Plan B
Plan B
Marco Berger, 2009
Fotografia Tomas Perez Silva
Manuel Vignau (Bruno), Lucas Ferraro (Pablo), Mercedes Quinteros, Damián Canducci (Victor), Ana Lucia Anthony, Carolina Stegmayer, Antonia, Ariel Nuñez di Croce.
Roma 2009, concorso
Minimale, essenziale, meno semplice di quel che può sembrare. L’argentino Marco Berger, trentenne al suo primo lungometraggio, ha studiato teatro e, trasferitosi in Norvegia, ha ottenuto lì il finanziamento per frequentare la Universidad del Cine a Buenos Aires. Dal film traspare l’approccio sperimentale al cinema, l’intenzione di utilizzare il mezzo ad un secondo livello rispetto al semplice rapporto referenziale. La consapevolezza del valore simbolico delle immagini è applicata nel racconto di una presa di coscienza, progressiva e interiore, della complessità dell’eros. Si parte da una situazione schematica: Bruno (Vignau), lasciato dalla sua ragazza, Laura (Quinteros), la quale si è messa con Pablo (Ferraro), pensa di vendicarsi diventando amico di Pablo e di presentare a lui un’altra ragazza per far ingelosire Laura. Ma Pablo non è un tipo facile e le cose tendono a complicarsi. Allora Bruno pensa a un Piano B. Il rischio c’è e ben presto si vede. Emerge una tendenza omosessuale non prevista. Bruno e Pablo vengono “osservati” con sequenze tagliate in tempo reale, la cadenza assume un andamento quasi ossessivo nel lento susseguirsi delle situazioni, molto circoscritte, ripetitive e in apparenza statiche. Di non facile fruizione, lo stile oggettivo e insieme introspettivo costringe ad un’attenzione non usuale.
Franco Pecori
19 Ottobre 2009