La complessità del senso
19 11 2017

Il discorso del re

The King’s Speech
Tom Hooper, 2010
Fotografia Danny Cohen
Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter, Guy Pearce, Jennifer Ehle, Derek Jacobi, Michael Gambon, Timothy Spall, Anthony Andrews, Eve Best, Dominic Applewhite, Tim Downie.
Oscar 2011: film, Tom Hooper re, Colin Firth at, David Seidler sc.

Il discorso è quello con cui il Duca di York, incoronato l’11 dicembre 1936 re d’Inghilterra col nome di Giorgio VI (Colin Firth), preannuncia al popolo la guerra contro la Germania nazista. Quel discorso alla radio è per il sovrano un grande risultato personale. Il fratello maggiore, Edoardo VIII (Guy Pearce), succeduto a Giorgio V (Michael Gambon), ha abdicato scegliendo l’amore per Wallis Simpson (Eva Best) e Bertie (così è stato soprannominato fin da piccolo il futuro re) non si sente in grado di salire al trono. La ragione è nella sua grave balbuzie che a volte gli impedisce di emettere qualsiasi suono. Lo salva la moglie Elisabetta (Helena Bonham Carter), la futura regina madre, la quale lo mette in contatto con il logopedista australiano Lionel Logue (Geoffrey Rush). Bertie e Logue formeranno una coppia di amici che, al di là della cura tecnica del difetto psicosomatico del re, incarnerà una significativa valenza dialettica tra tradizione e spirito critico, secondo il dettato di un perfetto umorismo inglese ottimamente espresso dalla bravura dei due attori. Firth supera in pieno la prova della balbuzie, evitando il pericolo della maniera e trasformando il difetto in una sorta di suspence “dignitosa” (si tratta del re) a cui si rimane appesi per tutto il film. Rush si prende il carico di sottolineare con discrezione ma anche con energia l’importanza dell’aiuto che viene dal basso – Logue è un esperto che entra in contatto con Bertie senza avere le dovute credenziali scientifiche, come invece pretenderebbe l’Arcivescovo di Canterbury (Derek Jacobi). Quanto alla regia, il film si svolge senza particolari accentuazioni, lasciando ai due protagonisti il modo di dare vita al proprio ruolo. Senza di loro, Il discorso del re sarebbe forse non più che un ottimo prodotto televisivo (Tom Hooper vanta nel settore alcuni premi Emmy), con gli appartamenti reali, con Elisabetta moglie premurosa, con l’abbazia di Westminster, con Churchil (Timothy Spall) e con Baldwin (Anthony Andrews). Ma Firth è un re speciale, che può cambiare le sorti di una monarchia e il suo logopedista pensa a dargli la parola. La coppia ha l’aria di voler restare nella storia.

Franco Pecori

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28 gennaio 2011