La complessità del senso
10 05 2026

Dog Sweat

film_dogsweatAragh Sagee
Hossein Keshavarz, 2009
Fotografia Ehsan Karimi
Tahereh Esfahani, Ahmad Akbarzadeh, Bagher Forohar, Shahrokh Taslimi, Rahim Zamani
Roma 2010, concorso

Girato clandestinamente a Teheran, prima delle elezioni del 2009. Il titolo ripete l’espressione con cui i giovani iraniani indicano i superalcolici e la trasgressione. In bilico tra “verità” documentaria e finzione “realistica”, l’esordiente Keshavarz realizza con mezzi leggeri un film mimetico, della situazione oppressiva del regime e dell’immaginario evasivo delle nuove generazioni che guardano fuori del proprio paese, anelando alla libertà – costumi compresi. La storia di sei ragazzi iraniani di oggi spiega a ventaglio una possibile casistica di vite strozzate dalla repressione, in campo sentimentale, nei rapporti in famiglia, sul versante sessuale e insomma in tutto l’orizzonte delle situazioni costrittive da cui i giovani vorrebbero liberarsi. La forma però è tutt’altro che nuova e non rimanda a una progettualità del tipo “fantasia al potere”. Al di là del panorama grigio non si intravedono segni  libertà espressiva.  La “provocazione” giovanile risulta convenzionale, resta tra virgolette. Significativa comunque la distanza che ad oggi passa tra desiderio di ribellione e coscienza del linguaggio. Il Cinéma Vérité di cui s’è parlato a proposito di questo film è stato tutt’altra cosa.

Franco Pecori

4 Novembre 2010