La complessità del senso
27 09 2022

Crimes of the future

Crimes of the future
Regia David Cronenberg, 2021
Sceneggiatura David Cronenberg
Fotografia Douglas Koch
Attori Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Don McKellar, Scott Speedman, Tanaya Beatty, Nadia Litz, Lihi Kornowski, Welket Bengue.

Plastica. Un bambino la mangia. È soltanto la prima scena. Tra Antonioni (L’eclisse 1962, Blow Up 1966 – livellamento ontologico) e Godard (Adieu au langage 2014), Crash (1996), impatto inevitabile. Rimpasto sessuale/percettivo. A History of Violence senza più storia (2005), A Dangerous Metod (2011, Freud è una scusa), Cosmopolis (2012, vita nell’automobile). Ora una vita altra è possibile, se il concetto si fa cosa, cosa chirurgica, mano-opera. Saul Tenser (Viggo Mortensen) è chirurgo plastico e performer. La chirurgia è un’arte, l’arte è chirurgica. Cibernetica organistica. Horribile scelta dei propri tumori. Tecnologia futura aiuta all’identificarsi del soggetto nell’oggetto, il corpo umano si “corregge” a piacere, il piacere dell’arte come vita nuova, (non abissalmente diversa dalla Vita Nova). Da quando Picasso, non per arrivare ma per procedere, rinunciò alla perfezione. Con l’aiuto della brava assistente Caprice (Lea Seydoux), il chirurgo performer tenta l’azzeramento: la riduzione e rielaborazione della distanza tra “cosa” (corpo umano) e indagine espressiva. Una specie di nuovo Neorealismo, non più “sociale” ma praticato per metafora del corpo. Persona manipolabile, chirurgia creativa. Pratica estrema del mito, fagocitosi dell’Horror, consumazione, rigenerazione. E quindi il crimine come recinto tradizionale, disperato. Ma la questione è estetica – non più nel senso di Filosofia del Bello, ma indagine sulla produzione del senso partendo dalla parola greca che significa sensazione, il sentire. Il futuro è “non tanto lontano”, lo stile/film/cinema non ha bisogno di rifletterne la novità. Cronenberg recupera con disinvoltura stilemi e figurazioni dall’usato, evita di esibire propensioni alla novità. Il sensazionale (manipolazione, rinnovamento, riduzione oggettuale dell’ immaginario a traduzione pratica del fantastico) è dato con semplice sfacciataggine. Il crimine  è lasciato ad altri. A Saul basta un ultimo choc.

Franco Pecori

 

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24 Agosto 2022