Parlami di me
Parlami di me
Brando De Sica, 2008
Christian De Sica, Paolo Conticini, Laura Di Mauro, Stefania Caracciolo, Fabio De Filippis, Alex La Rosa, Davide Marrone, Mara Mazzei, Chiara Monteforte, Zheren Pan, Laurence Patris, Giorgio Raucci, Simone Tuttobene, Gioia Vicari.
Festival Internazionale del Film di Roma 2008, Anteprima-Concorso.
A 24 anni, Brando va pazzo per Luttazzi, Gershwin, Sinastra, Trovajoli, Cole Porter, Garinei e Giovannini, Cechov, Goldoni, il Quartetto Cetra. Ma Non ti fidar di un bacio a mezzanotte: il bel bagaglino del ragazzo, laureato in California e figlio di Christian De Sica, è pieno di nostalgia del nonno Vittorio. Insomma, la prova di regia, la prima per il grande schermo, è dedicata al mitico avo e utilizza a piene mani la felice duttilità di papà. Ad un patto: – lo dice fuor di metafora Christian stesso alla fine della performance: «Il teatro ba bene, ma a Natale tutti al cinema!». Insomma il teatro, il musical tratto dal lavoro di Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime, è una specie di veicolo per l’ormai immancabile film di Natale. Un'”operazione”, come si dice. Detto ciò, il film del giovane Brando rende bene, con 8 videocamere e 78 ore di “girato”, il senso del successo teatrale ottenuto dal musical sulle scene di tutta Italia. Traspare l’amore per il palcoscenico, e sale in primo piano, a tratti, l’ironia del testo, sebbene affogata in certi momenti dalla debordante verve del protagonista. Un po’ lezione di teatro, un po’ captatio benevolentiae, un po’ (forse troppo) richiesta di aiuto a Vittorio che dall’alto lo guarda sorridente, scorre via ad alto volume la storia del figlio del grande regista/attore/cantante. Christian, da cuoco avveduto, cucina sapientemente la propria “confessione d’artista” (le origini, l’infanzia in famiglia, il teatrino di burattini avuto in regalo dal papà, e poi le prime prove, le paure, il successo, la vocazione musicale) cercando equilibrio tra “autenticità” e “spettacolo”. Gli elementi del successo “facile” (soprattutto il “sexy” della soubrette, ma pure la presenza dei boys), con la scusa di prenderli in giro, ci sono tutti. Non manca la propensione all’esibizione “sfacciata”, che quasi trasforma la disinvoltura in allegra minaccia. Si sbraccia e zompetta per il palco, Christian, vocalizza con swing, quasi pasteggia senza pudore. E piace.
Franco Pecori
24 Ottobre 2008