Voyez comme ils dansent
Voyez comme ils dansent
Claude Miller, 2010
Fotografia Gérard de Battista
Marina Hands, James Thiérrée, Maya Sansa, Yv es Jacques, Anne-Marie Cadieux, Aubert Pallascio
Roma 2011, concorso.
Vic Clément (James Thiérrée) volteggia sospeso a un filo sul palcoscenico e sulle prime file della platea, trasmette sogni di personaggi e di animali “umani”, imita da mimo acrobata di fama mondiale la vita fantastica che gli sta dentro, consapevole, e forse disperato, dei limiti di un’esistenza fittizia. La sua figura malinconica racconta a chi lo guarda e lo applaude l’estremo tentativo di una pesca miracolosa, la scommessa dell’autenticità. Lo ameranno due donne, Lise (Marina Hands) e Alexandra (Maya Sansa). Si incontreranno per caso, quando Lise, in viaggio attraverso il Canada con la sua telecamera per realizzare un documentario, resta bloccata in treno per un ostacolo improvviso sui binari e, febbricitante, viene soccorsa da un medico che opera in zona. Il medico è Alexandra, la quale offre a Lise ospitalità nella sua casa, laddove proprio insieme a Vic ha vissuto momenti felici. Le due donne si conoscono e ricostruiscono man mano la figura del loro uomo. Soprattutto Lise scopre di aver amato un Vic molto diverso da quello, più vero, a cui si era legata Alexandra. Claude Miller (Mia dolce assassina 1983, La petite Lili 2003) è regista raffinato, ha frequentato Bresson, Godard e Truffaut, non corre i pericoli dell’ovvietà né tantomeno della volgarità. Sicché il rapporto tra le due donne si concretizza nella delicata tessitura di una trama rivelatrice che di frammento in frammento porta a coscienza l’immaginario e la concretezza di altri due rapporti, diversi eppure complementari, “verificabili” non più direttamente, ma solo per poetica induzione. Un film, anche, che parla di un cinema non ordinario. Cosa rara.
Franco Pecori
1 Novembre 2011