La complessità del senso
18 11 2017

Immaturi

Immaturi
Paolo Genovese, 2010
Fotografia Fabrizio Lucci
Ambra Angiolini, Luca Bizarri, Barbora Bobulova, Raoul Bova, Anita Caprioli, Paolo Kessisoglu, Ricky Memphis, Luisa Ranieri, Maurizio Mattioli, Giovanna Ralli, Alessandro Tiberi, Michele La Ginestra, Goulia Michelini, Aurora Giovinazzo, Nadir Caselli.

Prima della disperazione. Sei trentottenni italiani devono rifare l’esame di maturità. A distanza di 20 anni, il ministero della Pubblica Istruzione s’è accorto che nella commissione del liceo Giulio Cesare c’era un finto laureato. Giorgio (Bova), Lorenzo (Memphis), Piero (Bizzarri), Luisa (Bobulova), Virgilio (Kessisoglu) e Francesca (Angiolini) devono “sospendere”  le loro vite e rituffarsi nello studio. Ripescaggio di Epicuro e Shopenhauer (oh come studiati male!) e anche ritorno ai giorni dell’amicizia e della vita in gruppo. Ma niente si può fare due volte. Il tempo non ritorna e i sei personaggi cercano invano l’autore. È anche questo il senso del film, forse ancor più del tema proposto dal titolo. Si avverte un imbarazzo comprensibile: gli attuali “maturandi” hanno ormai una testa completamente diversa, lontanissima dell’ottimismo drogato che guidò i sogni dei liceali ’90. Genovese (Nessun messaggio in segreteria, Questa notte è ancora nostra, La banda dei Babbi Natale) costruisce un racconto con ritmo andante, non frenetico, lasciando allo spettatore il modo di praticare una discreta riflessione senza però infastidirlo con sociologismi bignameschi. Le sequenze sono brevi, le battute sono rapide e significative, le situazioni sono simpatiche. Meno finto-ingenuo di Moccia e Brizzi, meno finto-autorevole di Verdone, il regista sceneggia i caratteri con discrezione e  anche rispetto per la loro relativa autonomia. E almeno in un caso – Lorenzo che vive ancora con mamma e papà (Mattioli e Ralli degni della commedia italiana dei tempi d’oro) – tenta con successo di varcare la soglia della rappresentazione generica.

Franco Pecori

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21 gennaio 2011