La complessità del senso
10 05 2026

Another me

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Regia Isabel Coixet, 2013
Sceneggiatura Isabel Coixet
Fotografia Jean Claude Larrieu
Attori Sophie Turner, Rhys Ifans, Claire Forlani, Gregg Sulkin, Leonor Watling, Jonathan Rhys Meyers, Geraldine Chaplin
Roma 2013, concorso

Cinema facile, ripasso generico, soluzione da psico-ipotesi narrativa al limite della presa in giro. E comunque, soluzione che ha bisogno di spiegazione esplicita e ripetuta a più riprese, altrimenti il film sarebbe incomprensibile. Lasciamo stare i rallenty, i tunnel misteriosi e nebbiosi, i vetri incrinati, gli ascensori traballanti, non ne parliamo. Ciascuno si sceglie le ovvietà che vuole se ha i soldi per metterle in scena. Ma il parto difficile della madre e la scelta del padre per la salvezza almeno della moglie e di una delle due gemelle incipienti, questo è troppo, lo si scriva nel romanzo. E non si appenda sulla parte la foto dell’ecografia della gravidanza. Discreta l’interpretazione della protagonista, ma non basta certo a colmare il disavanzo di arte quando per poco si vada a curiosare negli ambienti che Fay (Sophie Turner), la gemella viva, frequenta, soprattutto la scuola e la casa. Il padre è sulla sedia a rotelle, forse “punito” con la sclerosi multipla per quella firma nel momento decisivo della nascita dimezzata; e con l’auto in cui la madre di Fay s’infila per abbracciare (impaziente) il successore del marito. L’uomo è nientemeno che l’insegnante di teatro (Jonathan Rhys Meyers) che a scuola sta allestendo un Macbeth, riservando a Fay la parte meno adatta a lei. Isabel Coixet s’era fatta apprezzare per La mia vita senza me (2003) e per La vita segreta delle parole (2005, ben quattro premi Goya). Ma qui è andata proprio oltre, ha perfino dichiarato di aver voluto “descrivere” (!) “il peso del non detto”. 

Franco Pecori

 

15 Novembre 2013