La complessità del senso
25 05 2026

Schattenwelt – Long Shadows

schattenwelt.jpgSchattenwelt
Connie Walhter,2008
Franziska Petri, Ulrich Noethen,Eva Mattes.
Festival Internazionale del Film di Roma 2008, Concorso

Il terrorismo tedesco (la Raf degli anni di piombo) è ancora un incubo, in Germania e fuori, se un film come questo, della regista Connie Walther che nel 1968 aveva sei anni, un film cupo, grigio, verde e dai colori sbiaditi, quasi inesistenti eppure corposi e indicativi, approda ad un festival internazionale, in concorso nella sezione principale. La vicenda di Widmer, il terrorista che si ritrova libero dopo 20 anni di carcere e non può evitare di affrontare il proprio passato che si rifà presente, deborda dal quadro e investe lo spettatore come un fatto da telegiornale. Lo stile, però, è ben più asciutto ed espressivo di quanto offrano oggi i servizi giornalistici in video. E colpisce duro, pungendo le coscienze anche di quanti fossero ignari della storia. Il senso principale del film, pure nel suo tratto estetico (parola forte, non specifica, teoretica), è nell’impossibilità del vivere nascosti, soprattutto da se stessi. Il mondo, la società e gli individui hanno bisogno, chiedono con rabbia di chiarirsi dentro (e dunque anche fuori). Un film difficile da distribuire per un pubblico largo, sempre più avvezzo al format “reality”. Ma è già un buon segno che un’attrice in rampa di lancio come la Petri sia utilizzata in un’impresa così ardua, severa. E poco adatta ad essere interpretata in senso estensivo, sul tema vittima-carnefice, adatto a qualsiasi altra costruzione letteraria.

Franco pecori

23 Ottobre 2008