La complessità del senso
03 07 2026

Salotti e comizi

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante il comizio tenuto a Bari il 10 novembre 2025, in vista delle elezioni regionali in Puglia: Qualche giorno fa in televisione c’era un filosofo [Umberto Galimberti alla Torre di Babele su La7] che diceva che io vinco perché quelli che si occupano del mio make-up sono bravissimi. In pratica voi mi votate perché sono truccata bene. Ora, al netto del fatto che io mi trucco da sola e manco così bene, vi rendete conto di quanto siano superficiali le letture di questi intellettuali da salotto? Che in pratica ci dicono che gli italiani votano guardando le fotografie e non i contenuti!

Un intellettuale, anche “da salotto”, ma non necessariamente, potrebbe aggiungere altri “tratti soprasegmentali” del Meloni-discorso, come i toni e gli accenti dello sbraitare, o come il burlesco delle pause ammiccanti. Siamo il Paese di Goldoni, di Trilussa, di Eduardo e, prima, di Orazio, Persio, Marziale, Giovenale, Petronio – non tralasciando le pause e lo sguardo folgorante del Duce dal balcone di Piazza Venezia. Il linguaggio, non solo il parlato/scritto, può avere ed ha sempre una connotabilità di significati che conformano un senso, al di là della singola espressione e del singolo tratto o frammento.

Anche semplicemente curioso sarebbe mettere in fila, persino in un gioco salottiero, alcune espressività, che nei diversi campi culturali hanno segnato svolte nel comportamento e per la reperibilità del senso, in momenti della storia tuttora rintracciabili, “ri-leggibili”, per una rivalutazione strutturale degli eventi.

Si può sbeffeggiare, a fini elettorali, la filosofia “salottiera”? Grossolanità è libera! A patto che non debba essere poi la Filosofia in quanto tale a farne le spese, non debba essere ancora la cicuta di Socrate a segnare l’avanzata dell’innominabile tracotanza.

Vogliamo negare che il manto di Maria e la minigonna di Mary Quant abbiano composto un tracciato di senso non distraibile ancor oggi? I salotti e i comizi ospitano segni del Tempo, perché no? Galimberti o non Galimberti. 

** La parola “immagine”, dal greco antico, εἰκών (eikṓn), significa anche “figura”. Questo termine è la radice, nel vocabolario moderno, di “icona” e “iconico”; e si collega alla radice del verbo éoika, che significa “essere simile”.

Franco Pecori

  • Utilizzando AI
Domanda 1: Il concetto di immagine in Pubblicità
Risposta: 
Immagine nella pubblicità si riferisce a un elemento visivo (foto, illustrazione, grafica) fondamentale per veicolare messaggi, suscitare emozioni e costruire la percezione di un brand nella mente dei consumatori. Non è solo un elemento decorativo, ma uno strumento strategico con funzioni comunicative precise.
 
Ruolo e Funzioni dell’Immagine
L’immagine ha un potere comunicativo immediato e universale, spesso più rapido ed efficace del testo nel catturare l’attenzione e superare le barriere linguistiche. Le sue funzioni principali includono:

Catturare l’attenzione: In un ambiente saturo di messaggi, un’immagine creativa e accattivante è essenziale per emergere.
Trasmettere emozioni e valori: L’immagine crea associazioni mentali ed emotive, aiutando a formare la “brand image” (l’immagine di marca percepita dal pubblico).
Funzione informativa: Può mostrare il prodotto in azione, evidenziarne le caratteristiche o il contesto d’uso (spesso come “pack shot”).
Funzione estetica ed esortativa: Contribuisce al tono del messaggio pubblicitario, rendendolo gradevole e invogliando all’azione (acquisto o approfondimento).
Creare identità visiva: Elementi visivi come loghi, colori e design grafico sono cruciali per la riconoscibilità e l’identità coerente del marchio.

Domanda 2: Quali sono i tratti soprasegmentali di un discorso
Risposta:
Tratti soprasegmentali (o prosodici) sono caratteristiche del parlato che si estendono oltre i singoli segmenti fonetici (consonanti e vocali), applicandosi a unità linguistiche più ampie come sillabe, parole, frasi o intere espressioni. Essi sono fondamentali per veicolare il significato, l’emozione e la struttura del discorso. 
I principali tratti soprasegmentali includono

Intonazione: la variazione dell’altezza (timbro) della voce nel corso di una frase. Svolge un ruolo cruciale nel distinguere tra diversi tipi di enunciati (ad esempio, tra un’affermazione e una domanda) e nell’esprimere l’atteggiamento o l’emozione del parlante.
Accento/Stress: l’enfasi relativa data a determinate sillabe all’interno di una parola o a determinate parole all’interno di una frase. Può influire sul significato lessicale (come in spagnolo: término “termine”, termino “io termino”, terminó “lui terminò”) o sull’enfasi contrastiva in una frase.
Tono: in alcune lingue, dette lingue tonali (come il cinese mandarino), l’altezza del tono a livello di sillaba è un tratto distintivo che cambia il significato della parola stessa.
Durata/Lunghezza: la durata temporale dei suoni, che può essere rilevante per distinguere parole diverse in alcune lingue.
Ritmo: il modello generale di sillabe accentate e non accentate e la loro distribuzione nel tempo, che contribuisce al flusso naturale del parlato.

12 Novembre 2025