La complessità del senso
21 09 2017

Pinocchio

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Pinocchio

Roberto Benigni, 2001

Roberto Benigni, Carlo Giuffrè, Beppe Barra, Nicoletta Braschi,

Bruno Arena, Alessandro Bergonzoni, Kim Rossi Stuart, Aroldo Tieri, Corrado Pani.

 

“Non ci garba punto di fare cri cri”, dice la canzoncina alla fine del film. Pinocchio spera proprio di non incontrarlo più il Grillo parlante, prescrittivo e pedante com’è. Lui, il burattino, ne combina di tutti i colori, ma non per cattiveria. Ed è un burattino che a tratti commuove o fa sorridere, come se non fosse di legno. Merito di Benigni, la prova del passaggio dal libro al film è superata. Scenografia e musica, degne dei loro autori, Danilo Donati e Nicola Piovani, suggeriscono a tratti una lettura felliniana, ma la suggestione è più stilistica che sostanziale. Il cuore del film batte col ritmo del regista. La fotografia di Dante Spinotti, bellissima, se “illustra” il racconto quasi disegnandolo, non impedisce al regista di renderci un Pinocchio per adulti, tra allegria e disperato ottimismo. Non è vietato ai grandi leggere le fiabe. Rispetto al libro, toccante è la Fata che soffre quasi per un amore inconfessato; e provocatoria (ma poeticissima) è l’avidità con cui Geppetto beve il latte che Pinocchio gli porta al prezzo di una fatica per lui estrema. Consapevole dell’irrealismo, Benigni recita il burattino-bambino in una magistrale chiave di “come se”, che rende difficile distinguere se egli interpreti o se sia interpretato.

Franco Pecori

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11 ottobre 2002