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Josiane Balasko, 2008
Nathalie Baye, Eric Caravaca, Josiane Balasko, Isabelle Carré, Catherine Hiegel, Marilou Berry, Félicité Wouassi, George Aguilar, Sandrine Le Berre, David Rousseau, Guillaume Verdier, Jean-Christophe Folly, Richard Berry, Maria Schneider.
Festival Internazionale del Film di Roma 2008, Concorso.
A 51 anni, Judith (Baye) non crede ormai da tempo, forse non ha mai creduto, all’amore. Si concede invece incontri di piacere a pagamento, spulciando le offerte dei gigolo in Internet. Tutto sembra filare liscio, ma quando all’ennesimo appuntamento si presenta Patrick (Caravaca), qualcosa comincia a cambiare. Per il momento è solo una sensazione di pelle e Judith insiste nel voler mantenere i successivi incontri nei limiti della “tariffa”. La sua vita può continuare nella perfetta normalità, la conduzione di una televendita in Tv, la collaborazione e la convivenza con la sorella Irène (Balasko). D’altra parte, il gigolo Patrick – il suo vero nome è Marco – è contento dell’introito erotico che gli permette di mantenere tutta la famiglia, l’anziana madre, la sorella un po’ squinternata e fissata con i video caserecci da mettere online, la moglie Fanny (Carré) che non sospetta minimamente dell’attività speciale del marito e si accontenta di veder arrivare mensilmente i soldi per le rate del negozio da parrucchiera. Quasi per una buona metà il film procede sul binario di un umorismo un po’ sarcastico ma leggero quel tanto da non compromettere con discorsi da massimi sistemi il tema dell’amore e del sesso, della famiglia e del lavoro, ecc. La regia mantiene una parvenza di “neutralità”, attenendosi alle regole della commedia (francese), in sintonia con l’attualità, segnata dal tipo di vita che conducono i personaggi. Poi la commedia di costume, restando comunque commedia, ha uno scatto di profondità. Fanny viene a sapere che le entrate del marito provengono dal suo mestiere extra (il suo lavoro “normale” è di ripulire e ristrutturare appartamenti, ma ben più povero sarebbe il tenore di vita) e Judith si vede piombare in casa la mogliettina del suo gigolo, arrabbiata e disperata. Cambiano le espressioni dei volti, cambiano le sensazioni erotiche, fa il suo ingresso trionfale e “drammatico” il problema del sentimento vero e delle conseguenze pratiche che una scelta “onesta” comporterebbe per tutti. La regìa non rinuncia alla componente umoristica, anzi la sottolinea con un segno forte e deciso : Irène si innamora con naturalezza di un pellerossa ospite della trasmissione di Judith e decide di andarsene con lui in America. Fanny tentenna pensando alle rate da pagare, mentre Marco si convince di essere cotto di Judith. Ma lei, matura e disincantata realizza che dovrà sopportare il dolore del vuoto sentimentale che definitivamente occuperà il suo futuro. Sarà bene che Marco rientri nella giusta dimensione del matrimonio, mentre lei continua a guardare al computer le immagini della nuova vita della sorella, felice nel West. Intanto, un rap di sottofondo commenta: «Siamo solo scimmie in questa giungla urbana». Il contributo artistico di Nathalie Baye è fondamentale. L’attrice, che vanta frequentazioni di primissimo piano (Truffaut, Godard, Spielberg, Charol), conferma tutta la propria qualità. Josiane Balasko, oltre che dare ancora una buona prova di attrice, trova qui il tono giusto per un film molto più coraggioso di quel che può sembrare in superficie. La sceneggiatura, scritta dalla stessa regista, si svolge in assoluta armonia col montaggio delle sequenze, mantenendo la commedia fuori da certi schemi rigidi e “nervosi” di un corrispondente cinema americano. Al paragone, siamo quasi in un cinéma-vérité.
Franco Pecori
25 Ottobre 2008