The Hollars
The Hollars
Regia John Krasinski, 2016
Sceneggiatura Jim Strouse
Fotografia Eric Alan Edwards
Attori John Krasinski, Margo Martindale, Richard Jenkins, Sharlito Copley, Mary Elizabeth Winstead, Anna Kendrick, Charlie Day, Josh Groban, Randall Park, Gustavo Sanchez, Tonea Stewart, Mary Kay Place, Didi Costine, Isabelle Costine, Ashley Dyke.
Andrà tutto benissimo, andrà tutto benissimo. Sally, la mater familias (Margo Martindale), ha un tumore al cervello che si porta nella testa da una quindicina di anni, ma ora che le perdite di coscienza s’infittiscono dovrà accettare di farsi fare un piccolo foro nel cranio. Jason Hollar, suo marito (Richard Jenkins), non ha mai avuto un gran carattere, ma le è stato sempre vicino e ha provato a condurre avanti la piccola azienda che è sull’orlo della bancarotta. Due sono i figli, grandi e con rispettive famiglie non precisamente omogenee quanto a status: Ron (Sharlito Copley) “lavora” col padre e, data la crisi del momento, si ritrova disoccupato. Ha voluto divorziare dalla moglie Gwen (Mary Elizabeth Winstead) ma ha una grande nostalgia delle due piccole figlie, per fortuna il nuovo compagno di Gwen, il reverendo Dan (Josh Groban) bravo educatore di bambini, è molto tollerante. E infine l’artista, John (John Krasinski), disegnatore di romanzi a fumetti con scarso successo, aspetta due gemelli da Rebecca (Anna Kendrick), ricca di famiglia e comprensiva, da sposare al più presto. Riceve l’improvvisa telefonata con la preoccupante notizia sulla salute della madre e gli tocca correre, ritrovando così anche tutta la famiglia, compresa la sua ex ragazza dei tempi del liceo, ora sposata, guarda un po’, con l’uomo (Charlie Day) che all’ospedale deve assistere Sally. Andrà tutto benissimo. Sono tutti spiritosi e parlano e agiscono con naturalezza, quasi sommersi da una montagna di battute seminvolontarie. La chiamano genericamente disfunzione. Un “difetto” diffuso oggi in America, tuttavia quasi alla moda e registrabile al cinema sotto specie “neoreaslistica” (almeno all’occhio di noi italiani che di realismo “terrestre” ne sappiamo qualcosa). Presentato alla Festa del cinema di Roma come “voce del futuro”, è l’esordio divertente nella regia dell’attore John Krasinski (In amore niente regole 2008, American Life 2009, Promised Land 2012), il quale sembra divertirsi un sacco anch’egli e ha il potere di trasmetterci gli effetti di un’ironia praticata con discreto senso della misura, lasciando spazio anche a una giusta dose di drammaticità. Un equilibrio che conviene augurare a tutte le famiglie del mondo “avanzato”, un mondo dove tutto funziona e tutto non funziona in egual dose e dove perciò conviene limitare il peso delle disgrazie a quel che basta perché la torta della vita riesca ben cotta. Andrà tutto benissimo.
Franco Pecori
21 Ottobre 2016