La complessità del senso
14 11 2018

Sigmund Freud e l’estetica

 

 

“L’arte costituisce un regno intermedio tra la realtà che frustra i desideri
e il mondo della fantasia che li appaga”

Alcuni problemi che si riferiscono all’arte e all’artista trovano nell’osservazione psicoanalitica un chiarimento soddisfacente, altri ne sfuggono interamente. Essa riconosce anche nell’esercizio dell’arte un’attività che si propone di temperare desideri irrisolti, e precisamente in primo luogo nello stesso artista creatore e in seguito nell’ascoltatore o nello spettatore. Le forze motrici dell’arte sono gli stessi conflitti che spingono altri individui alla nevrosi e che hanno indotto la società a fondare le sue istituzioni. Donde venga all’artista la capacità creativa non è problema della psicologia. L’artista cerca innanzitutto un’autoliberazione e, comunicando la sua opera, la trasmette ad altri che soffrono degli stessi desideri trattenuti. E’ vero ch’egli rappresenta come appagare le sue fantasie di desiderio più personali, ma queste divengono opera d’arte soltanto attraverso una trasformazione che mitiga l’aspetto urtante di questi desideri, ne cela l’origine personale e offre agli altri, rispettando le regole estetiche, seducenti premi di piacere. Accanto all’evidente contributo del godimento artistico, non è difficile per la psicoanalisi accertarne un altro latente, benché di gran lunga più efficace, che deriva dalle fonti recondite della liberazione pulsionale. Il rapporto tra le impressioni infantili e il destino dell’artista da un lato e le sue opere come reazioni a queste sollecitazioni dall’altro, fa parte dei temi più attraenti dell’osservazione analitica.

Per il resto la maggior parte dei problemi della creazione e del godimento artistico attende ancora un’elaborazione che faccia cadere su di essi la luce della conoscenza analitica e ne indichi il posto nel complicato assetto delle compensazioni di desiderio. In quanto realtà convenzionalmente accettata, in cui grazie all’illusione artistica simboli e formazioni sostitutive possono suscitare affetti reali, l’arte costituisce un regno intermedio tra la realtà che frustra i desideri e il mondo della fantasia che li appaga, un dominio in cui sono rimaste per così dire vive le aspirazioni all’onnipotenza dell’umanità primitiva.


Sigmundo Freud, L’interesse estetico della psicoanalisi, in L’interesse per la psicoanalisi, Scientia, Bologna 1913


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9 gennaio 2009