La complessità del senso
10 05 2026

Manto acuifero / The Well

cinema_mantoacuiferoManto acuifero
Regia Michael Rowe, 2013
Sceneggiatura Michael Rowe
Fotografia Diego Garcia
Attori Zaili Sofía Macías Galván, Tania Arredondo, Arnoldo Picazzo
Roma 20123 concorso.

Una bambina di otto anni, intelligente e sensibile, soffre del “cambio” di padre. Il compagno della mamma ha scelto di andarsene e la donna ha trovato un altro uomo, col quale, vediamo all’inizio del film, abiterà in una nuova casa. Mentre i facchini portano i pacchi del trasloco, Carolina (Zaili Sofía Macías Galván)  è seduta a terra, incurante di ciò che avviene d’attorno: gioca con una farfallina “ferita”, la tiene sulle dita e le parla come fosse anch’essa una bimba, la compatisce perché non potrà più volare. Timida, buona, ubbidiente alla mamma, ma chiusa in se stessa con una trasparente ostinazione, Caro rimpiange il papà entomologo e di notte, qualche volta, fa la pipì a letto. Il nuovo compagno della mamma non le piace, è un uomo dall’aria severa, il quale si sforza inutilmente di essere gentile con lei. Le favole che la mamma (Tania Arredondo) legge la sera a Caro per farla addormentare non bastano più, la bambina si rifugia in se stessa e sempre più spesso si isola in giardino, in un paesaggio un po’ incolto che per lei diventerà tutto il suo mondo, le galline e le uova covate, l’albero su cui arrampicarsi, il tappeto di foglie, il pozzo prosciugato dentro cui è proibito scendere. E proprio trasgredendo il divieto Carolina troverà in fondo al pozzo la sua dimensione segreta, pulisce il pavimento con la scopa, sfoglia l’album con le foto di mamma e papà… E’ una storiellina del tutto scontata e non certo articolata per creare suspense, un esercizio – se vogliamo – di stile, delicato e svolto con puntuale attenzione alle minime cose di cui si può   animare l’inquadratura, lasciata vivere con i tempi necessari. Nessuna traccia del cinema di consumo, ma neppure alcun guizzo estetico che sappia emozionare davvero. Brava la piccola interprete. Michael Rowe, regista messicano di origine australiana, ha realizzato il secondo lavoro di una trilogia sul tema della solitudine. Il primo, Año bisiesto, ha vinto la Caméra d’Or a Cannes nel 2010.

Franco Pecori

9 Novembre 2013