Ixjana
Ixjana
Józef e Michal Skolimowski, 2012
Fotografia Adam Sikora
Sambor Czarnota, Borys Szyc, Magdalena Boczarska, Ewa Hornich, ?ukasz Simlat, Anna Dereszowska, Jan Frycz
Roma 2012, concorso.
Lui, lei e l’altro. Da incubo. Storia di amore e di amicizia che si perde in visioni e in sensi di colpa, intaccando le menti dei protagonisti e tentando l’inganno dello spettatore. Lo scrittore Marek Newski (Sambor Czarnota), proprio nel moneto in cui è contento che un editore abbia accettato di pubblicare il suo libro entra in crisi psicologica (ma poi si potrà dire psichiatrica) per via della scoperta che finirà per sconvolgere la relazione fraterna con l’amico Artur (Borys Szyc). C’è una donna di mezzo (Marlene/Magdalena Boczarska), Marek non avrebbe mai creduto di poter essere insidiato da Arthur. Realtà e incubo si sovrappongono grazie alla magia onnipotente del cinema, fino a stravolgere la vita dello scrittore, il quale si sente colpevole di omicidio e non riesce a verificare come in realtà stiano le cose. Secondo i fratelli Skolimowski, al secondo film dopo The Hollow Men (1993), la morale è semplice: «Nessun uomo può sfuggire all’ineluttabile», ma l’ovvietà dell’affermazione si rivolge contro i due registi polacchi – già collaboratori di Jerzy Skolimowski per Essential Killing (a Venezia nel 2010) – giacché l’ineluttabilità del destino di Marek è affidata esclusivamente al potere fittizio del film, attraverso simbologie tutt’altro che convincenti e a tratti anche devianti. Violenza, sesso e mistero restano ingredienti imprigionati in un’alternanza speculativa quanto improbabile.
Franco Pecori
13 Novembre 2012