifico per passare dal tradizionale intrattenimento anni ’20-’30 ad una dignità espressiva assoluta, segnata da un inarrivabile bilanciamento tra raffinate armonie e semplici melodie, sostanziato da profondo swing.

                                        
Titoli indimenticabili                                      
Lo chiamavano Duke, il Duca, per la nobiltà della sua musica. E ci ha lasciato una serie di capolavori difficilmente riducibile ad elenco. Il suo  strumento principale fu l’orchestra, una big-band piena di grandi solisti, come Buster Milay, Johnny Hodges, Ben Webster, Harry Carney, Jimmy Blanton, Cootie Williams, Paul Gonzalves. Il primo grande successo di Ellington è del 1926, al Cotton Club di Harlem. Poi, negli anni ’40 Duke segna la nascita del jazz moderno per grande orchestra. Alcuni titoli indimenticabili: Mood Indigo, Sophisticated Lady, Sepia Panorama, Solitude, Ko-Ko; e tra le grandi  suite, Black, Brown and Beige.

 


Franco Pecori Duke Ellington cento anni Rai Televideo, 28 aprile 1999


 

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28 aprile 1999