Les regrets
Les Regrets
Cédric Kahn, 2009
Fotografia Céline Bozon
Yvan Attal (Mathieu), Valéria Bruni Tedeschi (Maya), Arly Jover (Lisa), Philippe Katrine (Franck), Philippe Katerine, François Négret, Lisbeth Wagner, Franck Mercadal, Vincent Berger, Gurvan Cloâtre, Laurent Lévy, David Tissot, Emmanuelle Lepoutre .
Roma 2009, concorso
Il quarantenne Mathieu (Yvan Attal, Bon Voyage, Jea-Paul Rappenau 2004, The interpreter, Sydney Pollack 2005), architetto che ama la moglie Lisa (Arly Jover, L’impero dei lupi, Chris Nahon 2005) e con lei lavora nel loro studio parigino, incontra per caso Maya, suo primo amore (Bruni Tedeschi, La felicità non costa niente, Mimmo Calopresti 2003, CinqueperDue, François Ozon 2004, Alibi e sospetti Pascal Bonitzer, 2008), nella propria cittadina d’origine dov’è dovuto tornare perché la madre è in fin di vita. Subito si capisce che i due restano molto turbati. Lui l’ha lasciata ormai da molti anni e lei non ha potuto mai sapere bene il perché. Non lo saluta ma poi gli telefona. Scoppia la passione irrefrenabile. Maya è sposata con un produttore di vino e insegna in un liceo. Cominciano a vedersi, attratti l’un l’altro sempre di più. Il rapporto è nevrotico, soprattutto da parte della donna, combattuta tra il desiderio d’amore e la necessità di averne chiare le ragioni. Ma a rischiare la salute mentale è Mathieu, stressato dallo stop and go progressivo di Maya. La sua catena di rimpianti sembra infinita. La regia di Kahn, eclettico frequentatore di generi, dal film inchiesta (Roberto Succo, 2001) al thriller (Luci nella notte, 2004) e all’animazione (L’avion, 2005), gioca prevalentemente sulla “suspense sentimental-erotica” generata dall’affannosa espressione di Maya/Bruni Tedeschi (gode soffrendo, ride piangendo, dona chiedendo, chiama e non risponde) e irrisolta nella confusione inespressiva di Mathieu/Attal, il cui passaggio alla “pazzia” è realizzato con una serie di azioni movimentate, in auto o a piedi, quasi si trattasse di una “caccia all’assassino”. Non sapremo mai. I momenti riflessivi sono affidati a spostamenti in treno o in macchina, di lei o di lui. Di sicuro si rivedranno ancora, soffrendo molto.
Franco Pecori
19 Ottobre 2009