Sorg og glaede / Sorrow and Joy
Sorg og glaede
Regia Nils Malmros, 2013
Sceneggiatura Nils Malmros, John Mogensen
Fototografia Jan Weincke
Attori Jakob Cedergren, Helle Fagralid, Nicolas Bro, Ida Dwinger.
Roma 2013, concorso.
Scene tragiche da un matrimonio. In Danimarca negli anni ’80. Di famiglia piccoloborghese, Signe (Helle Fagralid) ha avuto da ragazza i suoi successi amorosi, poi è divenuta maestra elementare e ha incontrato Johannes (Jakob Cedergren), regista di film vagamente autobiografici e frequentatore di festival. Dalle nozze è nata una graziosa bambina, Maria. Il film comincia con la “sorpresa” che Johannes trova tornando a casa: Signe ha tagliato la gola alla figlia di 9 mesi con un coltello da cucina. Non sappiamo ancora niente dei personaggi, scopriremo tutto man mano che il regista danese, molto considerato in patria specialmente per la sua bravura con gli attori “presi dalla strada”, ci inviterà a tenergli compagnia mentre indaga sulle cause di quella tragedia famigliare. Importanti soprattutto i flash che scaturiscono dalle sedute di Johannes dall’analista. Si delineano le figure dei protagonisti, i loro caratteri, emerge la complessità psicologica di Johannes, apparentemente “incolpevole” e invece profondamente coinvolto nelle ragioni della criticità entro cui s’è sviluppata la crisi del matrimonio con Signe. Sono ragioni anche sociologiche e culturali. La tendenza psicotica di Signe si rivela in forme più acute in relazione al dislivello tra i due retroterra, suo e del marito, differenze che l’amore non riesce a colmare. Ma entrare qui nei particolari significherebbe togliere al film la suspense tendente al giallo su cui si basa. Sembra un film quasi sempliciotto, per come Malmros tende ad attenuare i rischi di intellettualismo presenti a livello di sceneggiatura. Tuttavia la “semplicità” delle immagini e anche del loro montaggio risulta provocatoria rispetto alla complessità componenziale del contenuto, la cui forma tendente al “lineare” è in realtà una vera scommessa dell’autore nei confronti dei possibili risvolti tematici insiti nella messa in scena. Film nel film, per esempio, il nascere di un’attrazione tra il Johannes regista che dirige sul set alcune scene con attori giovanissimi e la ragazzina scelta come protagonista di una storia di ribellione al padre (a sua volta “attratto” dalle foto di sua figlia). Dal set alla realtà, la situazione tende a concretizzarsi pericolosamente, mentre cresce la gelosia di Signe, sempre più insonne e insicura di sé. Dal film nel film si può ritagliare un altro tema, anche autonomo rispetto alla finzione portante: è il classico dubbio esistenziale/artistico del rapporto cinema/realtà che ogni troupe impegnata nella realizzazione di un film vive sul set. Il dubbio è destinato a riflettersi poi nella dimensione extrafilmica, una volta terminate le riprese, un po’ come – del resto – succede allo spettatore all’uscita dalla sala di proiezione. I livelli di riflessione vanno a far parte di una catena virtualmente infinita.
Franco Pecori
11 Novembre 2013