La complessità del senso
24 09 2017

Signs

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Signs

Night Shyamalan, 2002

Mel Gibson, Rory Culkin, Cherry Jones, Joaquin Phoenix, Night Shyamalan

 

Gli extraterresti non c’entrano molto. “Sembra la ‘Guerra dei mondi’”, osserva il coprotagonista al culmine della vicenda, ma la citazione serve più che altro a giustificare il finale. Il film è piuttosto sulla famiglia e sull’esistenza di Dio. Strane tracce su un campo di mais della Pensylvania impressionano una famigliola che vive lì vicino. Il padre, vedovo con due bambini, ha perso la fede e s’è tolto l’abito di pastore episcopale, interpretando come “segno” negativo l’incidente che lo ha privato della moglie. Il fratello lo assiste moralmente. Ora il dubbio che qualcosa di definitivo, la “fine del mondo”, sia annunciato con l’arrivo di esseri misteriosi s’insinua progressivamente nella piccola casa di campagna. Segni o solo il caso? Le news della Tv riferiscono del moltiplicarsi dei “segni” in tutto il mondo. E quando la minaccia si fa più concreta non resta che barricarsi in casa. Il regista indiano riattinge alla fantascienza anni ’50, esibendo un’ intricante chiave di “ingenuità” e affidando per converso ai bambini una serie di battute “stranianti” (e divertenti). Come poi il mondo risolva la vicenda dell'”invasione” non lo sappiamo, ma non è l’essenziale. Qui la questione è più alta e più vicina a ciascuno di noi.

Franco Pecori

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17 ottobre 2002