La complessità del senso
25 05 2026

A corte do Norte

acortedonorte.jpgA corte do Norte
João Bothelo, 2008
Ana  Moreira, Ricardo  Aibéo, Rogério  Samora, Custódia  Galego, João  Ricardo, Lígia  Roque, Margarida  Vila-Nova, Marcello  Urgeghe, Antonio  Cerdeira, Graciano  Dias, Maria João  Pinho, Maya  Booth, Miguel  Monteiro, Virgílio  Castelo.
Festival Internazionale del Film di Roma 2008, Concorso.

Siamo in ambito de Oliveira. Non tanto perché il portoghese Bothelo (O fatalista, 2005) trae il film dal romanzo di Agustina Bessa-Luís, ispiratrice del grande maestro, quanto per la maestria nel tessere insieme il presente attuale e l’immaginario della letteratura storica, con il risultato di dare al racconto una prospettiva critica attinta dalla stessa materia di partenza e trasformata in un contesto dialettico, da cui si possa desumere una lezione inseparabile dal piacere estetico. Tutto questo  è possibile a Bothelo grazie alla sublime arte di Ana Moreira. Il film si apre su Rosalina/Moreira, una ragazza di oggi, la quale avverte una misteriosa affinità con donne del passato e si avvia a rintracciarne il destino che fece loro vivere vicende che sente in un certo modo simili. Non superficiali né tanto meno occasionali i riferimenti a sensazioni provenienti dalla musica (la Traviata di Verdi), dalla letteratura (La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio) e dalla pittura (Giuditta e Oloferne del Caravaggio): misteriori impulsi che Rosalina associa per raggiungerne l’origine e sentirsi appagata, alfine, del disvelamento di una storia. Una passione femminile che sembra riguardarla molto da vicino. In fondo, Rosalina, e con lei Bothelo, non fa che cogliere nella propria esperienza i rimandi culturali che permettono sempre, ad ognuno, di avere consapevolezza della propria vita. È il senso del viaggio a ritroso, dal 1960 al 1860, di Ana nella “Tenuta al Nord”. Nell’isola di Madeira la ragazza è affascinata dal castello e dalla medesima scogliera che attrasse la baronessa Madalena do Mar. Moreira entra nei panni anche di questa donna, la cui personalità si realizzò in successivi passaggi, dal bordello frequentato nell’adolescenza alla fama di grande attrice dell’Ottocento, al matrimonio con Gaspar de Barros, il ricco possidente che la fece baronessa. Rosalina si immedesima nelle diverse parti e Ana Moreira la segue trasformandosi nelle diverse protagoniste, misurandosi, nella fantasia, perfino con la bellezza mitica della Principessa Sissi, l’Imperatrice Elisabetta d’Austria. La romantica scogliera della Corte do Norte è l’ultimo approdo a cui ci conduce il regista, riallacciando il film alla citazione di Agustina Bessa-Luís: «Cosa importa se un gentiluomo giace con una donna? Ma se poi qualcuno si getta dalla scogliera, la questione cambia». Non è un cinema per inesperti.

Franco Pecori

29 Ottobre 2008