Le deuxième souffle
Le deuxième souffle
Alain Corneau, 2007
Daniel Auteuil, Monica Bellucci, Michel Blanc, Jacques Dutronc, Gilbert Melki, Nicolas Duvauchelle, Daniel Duval, Philippe Nahon, Eric Cantona, Gerald Laroche.
Il gangster, la bionda, i “soci”, il commissario. L’evasione dal carcere, l’ambizione di farsi riconoscere (usando per i colpi la medesima arma) e di non farsi trovare, la necessità di un ultimo bottino per cambiare vita, l’orgoglio di non perdere la faccia con i complici. Storie che si sanno. Ma il cinema è anche ripetizione, perché no? A 40 anni dal film di Jean-Pierre Melville (uscito in italiano col titolo Tutte le ore feriscono, l’ultima uccide!, protagonisti Lino Ventura e Paul Meurisse), il romanzo poliziesco di José Giovanni, Morire due volte, riceve un altro omaggio cinematografico, non più in bianco&nero ma con un uso del colore “espressionista” (fotografia di Yves Angelo), che arriva a virare l’immagine in giallo. Neanche l’atmosfera è rimasta la stessa. Corneau, rispetto a Melville (anticipatore della Nouvelle Vague, persino attore in À bout de souffle di Godard (1960), ha uno stile più composito e non disdegna l’utilizzo esplicito di generi diversi (chi più ne sa ne riconosca), che, se rischia di disperdere il senso complessivo del film, funziona però da attrazione spettacolare in linea con i tempi. Insomma, la grande ambizione: cinema popolare e cinema per cinefili. Quanto all’estetica, balza non solo agli occhi un duplice piano, stavolta non di genere ma di valore: il parlato, le battute e i dialoghi, hanno una sostanza letteraria più profonda delle immagini e, in più, danno ai due protagonisti principali, il gangster Gustave Minda (Auteuil) e il commissario Blot (Blanc), lo spessore “esistenziale” classico, quale si attende da attori della grande trazione francese.
Franco Pecori
allo speciale
20 Ottobre 2007