La complessità del senso
16 08 2022

Qui rido io

Qui rido io
Regia Mario Martone, 2021
Sceneggiatura Mario Martone, Ippolita di Majo
Fotografia Renato Berta
Attori Toni Servillo, Maria Nazionale, Cristiana Dell’Anna, Eduardo Scarpetta, Roberto De Francesco, Lino Musella, Paolo Pierobon, Giovanni Mauriello, Chiara Baffi, Gianfelice Imparato, Maia Forte, Roberto Caccioppoli, Lucrezia Guidone.
Premi Venezia 2021: Pasinetti, at Toni Servillo.

Storia di Eduardo Scarpetta, capocomico napoletano (1853-1925), e di tutta la sua veritiera finzione, di amante, di attore, di autore esagerato. Miseria e nobiltà. Scarpetta padre, ambìto dai figli (tutti nel teatro di Napoli) tutti, cioè noi, noi tutti che siamo teatro, discendenza, rappresentazione, simbolo e vita, aria, parentela e debito, credito per una prosecuzione che rischia la nostalgia. Complessità del vero, inadeguatezza della citazione, documento di una nascita nel trapasso, l’immagine dei Lumière (“Port et Vesuve”) contesta dall’inizio il racconto impossibile di una genia che invita in scena lo spettatore stesso: poiché la scena è tutto. Mario Martone continua a fabbricare con le proprie stesse cinemani una realtà non identificabile, sembrerebbe, a prima vista. La sua arte è nella distanza dalla spontaneità, qui come non mai trattandosi della Napoli scenica e falsificatrice sublime. Sicché la parentela di Scarpetta, la sua discendenza fino a Eduardo, buca il diaframma della cultura costituita (Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce) e si presenta a sipario aperto, in un atto unico (ir)ripetibile, suoni colori parentele al limite dell’incesto, com’è e come non può non essere il respiro dell’esistenzialismo non-filosofico, l’andamento geniale della spontaneità necessaria dell’arte di vivere d’arte. Antropologico e figurativo, diretto e stratificato, il cinema di Martone non si cura della maniera, non sottende lo studio, non s’incarica dell’esibizione, ma vive di proprietà d’espressione, d’invenzione scenica, di realismo del sogno. Da Scarpetta a Eduardo, a Peppino, a Titina, un abbraccio paterno, fraterno e fratricida, sarcastico e dolce, ci stimola alla prosecuzione, trascurando la volgarità. Toni Servillo e tutti. Figli, nipoti e loro annessi. I capolavori della canzone napoletana: Indifferentemente, Scetate, Come facette mammeta, Barcarola sul lago, ‘E spingule francese, Tarantella, Lu cardillo, ‘O meglio amico, Chi vo’ bene a Maronn ‘e l’arc, ‘A pacchianeria ‘e Uttaiano, Canzone appassionata, Fortunella, Era de maggio, Due paradise, Pusilleco addiruso, Voce ‘e notte, La geisha, Carmela, Bammanella, ‘A risa. Con l’occhio di Renato Berta.

Franco Pecori

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9 Settembre 2021