La complessità del senso
20 09 2017

Vi presento i nostri

Little Fockers
Paul  Weitz, 2010
Fotografia Remi  Adefarasin
Robert De Niro, Ben Stiller, Owen Wilson, Blythe Danner, Teri Polo, Jessica Alba, Laura Dern, Harvey Keitel, Barbra Streisand, Dustin Hoffman, Jack Axelrod, Daisy Tahan, Laksh Singh, Clent Bowers, Olga Fonda, Colin Baiocchi, Kevin Hart, Yul Vasquez, Thomas McCarthy, Sergio Calderon.

Terzo capitolo della giostra famigliare americana, della famiglia di Greg Focker (Stiller), bene assortita e aggiornata (sms, Youtube, Wikipedia, ecc.), simpatica, un po’ tradizionale e un po’ “moderna”. Continuano a confrontarsi le generazioni, figli e genitori, mogli e mariti e coppie di suoceri, ora anche con la partecipazione semidecisiva di due gemellini, Henry (Baiocchi), e Samantha (Tahan), recenti rampolli del timido infermiere e della sua cara Pam (Polo). Il passaggio di regia da Jay Roach (Ti presento i miei, 2000, Mi presenti i tuoi?, 2004) a Paul Weitz (American Dreamz, 2006) segna un punto a vantaggio di una non timidissima virata del contenuto verso una predilezione “progressista” meno nascosta. Proprio mentre il ruolo del suocero sembra consolidarsi nel non intaccabile moralismo dell’ex agente Cia, impegnato a francobollare il genero per assicurarsi della sua dignità di successore alla guida della famiglia, l’eccessiva rigidità patriarcale porterà Jack Byrnes (De Niro) alla “sconfitta”. Infatti arriva il momento in cui Greg, esasperato dall’avversità dei casi che lo affliggono – non ultimo l’assedio della quasi ninfomane Andi Garcia (Alba) – esplode in un salutare rifiuto della “protezione” e del prefigurarsi per lui di un destino da “Fotterpadrino” (Fotter, non più Focker); e reagisce fino allo scontro fisico con Jack durante la festa di compleanno dei pargoli. Trionfo dell’autonomia, nella completa felicità di tutti, genitori/suoceri compresi, specialmente i due più eccentrici, Bernie (Hoffman) e Rozalin (Streisand). Il “vecchio” Jack avrà rischiato di rimanerci secco, a causa del cuore malandato (ma De Niro appare in gran forma!), il risultato è però soddisfacente: il mondo intero (sì insomma, la famiglia americana) si salverà, sol che sappia tirarsi fuori dalle frustrazioni del momento. Il quadretto finale, incorniciato in battute “estremamente” trasgressive e trasudanti felicità – un consiglio ai ragazzini: «Se volete giocare con le caccole, fatelo quando sono secche» – risarcisce lo spettatore dal sistematico preannuncio di ogni singola gag durante tutto l’arco del film.

Franco Pecori

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14 gennaio 2011