La complessità del senso
17 08 2022

Figli di fiabe

Poesie di Franco Pecori

Versi per un diario, dal 1958.
Come l’essere filosofo non significa soltanto “prendere la vita con filosofia”, bensì produrre pensiero nel dire ordinato (Socrate), l’essere poeta è formalizzare la propria sensibilità secondo un’economia di linguaggio proveniente dalla storia e tendente alla metafora. 
 
Cuore in gola
La luce cala,
carezze e baci
con il cuore in gola.
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28 maggio 2022
 
Su per le scale
Su per le scale del terzo piano
da Socrate a Kant, giovani sui gradini
a cazzo dritto e cosce all’aria
danno esami e non trovano pace.
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9 novembre 2021
 
Esco
Esco e mi guardo attorno,
scrivo una storia lontana dal vero.
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6 ottobre 2021
 
Commercianti
Altro che popolo, commercianti
senza i voti dei quali
non si vincono elezioni.
Non c’è chi possa rigirarsi,
la tomba è stretta. Quartierini
e aperitivi al tramonto felice
che non voglio rivivere.
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10 agosto 2021
 
Da ultimo
L’aria di una storia sensata
chissà da dove, da ultimo.
Ma c’è tempo.
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4 maggio 2021
 
Μέθοδος
Tengo alla distinzione tra metodo e sistema.
A Cicerone l’avvocato piacque Aristotele,
Epicuro no. Socrate parlava ordinato.
Della differenza il senso sarebbe domanda giusta
per ogni esame di laurea. Quanto all’ipotesi,
tornasse dei tre tipi, passata l’ira
nera che deturpa panorami. 
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31 luglio 2019
 
Fragola all’alba
Luce di fragola all’alba
prolunga un momento
rosso che dolce l’affetto
una volta del gesto chiamerà
per un altro mattino.
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22 aprile 2019
 
Identità
Chiudi la porta,
gridano a morte i filosofi
Identità identità dagli anni assassini,
aperitivazionali,
garanti di messe-in-onda.
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5 aprile 2019
 
Il buio
Tracotante, il nero non serve,
né il buio lo chiede.
Smanio la sera contro il sole.
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26 febbraio 2019
 
Carezza
Soffio di pensiero in fuga 
canta inudibile verso, dondola
sfiorando i limiti della goduria.
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5 dicembre 2018
 
Il nostro tempo
Sappiamo che il mondo non ha il nostro tempo,
non pensa a farci compagnia.
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3 settembre 2018
 
Scarto le giornate
Scarto le giornate del sogno bianco,
l’aria lo consuma. La luna procede
involontaria di lato, l’ipotesi
è immagine non richiesta.
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26 maggio 2018
 
L’auto rossa nel mio garage
L’auto rossa nel mio garage
odia la pigrizia del meccanico.
S’accende il motore, la corsa è un’idea
strampalata, ché mi porta fuori.
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28 gennaio 2018
 
La voglia cerca il vento
La voglia cerca il vento,
ché insegua via la vita.
Parola nel cratere spento,
un ospite meritevole di cura.
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20 agosto 2017
 
Alta la terrazza
Giù la boscaglia ti riceve cattiva,
viene una volta così nera la notte.
I vasi dei fiori la mattina
tendono i colori alla speranza
dell’acqua nuova e il vento li tormenta.
Raccontami il fondo
della memoria che non vuole saperne
di consolazioni per sempre.
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21 aprile 2016
 
Il ballo dell’orso
Balliamo il ballo dell’orso,
battiamo il tempo senza interesse.
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31 gennaio 2016
 
Inquadratura
La giornata è afosa.
Sogno un’inquadratura dal tempo definito,
nei colori delicati.
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Novembre 2015
 
Sul naso del vecchio parente
Sbirciamo sul naso del vecchio parente
il rammarico per l’ultimo favore
non ottenuto, dopo che per la vita intera
avesse mai pagato di tasca propria
l’ingresso a un concerto, il conto dell’aperitivo.
Laureato in analfabetismo di ritorno,
non può consolarsi d’essere trascurato
ora che non ha più da servire l’umanità ladrona
lungo le strade del paese furbo. Gli parleremmo,
se non fosse per l’alito che non cura.
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Agosto 2015
 
Paesello
Al funerale sono tutti contenti,
la morta aveva un’espressione tranquilla.
Col gelato come fosse in telecronaca
il prete guida la cadenza delle pie donne
assicurando protezione celeste
per il carro in salita. Arrivati in piazza,
i rintocchi si mantengono neutri. Il loculo
sarà spazioso, ignaro dei fatti del giorno.
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Agosto 2015
 
Andarono
Andarono a cavallo, le spade sguainate,
spirito nascosto negli antri di sabbia.
Scemi per l’utile sacrificando
il sangue, affabulati verginità
trovarono ignari delle conseguenze.
Piangono il lusso che non li sazia,
si trastullano nel nervosismo.
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Agosto 2015
 
Il Paese dei Balocchi
Guardano il mimo di strada
due bimbi innamorati
contro la luna gialla
che li vuole per sé.
Restano seduti vicini,
a giocare dove i balocchi
raccontano le fiabe.
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Luglio 2014
 
Piace il filosofo
Vi piace il filosofo, ragazze, lo volete bello
non oltre i quaranta, che parli sicuro e dica
il meno possibile, dimostri muovendo i polsi
come Kant sia l’ultima bella frontiera.
Socrate non ha bevuto la cicuta per voi, ragazze.
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30 settembre 2013
 
Luna sul mare
Ti guarda dritto, stende la scia sull’onda,
la luna sul mare pretende che l’ascolti.
Neppure uno spillo di stupore,
se non che la mano ti si porti alla bocca.
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Settembre 2013
 
Il bimbo
Prima del chiaro mi guarda spaurito
il bimbo. Una carezza non la vuole, conta
d’essere certo che io lo riconosca
com’era il giorno che al suono di campane gioì
la madre nel dolore. Un’ombra
nel buio dagli occhi semichiusi mi sorge,
sospiro di fine sonno mi rende semplice e muto.
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2 maggio 2013
 
In attesa del bus
Gli voglio domandare dove va la mattina,
il suo matrimonio sembra felice
eppure qualcosa dev’essere stato,
alto e magro saluta i suoi bambini
che vanno a scuola e guarda
lontano, incantato da una luce diversa.
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13 settembre 2012
 
Nuova era
Ora l’ipotesi si riduce a un tramonto di nostalgie,
discesa verso il deserto dei pensieri poveri.
Chi si ricorda più del tempo in cui la storia
s’accomodò sul tracciato di racconti possibili
e le figure proposero composizioni
con l’aria indifferente di gente che fosse per caso
a passare il tempo in attesa di rivoluzioni?
La giornata si presenta piatta,
si lega a circostanza il sogno,
nella lingua smemorata si dispera
per la solitudine, non trova riscontro. Ha perso
l’ipotesi, è confusa del vivere nascosto
la prospettiva, immersa nelle frasi fatte
della tecnosicurezza insensibile.
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13 settembre 2012

 

♣ La raccolta precedente delle poesie di Franco Pecori
è nel libro Figli di fiabe. Lo puoi trovare ⇒  qui

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28 Maggio 2022