La complessità del senso
02 03 2024

Machiavelli, Il Principe


Niccolò Machiavelli, Firenze 1469-1527

Con i grandi, con il popolo

Colui che viene al principato con lo aiuto de’ grandi si mantiene con più difficultà che quello che diventa con l’aiuto del populo, perché si truova principe con di molti intorno che gli paiono essere sua eguali e per questo non gli può né comandare né maneggiare a suo modo; ma colui che arriva al principato con il favore populare vi si truova solo e ha d’incontro o nessuno o pochissimi che non sieno parati a ubbidire. Oltre a questo non si può con onestà satisfare a’ grandi e sanza iniuria di altri, ma sì bene al populo perché quello del populo è più onesto fine che quello de’ grandi, volendo questi opprimere e quello non essere oppresso. Praeterea del populo inimico uno principe non si può mai assicurare per essere troppi; de’ grandi si può assicurare per essere pochi. Il peggio che possa aspettare uno principe dal populo inimico è lo essere abbandonato da lui; ma da grandi inimici non solo debbe temere di essere abbandonato, ma etiam che loro gli venghino contro perché, essenso in quelli più vedere e più astuzia, avanzano sempre tempo per salvarsi e cercano gradi con chi sperano che vinca. È necessitato ancora el principe vivere sempre con quello medesimo populo, ma può bene fare sanza quelli medesimi grandi, potendo faarne e disfarne ogni dì e tòrre e dare a sua posta reputazione loro.

Niccolò Machiavelli, Il principe, IX De principatu civili, 2. Feltrinelli, ventottesima edizione 2024.

Print Friendly, PDF & Email

19 Gennaio 2024