La complessità del senso
25 05 2026

Resolution 819

resolution8191.jpgResolution 819
Giacomo Battiato, 2008
Benoît Magimel, Karolina Gruszka, Hristo Shopov, Hyppolite Girardot.
Festival Internazionale del Film di Roma 2008, Concorso. Marc’Aurelio d’Oro del pubblico.

«Sono un guerriero, erede dello zar». Lo disse più volte il generale Mladic mentre, a metà degli anni ’80, ordinava la “pulizia etnica”, cioè l’eliminazione di massa dei musulmani nell’enclave di Srebrenica, in Bosnia. La Risoluzione 819 delle Nazioni Unite prevedeva la protezione delle popolazioni da parte dei Caschi Blu. Ma le truppe Onu restarono indifferenti e il massacro fu compiuto. Battiato (Il cugino americano, Cronaca di un amore violato) racconta con ottica “documentaria” la missione di cui fu incaricato, dieci anni dopo dal Tribunale dell’Aja, un ufficiale della polizia francese offertosi volontario per indagare sulla sorte di 8000 bosniaci. Nei panni di Jacques Calvez, Magimel deve superare l’orrore della scoperta delle fosse comuni. E di più, il “perfezionamento” dell’azione, con lo smembramento dei cadaveri e il loro spargimento in altre fosse per occultare la terribile tragedia. Le scene relative all’indagine per individuare le fosse comuni e alla ricostruzione degli scheletri da parte di tecnici ed esperti antropologi, nella loro asciuttezza, comunicano un forte sentimento di sdegno e di pietà, lo stesso che mostrano di provare Calvez e la giovane polacca, Klara/Gruszka, arrivata nella zona anche lei volontaria. Più scontate le parti dei rastrellamenti della popolazione e degli impietosi interventi dei serbo-bosniaci.

Franco Pecori

29 Ottobre 2008