La complessità del senso
24 06 2026

La buenas hierbas

film_lasbuenashierbasLa buenas hierbas
Maria Novaro, 2010
Fotografia Gerardo Barroso
Ursula Pruneda, Ofelia Medina, Ana Ofelia Murguia, Miriam Balderas, Cosmo Gonzalez Muñoz, Gabino Rodriguez, Alberto Estrella, Rodrigo Solis, Luisa Pardo.
Roma 2010, concorso.

Ottimo ed emozionante ritorno della messicana Maria Novaro di cui ricordiamo Danzon, apprezzato anche a Cannes (1991) e Motel Eden, passato con successo a Venezia nel 1994. La regista, al quinto film, continua il suo cammino di autrice sensibilissima, che trasferisce sullo schermo immagini e impressioni intime, frutto di uno sguardo curioso e critico che attinge al sentimento senza lasciarsi coinvolgere in un distacco dalla realtà. Tra vita vera e vita sognata, nasce questo film “verde”, fatto di osservazioni sulle proprietà terapeutiche delle piante nel quadro di una quotidianità popolare non manieristica. Tutti i particolari sono essenziali nella rappresentazione “interiore” dei caratteri soprattutto femminili nello svolgersi delle giornate, piene di fantasie, di malinconie, di tenere complicità. E questo nel “normale” andamento dei giorni di Dalia (Pruneda, interprete sublime), annunciatrice in una radio alternativa, “libera”, madre di un simpatico bambino e collezionista di parole, singole parole che annita su pezzetti di carta e assembla per similitudine o per analogia in un gioco dell’immaginario tutto suo. Poi arriva l’Alzhaimer della madre (Medina) e la vita di Delia cambia. Ma non fino in fondo, giacché il nuovo stato delle cose non cancella il metodo di vivere utilizzando il linguaggio come spirito dell’essere al mondo. Cinema di poesia per un circuito “impossibile”, purtroppo. Ma tensione verso una probabile volontà.

Franco Pecori

31 Ottobre 2010