La complessità del senso
23 05 2022

Ennio

Ennio
Regia Giuseppe Tornatore, 2021
Sceneggiatura Giuseppe Tornatore
Fotografia Fabio Zamarion, Giancarlo Leggeri
Premi Nastri d’Argento 2022: Doc.

Spentosi  il 6 luglio 2020, a Roma dov’era nato il 10 novembre 1928, Ennio Morricone racconta la propria vita di musicista offrendosi alla cinepresa con un linguaggio semplice, franco, senza tuttavia tralasciando momenti di complessità non didascalica e anche trattenendo un filo di commozione nel ricordo del lungo cammino produttivo, di strumentista la (tromba, ereditando una passione del padre) e soprattutto di compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra per il cinema e anche per la musica “leggera”. Con un fitto elenco di testimonianze sincere, inserite nel tessuto anche critico di una rassegna musicale molto ricca, si delinea una concezione dell’arte musicale sfrondata da impervie questioni teoretiche e anche addolcita rispetto alle scelte estetiche dovute alle leggi non solo dell’espressione cinematografica bensì anche alle preferenzialità del cinema/impresa. La polarità composizione-arrangiamento risponde con soluzioni di volta in volta rispettose dello specifico traguardo imprenditoriale, secondo le leggi imprescindibili dell’industria cinematografica. Ennio non rinuncia tuttavia a lasciar trasparire una sua originaria passione per il lato improvvisato e per il contributo della libertà strumentistica nelle forme più ardite e innovative, specialmente nel primo periodo della carriera, quando gli piacque accostarsi a un gruppo d’avanguardia come Nuova Consonanza, fino all’attento ascolto della proposta “concreta” di un Cage. Con buona pace dell’insegnamento primario assorbito dalle lezioni di Goffredo Petrassi, suoni e rumori trovano posto nel pentagramma insieme alle strutture di Back e Beethoven, di Frescobaldi e Stravinskij. “La musica va pensata prima che scritta”, dice Ennio quasi tra sé e sé,  ma lapidario. Il che non vuol dire che il maestro, sempre rispettoso del giudizio preventivo della cara moglie Maria, non sforni una serie impressionante di  grandi successi popolari, non solo nel cinema bensì nella discografia “leggera”. Insomma, Guarda come dondolo e la sfilata delle ballerine al Sistina insieme a Palestrina e Monteverdi, ma senza trascurare la tarantella e il boogie-woogie. Il Barattolo, le Pinne il fucile e gli occhiali, Sapore di sale, il Notturno di Beethoven con la Voce ‘e notte, Fatti mandare dalla mamma, Per un pugno di dollari. Ex compagno di scuola di Sergio Leone, Ennio lega il suo nome al grande successo di film come Per un pugno di dollari e C’era una volta in America, ma non rifiuta certo di dare il proprio contributo a I pugni in tasca, La battaglia di Algeri, Uccellacci Uccellini. La tentazione di ripotare qui l’elenco delle composizioni e degli arrangiamenti “immortali” di Morricone che il film di Tornatore assembla in un montaggio “istruttivo” quanto gradevole (ottimo lavoro di Massimo Quaglia e Annalisa Schillaci) può fermarsi alla meritatissima tappa finale, dell’Oscar alla Carriera, finalmente ottenuto nel 2007. Statuetta giustamente dalle mani di Clint Eastwood. E altrettanto giusta la “vera sinfonia” composta nel 2015 per The Hateful Eight di Tarantino: “Per vendicarsi del western”, sussurra Ennio come parlando di altri.

Franco Pecori

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17 Febbraio 2022